Lettera ai genitori di Marco Aime, tratto da “Le fiabe nei barattoli”
“Se un bambino sbaglia, tutti hanno sbagliato“, così recita un proverbio africano. E fin qui siamo tutti d’accordo nel sostenere che è responsabilità nostra, di noi “grandi”, trasmettere ai più piccoli quel sapere che dovremmo aver acquisito con il tempo. “La saggezza è come la sacca di pelle di capra: ogni uomo ha la sua” dice un altro proverbio africano e qui, forse, ci sarebbe qualcosa da dire. Molti di noi, parlo di noi adulti, non danno sempre prova di avere piena la propria sacca.
Un amico africano, compagno di molte conversazioni, è solito pormi numerose domande su come si vive qui, in Europa, per capire le differenze rispetto alla vita del suo villaggio. Un giorno, dopo aver letto alcune riviste francesi, mi ha chiesto: “Ma è vero che da voi c’è gente che paga per dimagrire?“. Non so che faccia ho fatto, ma ricordo di avere faticato non poco ad ammettere che era vero. Così come ricordo lo stupore sul suo viso, mentre scuoteva la testa ripetendo: “Questo non lo capisco, non lo capisco proprio“.
Credo sia inutile ripetere come il nostro modello attuale di vita sia una delle cause principali di tutti gli altri modelli di vita, che chi abita in angoli diversi del mondo subisce più che scegliere (come noi, però con molti meno mezzi e meno speranze). Immagino che chi ha scelto questo libro sia già sensibile ai problemi del Sud del mondo, dell’ecologia, dell’economia finanziaria sempre più imperante, pertanto non starò ad annoiarlo con l’ennesima filippica.
Credo anche che chi, adulto, ha ormai riposto la sua sacca per la noia o la fatica di portarsela dietro e magari riempirla con nuovi raccolti, non sia disposto ad ascoltare la solita storia del 20% dell’umanità che consuma l’80% delle risorse. “L’occhio dello straniero vede solo ciò che già conosce” (è un altro proverbio africano) e sono in molti a voler essere “stranieri” ai problemi degli altri, che poi sono loro, anche se spesso non lo sanno. Credo, però, che le piccole sacche dei bambini siano pronte ad essere riempite con nuovi frutti e che i loro occhi possano vedere bacche a noi talvolta invisibili. Bacche che hanno il sapore di una società nuova, di una natura meno soffocata, di un maggiore rispetto per uomini e cose.
In queste fiabe compaiono, più o meno mascherati, personaggi come Gandhi, il sindacalista brasiliano Chico Mendes, protagonista delle lotte ambientaliste degli indios amazzonici, il compianto Alex Langer, autore dello splendido libro Il viaggiatore leggero oppure Iqbal Masiq, il ragazzino pachistano ucciso per essersi ribellato alla mafia dei tappeti che lo sfruttava. Qualcuno forse storcerà il naso nel vedere accostato a questi grandi personaggi anche il Piccolo Principe.
Chiedo scusa, ma questa è solo una fiaba… e sono convinto che nessuno di loro si offenderebbe.”
Marco Aime















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