Luca Martini – Le mani in faccia


A cura di Annalisa Caputo

“Le mani in faccia”, un duplice significato, una doppia veste: quella che nasconde il volto, che ripara il viso dal dolore e da quanto non vogliamo riconoscere, e quella aggressiva, di una vita condotta all’eccesso, indurita dalle sconfitte, che si realizza in un gesto disperato d’offesa.
È un po’ questo il primo messaggio che si coglie leggendo il nuovo romanzo di Luca Martini, uscito da pochi giorni per le Edizioni Voras di Ravenna, e lo si capisce non solo dalla struttura, suddivisa in due parti, “Le mani”, appunto, e “La faccia”, a sancire una dicotomia nella vita del protagonista, ma anche dal tono della narrazione, che parte leggera, si indurisce con l’accumularsi delle pagine e diventa più amara e sfacciata con l’approssimarsi alla fine e con il tempo che trascorre.
Si raccontano trent’anni di vita di un uomo, Claudio Pedretti, attraverso la narrazione della storia “straordinaria di un antieroe della porta accanto”, come ricorda giustamente la quarta di copertina del libro. “Straordinaria” perché riassume in meno di 140 pagine una serie di eventi che segnano profondamente l’esistenza del protagonista dai quindici ai quarantacinque anni, la “vita di un antieroe della porta accanto”, perché Claudio Pedretti è uno di noi, o, nella migliore delle ipotesi, il nostro vicino di casa, uno che nasce in una famiglia normale, non voluto dal padre, con una madre che disprezza e una vita come tante, costellata di avvenimenti comuni e traumatici al contempo: un matrimonio fallito, un figlio non desiderato, una nuova compagna con la quale le cose non funzionano, passando attraverso l’esperienza della droga e la tentazione del gioco d’azzardo.
Una storia incalzante, scritta a ritmi a tratti vorticosi, suddivisa in quattordici capitoli che sembrano quasi autonomi tra loro e che, se letti dall’inizio alla fine, ci lasciano una storia che fa rimanere senza fiato. Durante la lettura si sorride, ci si commuove, si riflette, si soffre, si spera, trovandosi sempre all’interno degli spazi narrati, in uno steccato che gode di un punto di osservazione privilegiato, come se l’autore riuscisse attraverso le sue parole a farci toccare le cose, a mostrarci i volti, come se fosse possibile attraverso le pagine scritte sfiorare le mani di chi vive nella storia.
Martini riesce a dare voce alla solitudine di un uomo che cerca di continuo una rivalsa, e lo fa raccontando le sue ossessioni, i suoi errori, le proprie pulsioni ancestrali, narrando la storia benissimo, anche da punti di vista diversi, tratteggiando i personaggi con uno sguardo esatto, talvolta freddo e distaccato, altre volte umano e compassionevole, mai banale.
Un antieroe della porta accanto, si diceva, un personaggio che è il solo responsabile del proprio destino, al tempo stesso vittima e carnefice della propria esistenza, condannato a ripetere gli stessi errori (la chiave di tutto sembra essere il rapporto irrisolto con il padre, che Claudio trasmetterà anche al figlio Alfredo, come una malattia infettiva che non è in grado di debellare e con la quale, ci si immagina, continuerà a fare i conti per sempre).
Sono bellissime le atmosfere che si respirano tra queste pagine, e Luca Martini si conferma uno scrittore di razza, con talento da vendere a peso d’oro.
C’è una Bologna distratta nel libro, una città stanca e dimenticata, che alla fine, però, viene amata come poche città lo sono nei libri di oggi. Allo stesso tempo i protagonisti sono messi a nudo, spogliati delle proprie inibizioni, a volte derisi, altre, invece, guardati con ammirazione e commozione. Alla fine, però, lo sguardo pietoso dell’autore cerca sempre di rivestire i loro corpi, come se provasse un pizzico di pudore nel mostrare a tutti la loro miseria.
Un bel romanzo, questo, un autore che, non c’è che dire, sa scrivere, e alla grande.

Annalisa Caputo

Titolo: Le mani in faccia
Autore: Luca Martini
Editore: Voras
Data di Pubblicazione: 2010
Prezzo: € 13.00
ISBN: 889625308X
ISBN-13: 9788896253083
Pagine: 144
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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