Luigi Meneghello – I piccoli maestri


A cura di Renzo Montagnoli

Da Libera nos a Malo a I piccoli maestri c’è una frattura che si stenta a comprendere. L’autobiografia di Meneghello prosegue infatti con il periodo bellico e in particolare con quello della Resistenza, sulla quale è imperniato pressoché totalmente il libro.
Non è che ci si trovi davanti a qualche cosa di scritto grossolanamente, tipo il diario di un partigiano di modesta cultura, ma è il punto di vista che dovrebbe subire una svolta che però non si verifica.
Certo, l’aver messo mano a quest’opera a distanza di tempo ha smussato tensioni, ha spuntato acuti, ma francamente, se il ricorso a una certa ironia appare sovente misurato, in alcuni punti travalica i confini della logica, trasformando fatti in avventure quasi picaresche.
La guerra partigiana, affrontata da giovani inesperti come un gioco, non riesce a trasmettere le sensazioni di inevitabili amarezze che la realtà provocherà nell’autore e nei suoi amici.
Il tono volutamente leggero, a tratti goliardico, non permette infatti di comprendere appieno la maturazione di questo gruppo di studenti, a loro modo indipendenti e autonomi in un contesto di un conflitto aspro, sanguinoso, proprio di una guerra civile.
E se è possibile capire la ratio che impone il ricorso ad azioni nell’ottica  di limitare le quasi certe conseguenze sulla popolazione amica, tuttavia appare poco comprensibile il discorso della crescita umana e civile di questi combattenti.
Pur restando una testimonianza preziosa della guerra per bande nel vicentino, mi sembra che questa volta qualche cosa non abbia funzionato nell’ingegno narrativo dell’autore e che quel volere smussare a tutti i costi i contorni dei fatti abbia finito con il renderli, anziché più reali e veritieri, come doveva essere nelle intenzioni, degli eventi il cui livello di credibilità viene più volte messo in discussione.
Non è che manchino pagine e descrizioni di accadimenti che di per sé sono notoriamente tragici, ma il raccontarli, alleggerendo troppo la tensione, finisce con lo sminuirli e può dare un’errata visione di quello che fu la resistenza.
I piccoli maestri è senz’altro un romanzo minore di Meneghello, anche dal punto di vista stilistico, con una certa inclinazione all’estetismo quasi fine a se stesso.
Ciò non toglie che meriti di essere letto, ma certo non ci si può attendere l’esemplare prova di equilibrio di Libera nos a Malo.

Titolo: I piccoli maestri
Autore: Luigi Meneghello
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Scrittori contemporanei
Prezzo: € 10.90
Data di Pubblicazione: Novembre 2006
ISBN: 8817010766
ISBN-13: 9788817010764
Pagine: XXVI-234
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

Luigi Meneghello (Malo, 16 febbraio 1922 – Thiene, 26 giugno 2007).
Laureato in filosofia all’Università di Padova, si trasferì nel 1947 in Inghilterra, dove qualche anno più tardi fondò la cattedra di letteratura italiana presso l’Università di Reading, dirigendola praticamente fino al 2000, anno in cui ritornò definitivamente in Italia.
Ha scritto, fra l’altro,  Libera nos a Malo (Mondadori, 1963), senz’altro la sua opera più conosciuta, I piccoli maestri (Mondadori, 1964), Pomo Pero (Mondadori, 1974), Fiori italiani (Mondadori, 1976), Maredè, Maredè (Rizzoli, 1991), Il dispatrio (Rizzoli, 1993).

Renzo Montagnoli – Sito

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