Recensioni: Maria Caterina Basile – Vita di paese


Devo uscire da qui, nel mondo, nel mondo dal quale fuggo e che pure vaneggio; è bene che io ritrovi le passioni giovanili, le mie vertigini di stupore e mi stacchi di slancio da… me. Perché di un salto nel vuoto si tratta: una rinascita o una nascita al contrario, una marcia indietro verso l’ignoto. Fuori, però, piove a dirotto. E com’è più sicura, asciutta e calda la mia anima! Non devo farmi illusioni: fuori dai sogni, nella realtà, mi toccherà dare un senso pratico a ogni faccenda, mi toccherà essere serio e responsabile, mi toccherà perfino contare il denaro che ho in tasca. Ma quanto potrebbe mai durare? Il tempo di fare le valigie e di tornarmene dentro, tra mura fatte di ricordi d’infanzia. E di questo si tratta, in fondo: mi porto appresso l’infanzia da tutta una vita, come si porta tra le braccia un bambino stanco e impaurito”.

Vita di paese è un libro piccolo piccolo che sta nel palmo di una mano scritto da Maria Caterina Basile, che ringrazio per avermene fatto dono.
E’ un romanzo breve che non ha grandi pretese eppure il profumo di paese arriva fin al lettore e nonostante, io personalmente, non ne conosco i luoghi, riesco a immaginarli alla perfezione.
La storia è di giovani che fuggono dal proprio paese, tanti giovani emigrano perché paurosi da essere pressati da una mentalità ristretta, molti emigrano alla ricerca di un lavoro perché il piccolo paese non offre opportunità, alcuni ne scappano per lasciarsi dietro un’angoscia, una colpa un qualcosa di non risolto come nel caso del protagonista Damiano.

…si sentono i giovani d’oggi, soli, sospesi a metà tra due mondi, tra un passato spesso conosciuti a malapena e un presente incerto e precario, tra due Italie e due storie diverse, quella scritta da vincitori, di un Sud povero e incapace, e quella vera vissuta sulla pelle dei meridionali, di un Sud colonizzato e privato della sua dignità. A cosa credi che sia dovuta la tua solitudine se non al fatto che i migliori sono andati via? Sono andati via o hanno preso cattive strade e noi siamo rimasti in mano ai papponi e ai lacchè. Le più belle menti, avessero avuto l’opportunità di restare, il diritto al futuro nella loro terra, ne avrebbero cambiato il volto. La solitudine, Damiano mio, è di chi rimane, ma pure di chi è partito…»

Damiano, trentacinquenne, dopo diciassette anni vissuti (o forse è meglio dire passati) in Svizzera per lavoro, si rende conto che il suo vivere non è vivere, ma cercare di sopravvivere, così decide di ripercorrere la strada di casa…
Il lungo viaggio in macchina, il ritorno a casa l’incontro con la figura interessantissima del professore delle medie, un uomo che tiene a memoria tutti i ragazzi cui ha insegnato, ricordandone di ognuno i pregi e i difetti; il bar dove tutti si ritrovano compreso suo padre quanto ancora era vivo, la mamma, i fratelli e il ritrovare il paese stesso, cambiato, ma non troppo, è qualcosa di emozionante, un qualcosa che ti penetra nell’anima.
Le passeggiate notturne per rimanere, finalmente, solo con se stesso comporta inevitabilmente il dover dialogare con il suo “Io” interiore. Riuscirà il nostro protagonista a fare i conti con i suoi fantasmi per trovare finalmente se stesso? E soprattutto, riuscirà a trovare la sua strada nella vita che rimane da vivere?
Questo non lo svelo perché ognuno dovrebbe leggere il libro per penetrare a pieno il messaggio che l’autrice lascia nel dentro.
Il narrare della Basile è un narrare asciutto, un flusso di coscienza, senza fronzoli o abbellimenti, ma così sincero e scarno da far apparire tutto talmente vero e palpabile.
Non dico che Vita di paese sia un romanzo perfetto, ha delle piccole pecche che però sono facilmente perdonabili all’autrice, perché una volta terminato rimane il sapore di buono tra le mani.

La vita soffia, sbuffa, sospira. Io mi chino lentamente su me stesso e ascolto il mio respiro. Con la testa pesante poggiata sul palmo delicato della mano, me ne sto a districare sogni, incubi e realtà: che ogni tramonto accolga in sé l’anelito di pace di chi si mette a contemplarlo?

Titolo: Vita di paese
Autore: Maria Caterina Basile
Prezzo copertina: € 10.00
Editore: Nulla Die
Collana: Lego parva res. I romanzi Nulla die
Data di Pubblicazione: 2017
EAN: 9788869151163
ISBN: 8869151166
Pagine: 74

Maria Caterina Basile è nata a Taranto nel 1981.
Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università del Salento.
È autrice di Timothy Leary. La religione della coscienza dalla rivoluzione psichedelica ai rave (Alpes Italia 2012).
Sue liriche sono apparse sulle antologie Quando ritorna la stagione aprica (Artemide 1999), Il Federiciano 2010 (Aletti 2010); sulla rivista «Gradiva, International Journal of Italian Poetry» (New York, 2011); sul blog Thema (2012); nei libri Sotto l’Albero delle Mele, Parole in fuga, L’indice delle esistenze, Il Federiciano – Libro Indaco, (Aletti 2013), L’indice delle esistenze – L’Italia, L’indice delle esistenze – I Ricordi (2014).
Attualmente vive in provincia di Lecce.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

 

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