Recensione: Mafe De Baggis – Libera il futuro


Quindici lezioni dal digitale per migliorare il nostro mondo

Libera il futuro lo definirei un libro motivazionale, perché invita il lettore a liberarsi da ogni stereotipo in modo che, si possa aprire gli occhi su un nuovo mondo quale il Digitale e accogliere a piene mani tutte le opportunità che offre.
Mafe De Baggis pubblicitaria e digital media strategist freelance attraverso 15 lezioni spiega quanto sia importante il digitale e quanto, questo possa far crescere le persone in tutti gli ambiti e rafforza questa cosa narrando parti di vita personale, sia lavorativa sia in campo affettivo.
L’autrice è pro al digitale in tutte le sue forme, definisce internet una conquista per la non massificazione nella vita dell’essere umano.

Che cosa cambia quando il corpo incontra un’anima che conosce già molto bene? Succedono cose molto belle, perché vedi davvero la persona per quello che è. Corteggiarsi online ti permette di selezionare, e non solo sulla base dell’aspetto fisico. “Se vorrei” è il contraccettivo più efficace, dice una battuta che circola in rete. Scoprire prima del proprio appuntamento che uno non sa usare il congiuntivo è molto meglio.

Mafe De Baggis è aiutata da questo periodo storico, dove il lockdown ci ha avvicinato moltissimo a internet facendoci comprendere quanto importante sia, se non fondamentale, per il buon proseguo della vita quotidiana di tutti noi e, soprattutto in questo momento, un qualcosa che ha accomunato tutto il mondo.
A questo punto mi sorge spontanea una domanda: Non sarà eccessivo elevare così in alto Internet e tutti i suoi strumenti a discapito del nostro modo di vivere al di fuori da esso? A mio avviso la via di mezzo tra il digitale e il reale potrebbe essere il giusto compromesso.

Il digital mindset ci aiuta a capire che lavorare con un computer è più simile all’artigiano che alla catena di montaggio. Un artigiano trova soluzioni dove altri vedono problemi. Il pensiero digitalizzato è un pensiero che ci permette di comportarci come artigiano del possibile, invece di rassegnarci alle cose come sono e come sono sempre state.
Il computer è una macchina programmabile: con il software puoi progettare e realizzare mondi, non solo digitali. Mondi abitati da persone, non da robot.

Un libro interessante che porta a riflettere sotto molti aspetti, un libro che, come dice la stessa autrice in un’intervista è stato pensato prima del lockdown, ma che esce in piena pandemia, quando internet, indubbiamente, è stato l’unico filo a tenere unite le persone.
Una cosa mi trova in pieno accordo con l’autrice, è che dobbiamo mettere in discussione, sempre, quello che crediamo di sapere e aprirci a tutto ciò che nuovo per crescere.

Titolo: Libera il futuro. Quindici lezioni dal digitale per migliorare il nostro mondo.
Autore: di Mafe De Baggis
Prezzo copertina: € 17.00
Editore: ED-Enrico Damiani Editore
Collana: Logiche
Data di Pubblicazione: dicembre 2020
EAN: 9788899438685
ISBN: 8899438684
Pagine: 288

Citazioni tratte da: – Libera il futuro. Quindici lezioni dal digitale per migliorare il nostro mondo

…viviamo in un mondo complesso, pericoloso e instabile. Tanto vale goderselo, danzando con il cambiamento che non dipende da noi e cercando di indirizzare quello che invece ci riguarda.

Perché diamo per scontato di non poter cambiare la valigia? Perché siamo tutti bravissimi ad adattarci alle circostanze, ma non abbiamo ancora del tutto compreso che possiamo cambiarle anche nella quotidianità, senza aspettare che qualcuno lo faccia per noi. Mettere in valigia le cose più adatte al viaggio è un adeguamento: alla destinazione, al contenitore, alle regole della linea area, al tipo di viaggio. Pensare a come rendere la valigia adatta a te è un miglioramento: dei tuoi viaggi e, fuor di metafora, della tua vita, del tuo lavoro, delle tue relazioni.
(…) ma questo gioco serve a vedere il recinto invisibile che ci siamo costruiti intorno. E’ un recinto che a volte rimane tale, soprattutto quando abbiamo a che fare con gli atomi ma sempre più spesso è una costruzione mentale. La digitalizzazione delle nostre vite dovrebbe averci insegnato che abbiamo molte più possibilità di prima, mentre la nostra forma mentis precedente ci ha convinto che ne abbiamo molte meno perché il computer, i software, Internet ci obbligano a fare le cose in un certo modo.
Niente di più falso. Il computer non ha molto a che vedere con la catena di montaggio che produce copie tutte uguali, assomiglia molto di più a una pentola, a un pennello, a una penna: uno strumento che, in mano alle persone, permette di realizzare oggetti ed esperienze sempre diverse. In alcuni casi inimmaginabili prima, nel bene e nel male.

In sintesi è quello il cuore del mio metodo: sognare fortissimo, sognare come pazzi, non porsi limiti e iniziare da lì, belli carichi, a progettare qualcosa di fattibile subito con i mezzi a disposizione.

Per migliorare le nostre vite dobbiamo partire da questi due strumenti: l’immaginario e la capacità di tradurlo in segni.

Le convinzioni sono “giuste” nei limiti in cui riescono a spiegarci tutto ciò che osserviamo, ci permettono di fare delle previsioni corrette e, soprattutto, nei limiti in cui ci fanno ottenere i risultati che desideriamo. Se questo non succede bisogna avere la mente sufficientemente aperta per avere il coraggio di cambiare le convinzioni su cui costruiamo i nostri pensieri, parole, scelte e omissioni.
Semplice da comprendere, ma difficile da applicare. (Claudio Pagliara, Oncologo)

Sognare a occhi aperti è indispensabile per progettare qualcosa che funzioni. Se punti in basso cosa speri di far succedere? Sognare e basta non serve a niente, sognare prima di agire fa la differenza. Sognare da soli non basta, è molto meglio scambiare con l’energia così prodotta con gli altri.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

 

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