Recensione: Luigi Siviero – Un’astrazione linguistica dai toni freddi


Luigi Siviera l’autore della silloge “Un’astrazione linguistica dai toni freddi”, non è proprio sconosciuto al pubblico, ha in attivo diverse pubblicazioni ne riporto di seguito la biografia:

Laureato in giurisprudenza. ha all’attivo varie pubblicazioni “Analisi del fumetto”, il fumetto sperimentale “(C6H10O5)n” e degli interventi critici pubblicati in “Garth Ennis. Nessuna pietà agli eroi” e nel catalogo della mostra “Interni immaginari” del festival Lucca Comics & Games. Nel 2012 è uscito Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l’incubo, un libro che contiene un’analisi del Dylan Dog di Tiziano Sclavi accompagnata da un’intervista al creatore dell’indagatore dell’incubo. Nel 2013 è stato pubblicato il saggio Dall’11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti, dedicato ai fumetti che hanno come temi gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 e la Guerra al Terrore. È del 2016 il libro Sherlock Holmes. L’avventura nei fumetti, una monumentale catalogazione sistematica dei fumetti legati a Sherlock Holmes usciti in tutto il mondo dalla fine dell’Ottocento al 2016. Ho pubblicato racconti, poesie, fumetti e articoli su «Lahar Magazine», «Fumo di China» e «Trentino Mese», nei siti Fumetti di Carta, Lo Spazio Bianco e BilBOlBul e in diverse antologie. Assieme al disegnatore Simone Michelini ho realizzato un fumetto di Daryl Dark apparso nell’antologia Daryl Dark – Stagione due. I miei libri di poesie sono Velo d’oscurità, La composizione chimica dell’Inferno e Elogio del suicidio. Nel 2016 ho vinto il Premio Fogazzaro nella sezione Microletteratura e social network – Premio speciale umorismo.

Credo, (poiché non conoscevo l’autore e me ne dispiaccio per gli interessanti lavori di cui sopra), che “Un’astrazione linguistica dai toni freddi” sia la sua prima avventura nella poesia e a essere sincera non ne rimango entusiasta.
Partendo dal presupposto che la mia idea di poesia (forse e sicuramente erronea) è molto vicina a una frase dell’attrice Monica Vitti: “La poesia è una grazia, una possibilità di staccarsi per un po’ dalla terra e sognare, volare, usare le parole come speranze, come occhi nuovi per reinventare quello che vediamo”, non trovo nella poetica di Siviero nulla di quanto detto dalla Vitti.
Sicuramente l’elaborato dell’autore è frutto di una grande ricerca linguistica, ma spesso questo non coincide con le emozioni, vero anche che il titolo mi anticipa una lessicografia che non corrisponde ai canoni prefissati e oltretutto fredda, ma le mie aspettative vengono un po’ destabilizzate quando leggo e, non trovo nulla su cui appigliarmi, musicalità, ritmo, emozioni, ma ho la sensazione di leggere frasi che vanno a capo casualmente.
Sicuramente è una mia mancanza troppo legata agli stereotipi e poco incline all’apertura mentale di andare oltre certi schemi poetici, e vedere oltre la poesia di Siviero che mi da la sensazione di una costruzione pianificata a tavolino piuttosto che dettata dalle emozioni.
Ammetto che gli argomenti trattati sono interessanti e rispecchiano una società occupata più ad apparire che a esistere, una società dalle mere illusioni che rincorrono luccichii sfavillanti lasciando da parte i valori ormai dimenticati.
Bellissima la copertina del libro!

Non incolpiamo gli umani

Che impressione
Le immagini degli antichi dei in bianco e nero
Manifestazione di tutta la rabbia
Costrizione in carne e ossa, paura e delirio
Labirinto così mistico, è evidente che sia carne umana.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Titolo: Un’ astrazione linguistica dai toni freddi
Autore: Luigi Siviero
Prezzo copertina: € 14.00
Editore: Montag
Collana: Solaris
Data di Pubblicazione: 2019
EAN: 9788868923112
ISBN: 8868923114
Pagine: 63

 

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