Leggende e fiabe di Hermann Hesse


Leggende e fiabe
pagina 69

CHAGRIN D’AMOUR

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Il giorno dopo Gachmuret cavalcò senza fretta verso il prato, cominciò a lanciar sfide e a combattere, e disarcionò uno dopo l’altro i grandi cavalieri. Ormai si parlava solo di lui, era lui il vincitore, a lui spettavano la mano e il paese della regina. Anche l’infermo Marcel udì i di¬scorsi di cui era pieno l’accampamento. Udì che per lui Herzeloyde era perduta, udì lodare ed esaltare Gachmu¬ret, e in silenzio si voltò verso la parete della tenda, strinse i denti e avrebbe voluto morire. Ma udì anche di più. Ricevette la visita del duca, che gli donò delle vesti e anche lui parlò del vincitore. E Marcel seppe che la regina Herzeloyde arrossiva e impallidiva d’amore per Gachmu¬ret. Ma di questo Gachmuret udì che non era solo uno dei cavalieri della regina Anflise di Francia, ma anche che in terra pagana aveva lasciato una nera principessa dei mori, della quale era stato sposo.
Quando il duca se ne fu andato, Marcel si alzò stanca¬mente dal suo giaciglio, indossò un vestito e nonostante i dolori si recò in città, per vedere il vincitore Gachmuret. E lo vide, un bruno e possente guerriero, un gigante massiccio dalle membra poderose. Come un carnefice, gli apparve. Riuscì a introdursi nel castello e a mescolarsi inosservato agli ospiti. Allora vide la regina, la donna delicata come una fanciulla, ardere di felicità e di pudore e offrire le labbra all’eroe straniero. Verso la fine del banchetto, però, lo riconobbe il suo protettore, il duca, e lo chiamò a sé.
«Permettete», disse il duca alla regina, «che vi presenti questo giovane cavaliere. Si chiama Marcel ed è un canto¬re che spesso ci ha deliziato con la sua arte. Se lo desiderate, ci canterà una canzone.»
Herzeloyde fece al duca e anche al cavaliere un cortese cenno di assenso, sorrise e fece portare un liuto. Il giovane cavaliere era pallido, si inchinò profondamente e prese esi-tante lo strumento che gli era stato recato. Ma poi fece scorrere rapide le dita sulle corde, tenne lo sguardo fisso alla regina e cantò una canzone da lui composta tempo ad¬dietro, nella sua patria. Ma aggiunse come ritornello, dopo ogni verso, due semplici strofe dal suono triste, che veni¬vano dal suo cuore ferito. E queste due strofe, che risuo¬navano nel castello per la prima volta quella sera, presto diventarono assai note e furono molto cantate. Dicevano:

Titolo: Leggende e fiabe
Autore: Hermann Hesse
Traduttori: Ulivieri M., Dal Lago Veneri B. M.
Editore: Newton Compton
Collana: Grandi tascabili economici
Prezzo: € 5.00
Data di Pubblicazione: 1988
ISBN: 887983391X
ISBN-13: 9788879833912
Pagine: 320
Reparto: Narrativa

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