MANUEL PUIG E IL TRADIMENTO DI RITA HAYWORTH


manuel-puigA cura di Augusto Benemeglio

1.Il tradimento di Rita Hayworth”

Sono quasi trent’anni che se ne è andato Manuel Puig, scrittore argentino, figlio di una italiana di Busseto , il paese di Verdi, Maria Elena Delle Donne che aveva la lirica nel sangue e una smisurata passione per il cinema, che aveva trasmesso all’unico suo figlio, Manuel, che ha scritto la maggior parte dei suoi libri ispirati alle dive del cinema: Rita Hayworth , Ingrid Bergman , Greta Garbo, Carmen Miranda, Bette Davis, Luise Reiner.
Manuel è morto ancora abbastanza giovane ( 58 anni )per una banalissima operazione di cistifellea , morto senza averne alcuna coscienza, anzi convintissimo che stesse per guarire, e con un sacco di progetti che gli rullavano per la testa , una testa e un cuore ancora pieni di desideri e di delirii. Ai medici e alle infermiere parlava delle sue attrici preferite e del suo primo romanzo, “Il tradimento di Rita Hayworth”, un libro uscito in piena rivoluzione sessantottina , e ciononostante andato a ruba. Nelle pagine vi ritroviamo la Rita di “Sangue e arena” , la Rita che faceva ” toro, toro” a Tyrone Power con la morte addosso: lui era inginocchiato come un povero spagnolo povero , lei una Venere americana di Brooklyn con il vestito trasparente e quella sua risata così sensuale “che ti faceva arrapare tremendamente.. Era più che un coito, quella sua risata”, scrive Manuel, nel suo libro.

2. Greta Garbo

Manuel moriva inconsapevole , come un fanciullo , sognando gli aquiloni , quell’aquilone coloratissimo che aveva visto da bambino e che ancora continuava a salire nel cielo , mentre Manuel vedeva sotto di sé la pampa gialla e secca della sua terra da cui era ormai esule dal 1976. Ancora un attimo, basta seguire ancora per poco quell’aquilone , si diceva , ed ecco Buenos Aires , a pochi chilometri da Villegas , ecco , ora riesco scorgere l’obelisco in Avenida da Corientes . Oddio, da quanti anni non ci metteva più piede?, che emozione pazzesca!.Il secondo libro di Manuel Puig l’avevano proibito , si profilava come un bestseller , tutte le librerie erano state prese d’assalto, tutti volevano leggere “Boquitas Pintadas” , scritto nel 1973, ma la Division Moral della Polizia ( la nostra defunta “Buoncostume” ) aveva sequestrato tutti gli esemplari . E’ un libro pornografico, dicevano le matrone della Parrocchia de la Mercedes. Brutti ricordi per Manuel . Ma ecco che appare Greta Garbo con la sua voce da contralto ed è china su di lui , con il suo volto lunare.
“Manuel , vorrei che il passato non esistesse. Vorrei non aver fatto l’attrice , ma essere stata la tua donna”.
Oh Greta, Greta , amore mio. Ma il passato non esiste , dice Manuel, il passato non esiste, querida. “ Voglio solo pensare al nostro futuro, tu ed io Manuel. Ma forse neanche quello esiste , anche il futuro è solo un ipotesi?”.

3. Bette Davis

Poi ecco il bacio , ma è il bacio della donna ragno , ed è subito dolore, il dolore brutale, la voglia di gridare, le convulsioni . E’ una punizione divina, questa, lo so, dice Manuel. Perché mio padre è morto in un gerentecomio ed io ero contento , la sua morte era stata di sollievo per me, capisci?.
Come in quel film con Bette Davis , quando lei non fa una piega davanti al marito moribondo, il suo viso in primo piano è una maschera fredda , mentre il marito cerca a tentoni, disperatamente, invano le pillole per il mal di cuore… Quella scena ha tormentato Manuel Puig per mesi e mesi, ora sente di meritare il castigo, ma non sa di dover morire. Pensa di aver patito ed espiato, pensa che tra poco starà bene, pensa che guarirà e parlerà ancora con gli amici, Lucy, Javier , Ingrid, Rita, Greta.

4. Luise Reiner

Tutte storie. Fantasie. Nasciamo soli e moriamo soli, caro Manuel. Nel frattempo incontriamo qualcuno che ci accompagna, a tratti. E questo è tutto. E va bene così.

Non sono storie. Nasciamo da qualcuno, ci strappano via da qualcuno che ci custodisce come un tesoro.

Sì. Ma bisogna imparare a bastare a se stessi, è così che si smette di essere bambini. Tu sei rimasto un bambino.

No! Nasciamo da qualcuno e siamo destinati a fonderci in qualcuno

Oh, Dio, la vita dovrebbe essere un film con l’happy end , coi protagonisti che alla fine sono riscattati dal loro crudele destino .E Manuel l’ha fatto, questo, nei suoi libri, ha inventato dei finali su misura. Ha fatto dire a Luise Reiner che l’amore veniva , l’amore la stringeva freneticamente , mentre la disgraziata moriva alcolizzata, in solitudine, abbandonata, piena di ragni e di sporcizia.

5. OH, RITA , QUERIDA !

Se potesse fare così anche per lui, l’amore, se potesse stringerlo, abbracciarlo con il viso e l’immensa curva splendente del seno di Gilda , o di Carmen Miranda che ondeggia i fianchi fra le palme; se potessero portarlo via , nel vento, come l’aquilone , che plana ora in una deliziosa vertigine verso l’ospedale dove si trova lui , a Cuernevaca , per una banale operazione di cistifellea. Sembra che l’aquilone ora gli venga incontro, s’avvicina sempre più, sempre più e ha il sorriso luminoso di Rita….Oh, Rita, Rita, querida!…
Ma ecco che l’infermiera messicana guarda l’orologio, sono le quattro e cinquantacinque del mattino, il 22 luglio del 1990, gli copre il viso col lenzuolo e scrive la data e l’ora della sua morte sulla lavagnetta nera.

Augusto Benemeglio

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