Laura Antonelli 1


A cura di Gordiano Lupi

Io e Laura Antonelli purtroppo abbiamo in comune una cosa sola: la data di nascita. Siamo entrambi nati il 28 novembre, segno zodiacale irrequieto da insoddisfatti giramondo del sagittario, solo che lei è del 1941 e io del 1960. Diciannove anni di differenza che mi hanno permesso di eleggerla a simbolo della mia adolescenza irrequieta, sconvolta da un film come Malizia e dalle calze autoreggenti sfoggiate dall’alto di una scala. Laura Antonelli è istriana di Pola ma si diploma al liceo di Napoli, si laurea all’ISEF e diventa insegnante di educazione fisica. Debutta in televisione nella popolare trasmissione pubblicitaria “Carosello” e nel 1966 anche nel cinema con il Franco & Ciccio movie Le spie vengono dal semifreddo di Mario Bava, parodia spionistica nella quale recita pure Vincent Price nei panni del terribile dottor Goldfoot. Siamo in piena guerra fredda e il dottor Goldfoot vuole provocare una guerra tra Usa e Urss uccidendo generali per mezzo dei suoi robot dalle sembianze femminili (bomb girls). L’attore – cantante Fabian Forte è un agente segreto che si fa aiutare dai maldestri Franco e Ciccio, due portieri che vogliono diventare spie. Bava fa la parte di un angelo e gira una parodia di 007 con pochi mezzi  e molta inventiva.
Per una giovanissima Laura Antonelli è il debutto assoluto, pure se nello stesso anno risulta nel cast de Le sedicenni di Luigi Petrini e di Scusi, lei è favorevole o contrario? di e con Alberto Sordi (alla seconda regia). Nel 1969 partecipa a La rivoluzione sessuale di Riccardo Ghione, film del filone contestatario scritto e sceneggiato da un esordiente Dario Argento. Un professore di filosofia (Ruggero Miti) convince sette donne e altrettanti uomini a  vivere esperienze di continuo scambio di partner. Il film è tratto dal libro del sessuologo Wilhelm Reich ed è solo un blando erotico mascherato da velate parvenze sociologiche. Nel 1969 recita nel noir Un detective di Romolo Guerrieri accanto ad altre bellezze come Florinda Boljkan, Delia Boccardo, Susanna Martinkova (una specie di sosia di Patty Pravo) e Silvia Dionisio. Nei ruoli maschili ci sono Franco Nero e Adolfo Celi  che recitano molto bene in un film elegante. L’arcangelo di Giorgio Capitani e il tv movie Gradiva di Giorgio Albertazzi sono ancora interpretazioni del 1969 che per la bella attrice istriana si chiude con una parte da protagonista in Venere in pelliccia di Massimo Dallamano.
La pellicola si trova citata anche come Le malizie di Venere o Venere nuda ed è tratta dal romanzo La venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch. Laura Antonelli è Wanda de Dunaieff e sfoggia una mise insolita a base di capelli biondi, frusta in mano e sexy bikini di stoffa che mostra il mostrabile. Laura Antonelli è una ninfomane che porta al delitto un vecchio e ricchissimo  spasimante. Si tratta di un film erotico che fece andare in bestia la censura del tempo al punto di sequestrare pure i manifesti. L’unico problema è che il vero film girato nel 1969 e uscito in Germania come Venus in Pelz da noi non è mai arrivato perché l’ha bloccato la censura. Ci dobbiamo contentare di un’edizione tagliatissima del 1973 editata prima come Venere nuda e poi come Le malizie di Venere. Il film uscì in Italia sei anni dopo per sfruttare l’onda del successo strabiliante di Malizia, il capostipite di una serie di formidabili “peccati in famiglia”. Le malizie di Venere è stato pubblicato da Nocturno Cinema in una preziosa serie di VHS che vi consigliamo di acquistare in blocco (se ancora le trovate). Massimo Dallamano si firma Max Dillmann, si avvale delle ottime musiche dei fratelli Riverberi e costruisce un film  torbido al punto giusto. La trama si sviluppa secondo la tecnica del flashback ed è Xavier (Rex Duval), l’innamorato tradito e umiliato, che ricorda la sua relazione con Wanda. Ottima l’interpretazione di Laura Antronelli che in questo film dimostra tutte le sue attitudini di nascente diva sexy. Sledge di Giorgio Gentili e John Sturges (1970) è un film di poca importanza nella carriera di Laura Antonelli.
Incontro d’amore a Bali di Ugo Liberatore e Paolo Heusch (1970) merita qualche parola di commento perché  unisce l’apparizione di una sconosciuta e bellissima Antonelli a quella di Ilona Staller al debutto assoluto, quando ancora si chiamava Elena Mercuri e usava il cognome del primo marito. Il film è citato da Nanni Moretti in Io sono un autarchico (1976), quando il regista si dichiara innamorato di Laura Antonelli che segue da sempre. Recitano accanto alla Antonelli, John Steiner, Umberto Orsini, Petra Pauly ed Ettore Manni. Il film è un drammone esotico pretenzioso che ruota attorno ala passione di Steiner per la Antonelli (Daria) che lui circuisce pure se è sposata con il suo migliore amico (Orsini). Finirà tutto in tragedia ed è dura anche per lo spettatore arrivare alla fine pure se la scenografia è molto suggestiva. Il film è di Liberatore ma siccome quando uscì non se lo filò nessuno venne acquistato da Alfredo Bini che lo rimontò con scene girate da Paolo Heusch con Ilona Staller. In pratica di uno steso pessimo film abbiamo in circolazione ben  due versioni, ma la seconda incassò più di un miliardo solo per la presenza di Ilona Staller.  Oggi è diventato un cult per i fan di Laura Antonelli.
Il merlo maschio di Pasquale Festa Campanile (1970) è il film che lancia Laura Antonelli come sex simbol in un Buzzanca movie che deve molto al suo seno generoso e alle gambe lunghissime di sensuale trentenne. Il merlo maschio è uno dei migliori film di Pasquale Festa Campanile ed è tratto dal racconto Il complesso di Loth di Luciano Bianciardi. La musica di Riz Ortolani conferisce un tono ancora superiore a un film ambientato nel mondo della musica. Il film gode della presenza di ottimi attori quali Gianrico Tedeschi (il direttore di orchestra) e Lino Toffolo (l’amico violoncellista) che coadiuvano molto bene Lando Buzzanca. Fa sorridere pensare che il regista avrebbe voluto Marina Vlady nella parte della protagonista, visto che l’interpretazione spontanea e per niente imbarazzata di una nudissima Laura Antonelli è uno dei motivi del grande successo della pellicola.
Laura Antonelli partecipa a due film francesi, Gli sposi dell’anno  secondo di Jean Paul Rappeneau (1971), una commedia di cappa e spada  e Trappola per un lupo (1972) di Claude Chabrol, una storia a tinte gialle sulla vita in provincia e le sue miserie. I due film vedono protagonista Jean Paul Belmondo che Laura conosce sul set e poi finisce con l’innamorarsi dando il via a una lunga relazione.
Laura Antonelli torna accanto a Buzzanca nel film All’onorevole piacciono le donne di Lucio Fulci (1972), una satira graffiante e riuscita dell’Italia democristiana che presenta un’interessante parte onirica e alcune sequenze erotiche molto piccanti. Il film viene sequestrato e tagliato dalla censura a causa della somiglianza tra il personaggio di Buzzanca e il ministro Colombo. Si prendeva in giro un potente politico democristiano e soprattutto lo si faceva ricorrendo al sesso e alla trasgressione, cosa che al tempo dava molto fastidio. Noi ricordiamo soprattutto una sexy Antonelli vestita da suora, l’albero dei culi femminili e l’onorevole De Puppis che in sogno tasta sederi a più non posso. C’erano anche altre bellezze femminili pena in questo film che la televisione passa spesso a notte fonda (tagliato): Agostina Belli, Eva Czemerys e Anita Strindberg.
L’anno fondamentale della carriera di Laura Antonelli è però il 1973 che segna l’exploit di Malizia per la regia di Salvatore Samperi. La nostra attrice è Angela, una bella e giovane cameriera che finisce a servizio di una famiglia composta da un ricco vedovo siciliano (Turi Ferro) e tre figli maschi. Tutti la spiano e la corteggiano e lei diventa una presenza fondamentale nella casa, contesa dagli uomini che ci vivono. La malizia del film sta proprio nel fatto che la donna è consapevole di queste attenzioni maschili che provoca esibendosi in conturbanti spogliarelli. Alla fine la cameriera sposerà il vecchio riccone ma si concederà la notte prima delle nozze al figlio quattordicenne (lo sfortunato Alessandro Momo che morirà giovanissimo). Il film è il capostipite di tutte le malizie all’italiana che verranno ed è il primo di una lunga serie di sexy commedie a base di docce nude, reggicalze ammiccanti e voyeurismo spicciolo. Se proprio si vuole essere precisi il primo film su tale argomento è Grazie zia di Salvatore Samperi (1968) con Lisa Gastoni, ma questa pellicola è decisamente più studiata e vuole affrontare aspetti più sociologici. Con Malizia per la prima volta si vedono scene di adolescenti che spiano dal buco della chiave e il film è davvero un capolavoro di erotismo soffuso e malizioso. Laura Antonelli è l’interprete ideale di una pellicola fondamentale nel genere che la lancia improvvisamente verso il successo. Il film incassa molto (cinque miliardi e mezzo), fa grande scalpore e inaugura il sottogenere dei peccati in famiglia che fa proliferare una serie infinita di nipoti, adolescenti, cameriere e servette in calore che se la fanno con vecchi ricconi e mettono in crisi adolescenti inquieti. La Antonelli che sale sulla scala per spolverare e mostra le splendide gambe fasciate da calze nere con la riga e tenute ferme dalla giarrettiera, rimane un simbolo dell’erotismo anni Settanta, raccontato al cinema da femmine seducenti e maschi inevitabilmente voyeur. Ma pure l’immagine di lei seduta sul letto che si sfila le calze nere è un’altra sequenza sensuale che a distanza di anni mantiene la sua carica erotica. Per finire ricordiamo Alessandro Momo armato di torcia che insegue Laura Antonelli illuminandone seno e cosce in una frenetica caccia a scopo sessuale.  Malizia è un film che contiene tutto il gusto del peccato e una forte carica di sensualità morbosa, però non scade mai nel cattivo gusto e la sua forza sta proprio in quel vedere-non vedere che Samperi mette sulla scena con grande bravura. Laura Antonelli che si abbandona al voyeurismo di tutti gli uomini della casa è l’attrice che si lascia spiare da tutto il pubblico in sala, la donna dei nostri sogni che osserviamo sicuri di non essere visti.
Il grande successo ottenuto con Malizia fa sì che la Antonelli viene notata dal grande Dino Risi che la dirige magistralmente in Sessomatto (1973), film composto di nove episodi che la vede protagonista insieme al bravo Giancarlo Giannini. La pellicola registra anche la presenza di attori del calibro di Duilio Del Prete, Paola Borboni e Alberto Lionello e offre alla bella attrice l’opportunità di dimostrare ancora una volta la sua bravura. Sessomatto è un piccolo capolavoro di erotismo malizioso dove Laura Antonelli si guadagna la palma di icona erotica di un’intera generazione. Negli episodi vediamo un cameriere che sveglia la padrona scopandola, due amanti povero che sfornano figli in continuazione, un avvocato gerontofilo, uno sposo che fa l’amore solo in ascensore, una prostituta truccata da moglie, una suora che incoraggia un donatore di sperma, una siciliana che si vendica del marito, un travestito innamorato e una coppia che si eccita esibendosi. Gli episodi risultano molto rapidi e resta l’impressione che certe situazioni si sarebbero potute approfondire meglio, ma Laura Antonelli si ricorda come una presenza fantastica soprattutto nei panni della sexy suora vestita di bianco e della padrona che ama farsi scopare dal suo servitore. Laura Antonelli stava calandosi poco a poco nel difficile ruolo di simbolo erotico e negli anni Settanta non c’era italiano che non ne parlasse come donna ideale.
Salvatore Samperi, un antesignano del cinema erotico all’italiana, la vuole ancora con sé per ricostruire l’accoppiata vincente di Malizia con Alessandro Momo. Il film è Peccato veniale (1974) ed è un altro successo senza precedenti, pure se risulta più debole di Malizia. Il cast è di tutto rispetto e prevede attori come Monica Guerritore, Lino Banfi, Orazio Orlando, Lino Toffolo, Lilla Brignone e Tino Carraro. Il film è ambientato a Forte dei Marmi nell’estate del 1956 e parla di un sedicenne che viene iniziato al sesso da una provocante cognatina. Pure questo genere di situazione verrà riprodotta in numerosi film a venire che prenderanno pari pari l’idea originale di Samperi adattandola a situazioni diverse. Si pensi a cose come La cognatina di Sergio Bergonzoni del 1975 con Karin Well, ma l’elenco sarebbe interminabile. Laura Antonelli è la prima attrice del cinema erotico italiano e la sua immagine di donna bellissima e provocante resta indelebile nell’immaginario collettivo proprio per merito di questi due film di Samperi. Peccato veniale è meno riuscito e mette sulla scena situazioni già viste nel film precedente, però risulta sempre un prodotto di livello medio alto, di sicuro superiore ai film che lo imiteranno. In questo film fa il suo debutto come attrice erotica anche Monica Guerritore che sarà destinata negli anni Ottanta ad alcune pellicole softcore. Laura Antonelli è comunque tutt’altra cosa. Il successo di Malizia e di Peccato veniale fa uscire finalmente dall’oblio il vecchio film Venere nuda di Dallamano che viene distribuito (tagliato) con il titolo Le malizie di Venere, proprio per sfruttare l’analogia con il titolo del film campione di incassi.
Laura Antonelli è all’apice del successo. La chiamano per fare di tutto e la sua presenza in un cast basta da sola a garantire il successo della pellicola. Il pubblico paga per vederla, per ammirare il suo corpo nudo e i suoi sguardi maliziosi e provocanti. Simona di Patrick Longchamps (1974) è un altro film erotico che la vede recitare molto disinibita accanto a Raf Vallone. Il film è ambientato in una località di mare e racconta la storia della perversa Simona (Laura Antoneli) che diventa l’amante di un diciottenne (Maurizio Degli Esposti). La storia è tratta da un romanzo di Georges Bataille (“Storia dell’occhio”) e racconta di perversioni e incesti, amori di gruppo e follie erotiche varie che la Antonelli interpreta con malizia e senza inibizioni. In questo film la sua immagine è caratterizzata  da un misto di forte sensualità e candida innocenza, che è poi la cifra artistica che la contraddistingue da altre interpreti.
Tra il 1974 e il 1976 Laura Antonelli viene diretta da tre grandi registi come Luigi Comencini, Giuseppe Patroni Griffi e Luchino Visconti con interpretazioni  che la decretano attrice di grande livello. I contesti dei tre film sono dannunziani e decadenti: Mio Dio come sono caduta in basso di Luigi Comencini (1974), Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi (1975) e L’innocente di Luchino Visconti (1976). Mio Dio come sono caduta in basso fu un grande successo si prende gioco della sessuofobia meridionale e dell’estetismo decadente della borghesia. Laura Antonelli si mostra spesso senza veli e lo fa accanto ad attori come Alberto Lionello, Michele Placido e Ugo Pagliai. Tra le presenze femminili ci sono pure Karin Schubert, Rosemarie Dexter e Jean Rochefort. Laura Antonelli è una donna borghese che per errore sposa il fratello, tace lo scandalo, offre la sua verginità all’autista e sogna di avere un figlio da D’Annunzio.
Divina creatura la vede accanto a Terence Stamp, Marcello Mastroianni, Michele Placido e Duilio Del Prete. Il film è un grande successo ma è piuttosto noioso e l’unica scena che davvero si ricorda è quella di Laura Antonelli distesa su un divano completamente nuda che mostra il suo corpo (davvero divino) al pubblico estasiato. Il film è un po’ troppo pretenzioso e non è una pellicola adatta a Laura Antonelli che deve dare spessore a un tipo di donna oggetto piuttosto difficile da identificare. L’innocente è l’ultimo film di Visconti tratto dall’omonimo romanzo di Gabriele D’Annunzio e annovera nel cast Giancarlo Giannini, Marc Porel, Massimo Girotti e Jennifer O’ Neil. L’innocente gode di un’ottima ricostruzione d’epoca, toccando i temi dell’aborto e della condizione della donna nell’Ottocento. Giancarlo Giannini è un eccellente protagonista di una storia torbida che lo vede marito di Laura Antonelli e amante di un’altrettanto brava Jennifer O’ Neil. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Gabriele D’Annunzio e risente dell’impostazione da drammone ottocentesco, però ancora oggi si vede con piacere. La scena finale che la ritrae in tutta la disperazione di madre privata del figlio e del ricordo di un amore perduto è davvero buona. Il film è un lavoro in costume ad alto budget e Laura Antonelli fornisce una discreta prova da attrice drammatica sotto la direzione di uno dei più grandi registi italiani del Novecento.
Laura Antonelli torna a ruoli erotico-maliziosi che le sono più consoni. Alla fine degli anni Settanta il panorama del cinema comico-erotico vede un fiorire di insegnanti, dottoresse, infermiere, assistenti sociali e chi più ne ha più ne metta. Laura Antonelli interpreta molti ruoli della commedia sexy e ne risulta un’icona fondamentale, ma non sarà una delle tante comparse. Non vedremo mai Laura Antonelli nella parte di una liceale, di un’insegnante o di un’infermiera, lei darà sempre una sua interpretazione personale ai ruoli proposti. Tra l’altro i suoi film classificabili come commedie erotiche risultano molto castigati.
Mogliamante di Marco Vicario (1977) vede Laura Antonelli nei panni di una donna che pratica il libero amore nel Veneto di inizio secolo in una commedia di costume interpretata con Marcello Mastroianni. Gran bollito di Mauro Bolognini (1977) è una commedia con un gran cast di attori come Mario Scaccia, Alberto Lionello, Max von Sydow, Renato Pozzetto, Milan Vukotic, Shelley Winters e Mario Scaccia.  Si tratta di una favola nera ispirata alla vicenda reale della saponificatrice di Correggio che metteva a bollire le persone nella soda caustica. Letti selvaggi di Luigi Zampa (1979) è la classica commedia a episodi che vede Laura Antonelli impegnata per Un pomeriggio noiosetto con lei che spara a un presunto corteggiatore ma prima si fa vedere nuda e per La donna d’affari che la presenta invaghita di un direttore d’orchestra. Il malato immaginario (1979) di Tonino Cervi vede la Antonelli accanto al grande Alberto Sordi per una rivisitazione non troppo riuscita, in chiave erotico – romanesca della commedia di Moliere. Mi faccio la barca di Sergio Corbucci (1980) presenta la Antonelli a fianco di Johnny Dorelli, un dentista che per riconquistare la ex moglie si compra la barca.
Un puro film erotico – malizioso con Laura Antonelli lo dirige ancora Salvatore Samperi: Casta e pura (1981) che annovera alcuni attori interessanti come Massimo Ranieri, Fernando Rey, Enzo Cannavale e Christian De Sica. Casta e pura cerca di ricreare le atmosfere erotiche di Malizia pur inserendole in un contesto diverso. Laura Antonelli è la bella e ingenua Rosa che davanti alla madre morente fa voto di non sposarsi per accudire il padre sinché vivrà. Le parti erotiche mostrano una Laura Antonelli al massimo della forma, che con la sua carica di ingenuità maliziosa si lascia andare a striptease calati tra il sogno e la realtà. Samperi ci sa fare con l’erotismo e indugia a lungo sui particolari delle gambe, sulle calze, sulle giarrettiere, a un certo punto inserisce pure il trucco del flash fotografico che mette in primo piano le bellezze dell’attrice.
Viuuulentemente… mia di Carlo Vanzina (1982) va riscoperto perché è uno dei migliori film del periodo terrunciello di Diego Abatantuono. Laura Antonelli è una ricca finanziera che il poliziotto Abatantuono deve arrestare e portare in Italia, ma la trama conta poco perché il film si regge sulle battute di Abatantuono e sulle grazie della Antonelli. Porca vacca di Pasquale Festa Campanile (1982) è ambientato nella Prima Guerra Mondiale ed è un film da dimenticare, con la Antonelli che fa la parte di una contadina. Sesso e volentieri di Dino Risi (1982) è ancora un film a episodi, non certo tra  i migliori di Dino Risi.
La gabbia di Giuseppe Patroni Griffi (1985) è un film scritto da Francesco Barilli e sceneggiato da Alberto Silvestri e Lucio Fulci che poi ne realizzerà una sua versione da regista ne Il miele del diavolo (1986) con Corinne Clery. Si tratta di un insolito thriller erotico, quasi un pezzo unico nei film interpretati da Laura Antonelli che recita una parte morbosa e viene ripresa in molte scene audaci. Si tratta di un buon soft d’autore che però ha il limite di risultare poco incisivo e molto frenato proprio nei frangenti che dovrebbe spingere sull’acceleratore. Tony Musante è l’interprete maschile e tra le donne ci sono anche Florinda Bolkan, Cristina Marsillach, Bianca Marsillach e Laura Troschel.
Grandi magazzini di Castellano e Pipolo (1986) è ancora peggio e fa parte di una nuova tipologia di film che volevano far sorridere senza dar fastidio a nessuno. Tanti attori come Montesano, Pozzetto, Manfredi, Villaggio, Banfi, Boldi, Ciavarro. Molte belle donne come Muti, Parisi, Grandi e Antonelli. Il risultato è pessimo, una serie di sketch a incastro ambientati in un grande magazzino che sa di lunga barzelletta senza molto senso. Il film è povero di idee e procede stancamente. Laura Antonelli fa una breve apparizione senza veli, ma niente di eccezionale. Rimini Rimini di Sergio Corbucci (1986) è più divertente, anche se certe commedie ormai sono alla frutta e la televisione è alle porte. Laura Antonelli è una vedova da consolare e il suo episodio si inserisce in una serie di storie ambientate al mare che vedono protagonisti femminili come Eleonora Brigliadori, Serena Grandi e Sylva Koscina. Villaggio, Calà, Micheli e Roncato provano a far ridere ma non sempre ci riescono.
La Venexiana di Mauro Bolognini (1986) è una commedia ambientata nella Venezia del Settecento che mostra con generosità la Antonelli senza veli. Pure Monica Guerritore si dà da fare e dimostra le sue ambizioni nel campo del cinema erotico. La preda contesa è il bel Jason Connery che finisce prima nel letto della vedova matura (Antonelli), poi in quello della giovane dama (Guerritore). Più erotico che commedia e in ogni caso un film da rivedere soprattutto per ammirare la bellezza delle due attrici.
Roba da ricchi di Sergio Corbucci (1987) presenta un cast con Serena Grandi, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Lino Banfi Claudia Gerini e Laura Antonelli. L’avaro di Tonino Cervi (1990) è un altro adattamento erotico di Molière con Alberto Sordi nei panni di un Arpagone romanesco che fa il tenutario di un bordello e presta i soldi al Papa. Ci sono anche Anna Kanakis, Miguel Bosè, Christopher Lee e Marie Laforet. Degni di nota soltanto i costumi, ma il film è pessimo.
Laura Antonelli purtroppo gira l’inutile Malizia 2000 di Salvatore Samperi (1991), che non solo non ripete il successo del film simbolo ma soprattutto ne segna l’amara e definitiva uscita di scena, causata dalle conseguenze di inadatte cure cosmetiche. Laura Antonelli viene sottoposta a una serie di iniezioni di siero antirughe per renderla attraente e giovanile, adatta al ruolo sexy che la sceneggiatura imponeva. Purtroppo le iniezioni le deturpano il volto, la faccia gonfia mostruosamente, le foto del disastro fisico fanno il giro del mondo e contribuiscono al flop della pellicola. Laura Antonelli chiede tre miliardi di danni alla produzione che non si prende nessuna responsabilità. Triste uscita di scena per un’attrice simbolo del cinema erotico italiano che si congeda dal suo pubblico con un film da dimenticare. Accanto a lei ci sono Turi Ferro, Roberto Alpi, Luca Ceccarelli e Barbara Scoppa. Laura Antonelli è ancora Angela, adesso ex cameriera, moglie trascurata e sfiorita di Turi Ferro, che si riaccende di passione per il giovane figlio di un archeologo. Il film è davvero brutto, mal recitato e per niente erotico, costellato di pessimi e improbabili dialoghi, di situazioni grottesche che ne fanno un’icona del trash. Peccato.
Il famigerato siero antirughe produce il disastro fisico e tutto questo conduce Laura Antonelli a crisi mistiche e a tristi vicende giudiziarie. Il 27 aprile 1991 viene arrestata nella sua casa, a Cerveteri. La polizia trova 36 grammi di cocaina. Da allora per la Antonelli comincia il calvario, viene isolata dal mondo dello spettacolo e abbandonata dai falsi amici, vive sola, distrutta nel fisico e nell’anima. Il 17 marzo del 2000, dopo ben nove anni, la Corte di Appello di Roma assolve Laura Antonelli perché il fatto non costituisce reato. Recentemente la giustizia italiana pone rimedio al misfatto e le riconosce un danno d’immagine causato dal processo. Tutto questo comporterà un risarcimento di diecimila euro che non restituiscono la serenità perduta a una donna segnata nel fisico e nel morale.
In tempi recenti l’ex ministro Sandro Bondi ha messo in moto la procedura parlamentare per riconoscere gli effetti della Legge Bacchelli a favore dell’attrice caduta in disgrazia. Lino Banfi e altri colleghi si sono mobilitati per risolvere la sua precaria situazione economica, ma lei ha detto che vuole soltanto essere dimenticata e che la vita terrena non le interessa più. Per chi l’ha ammirata al cinema nel pieno del suo fulgore tutto questo non interessa. Laura Antonelli resterà in eterno la cameriera di Malizia che sale con sensualità sopra una scala galeotta. Noi restiamo in basso e attendiamo di vedere le calze nere e la giarrettiera provocante. Non si può distruggere un mito.

FILMOGRAFIA DI LAURA ANTONELLI
Le spie vengono dal semifreddo di Mario Bava (1966)
Le sedicenni di Luigi Petrini (1966)
Scusi, lei è favorevole o contrario? di Alberto Sordi (1966)
La rivoluzione sessuale di Riccardo Ghione (1969)
Un detective di Romolo Guerrieri (1969)
L’arcangelo di Giorgio Capitani (1969)
Gradiva di Gioirgi Albertazzi (Film tv) (1969)
Venere in pelliccia o Venere nuda di Massimo Dallamano (1969) (mai uscito in Italia)Sledge di Giorgio Gentili e John Sturges (1970)
Incontro d’amore a Bali di Ugo Liberatore e Paolo Heusch (197)
Il merlo maschio di Pasquale Festa Campanile (1970)
Gli sposi dell’anno secondo di Jean Paul Rappeneau (1971)
Trappola per un lupo (1972) di Claude Chabrol
All’onorevole piacciono le donne di Lucio Fulci (1972)
Malizia per la regia di Salvatore Samperi (1973)
Sessomatto di Dino Risi (1973)
Peccato veniale di Salvatore Samperi (1974)
Le malizie di Venere di Massimo Dallamano (1974) (rielaborazione tagliata di Venere nuda)
Simona di Patrick Longchamps (1974)
Mio Dio come sono caduta in basso di Luigi Comencini (1974)
Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi (1975)
L’innocente di Luchino Visconti (1976)
Mogliamante di Marco Vicario (1977)
Gran bollito di Mauro Bolognini (1977)
Letti selvaggi di Luigi Zampa (1979)
Il malato immaginario di Tonino Cervi (1979)
Mi faccio la barca di Sergio Corbucci (1980)
Casta e pura di Salvatore Samperi (1981)
Viuuulentemente… mia di Carlo Vanzina (1982)
Porca vacca di Pasquale Festa Campanile (1982)
Sesso e volentieri di Dino Risi (1982)
La gabbia di Giuseppe Patroni Griffi (1985)
Grandi magazzini di Castellano e Pipolo (1986)
Rimini Rimini di Sergio Corbucci (1986)
La Venexiana di Mauro Bolognini (1986)
Roba da ricchi di Sergio Corbucci (1987)
L’avaro di Tonino Cervi (1990)
Malizia 2000 di Salvatore Samperi (1991)
Una sequenza di Malizia che ha ispirato molte commedie sexy:
Altre scene sexy da Malizia:
L’articolo integrale è circa il doppio e approfondisce meglio i singoli film. Si può leggere sul mio SEXY MADE IN ITALY – Le regine del cinema erotico degli anni Settanta (Profondo Rosso – Roma, 2007)

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