L’amore primitivo di Luigi Scattini


A cura di Gordiano Lupi

Un film insolito per Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che si confrontano con il filone mondo movies, rappresentano il contenitore comico per un documentario sull’amore primitivo e interpretano il loro unico lavoro ricco di elementi sexy.
Alessandro Blasetti è il precursore di una moda documentaristica dal taglio erotico che cerca di mostrare in maniera scientifica e distaccata il rapporto sessuale in tutte le sue implicazioni. Europa di notte (1959) rappresenta un passo in avanti rispetto al documentario anni Cinquanta che evitava con cura ogni aspetto salace o morboso. La pellicola è molto castigata, ma per la nostra Italia moralista e bacchettona è un vero scandalo e di conseguenza un grande incasso al botteghino. Molti registi italiani  inseguono il successo di Europa di notte e cominciano a girare documentari con riferimenti al sesso. Il tema è sempre lo stesso: si parte da scene vere, se ne aggiungono altre dichiaratamente false e si costruisce una pellicola con valenza erotica. Il mondo movie è un genere portato al successo da  Gualtiero Jacopetti che fa scalpore con Mondo cane (1962), Mondo cane 2 (1963), La donna nel mondo (1963), Africa addio (1966) e Addio zio Tom (1972).
Luigi Scattini comincia la carriera di regista proprio con il mondo movie, genere cui si dedica con passione per alcuni anni, non disdegnando il filone erotico – esotico (La ragazza dalla pelle di luna, 1973) e il comico puro (Due marines e un generale, 1965). Il primo film di Scattini, girato insieme a Mino Loy, è il mondo movie erotico Sexy magico (1963). I temi sono sempre gli stessi: un po’ di sesso, qualche riferimento alle usanze regionali, abitudini e vizi erotici degli italiani. Il suo secondo film è L’amore primitivo (1964), un lavoro originale, a metà strada tra film a soggetto e documentario. Jayne Mansfield è una bella antropologa spiata da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia mentre visiona un reportage sui costumi sessuali dei popoli primitivi. Scattini gira anche Svezia, inferno e paradiso (1967), forse il lavoro maggiormente responsabile di aver mitizzato la libertà di costumi scandinava rispetto alla nostra arretratezza culturale. Ricordiamo Scattini autore anche di Angeli bianchi… angeli neri (1969) sulle magie vere o presunte di maghi, ipnotizzatori e ciarlatani.
Franco Franchi e Ciccio Ingrassia sono due inservienti d’albergo che si danno un gran da fare per servire la prorompente Jayne Mansfield, passano il tempo a spiarla nel bagno, guardano dalla feritoia dell’aria condizionata, cercano di trovarsi sempre davanti a lei seminuda. La bella antropologa ha girato un documentario per i luoghi più disparati della Terra, tra tribù selvagge africane, a Hong Kong, in Cina, in Oceania, per dimostrare che l’amore è sempre primitivo, che l’uomo – civilizzato o meno – di fronte al sesso si abbandona soltanto all’istinto. Un esimio professore (Mickey Hargitay, secondo marito della Mansfield) assiste alla proiezione e contesta la tesi. Jayne Mansfield alla fine dimostra di aver ragione quando si abbandona a uno spogliarello sensuale (resta in slip e reggiseno, non è mai nuda) che sconvolge i due inservienti. Franco si mette a fare lo scimpanzé, interpretazione che è un suo cavallo di battaglia, Ciccio si dedica alla visione erotica e lo stesso professore si trasforma in licantropo. Il film non è una parodia dei mondo movies, come sostengono alcuni critici (Simone Buttazzi), ma una pellicola contenitore che gode di una parte comico – erotica interpretata da Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e la bella Jayne Mansfield, oltre a un vero e proprio mondo movies girato da Scattini, fotografato da Racca e commentato da Cucciolla. La prima parte è dominata da Franco e Ciccio, due facchini vessati da un portiere al grido di “Lavorate cretini!” e rapiti dalle grazie della bella antropologa. “Bedda, bedda senza economia”, commenta Franco di fronte alla visione del suo sedere fasciato in un abito giallo. Il film anticipa la commedia sexy per molte situazioni tipiche: gli inservienti che spiano dalla feritoia dell’aria condizionata, la bella Jayne Mansfield in trasparenza nel bagno mentre si spoglia, alcuni strip sensuali, diverse sequenze in bikini e babydoll. Franco e Ciccio non tradiscono la loro comicità genuina fatta di smorfie e battute semplici. Ricordiamo Franco intento a fare m’ama non m’ama con lo scopino di piume, ma anche i due maldestri inservienti che combinano guai mentre montano il proiettore. Ciccio: “Quella è una donna perduta!”. Franco: “Fortunatamente l’abbiamo trovata noi”. Sono interessanti due parti oniriche vissute da Franco. Nella prima il comico siciliano immagina di suonare il tamburo come un indigeno mentre la Mansfield danza in modo sensuale, ma alla fine resta deluso perché si trova in braccio Ciccio. Nella seconda sogna di essere alle Hawaii, la bella Mansfield indossa una parrucca nera e danza sulle note di Date night in Hawaii (canta Annette) in mezzo ad altre sexy ballerine che vestono abiti succinti.
Il mondo movie che occupa buona parte del film è girato con la tecnica abituale di simili prodotti: alcune cose sono vere, altre inventate di sana pianta, altre ancora soltanto esagerate. Il tono del commento è didascalico, saccente, spesso fastidioso e dal contenuto vagamente razzista. Tutto va storicizzato, certo. Ricordiamo tra le molte scene girate nei paesi esotici: balli indios in Sudamerica, le donne schiave dei nomadi Maori, la danza del ventre, le risaie cinesi, i cacciatori di teste filippini, le cerimonie nuziali di popoli selvaggi, le lotte erotiche senegalesi, la stucchevole rivincita dei primitivi sull’uomo bianco colonizzatore, il cha cha cha di un’africana, le lezioni di sesso tra i Masai, il funerale di un giovane australiano, la vendetta cinese a base di uova marce, il serpente della verità che morde la donna fedifraga, le donne in vendita a Hong Kong, i cibi afrodisiaci e la ridicola ragazza pantera in Brasile. La tesi del mondo movie è che la purezza dell’amore non esiste, ma che di fronte al sesso ogni uomo si abbandona a istinti bestiali. Il finale comico conferma la teoria. Da notare che le sequenze del mondo movie sono spesso interrotte dai commenti comici di Franco e Ciccio (“Che belle anche…” “… e anche il resto!”, “Che bella favorita!”, ecc.) e da siparietti farseschi girati all’interno dell’albergo.
L’amore primitivo nel 1966 esce negli Stati Uniti (solo a San Francisco), nel 1967 in Francia (L’amour primitif) e in Germania (Primitive Liebe). Il merito del successo internazionale è tutto di Jayne Mansfield, diva di Hollywood, vero e proprio sogno erotico mondiale insieme alla rivale Marylin Monroe. Tra l’altro la bella Mansfield non risparmia la visione delle sue grazie e sfida la solerte censura italiana mostrandosi in slip e reggiseno, mettendo in evidenza procaci scollature e lunghe gambe. Jayne Mansfield aveva scandalizzato il mondo con un nudo integrale nel film Promises! Promises! (1963) di King Donovan. Jayne Mansfield (1933 – 1967) è una diva sfortunata, perché muore a soli 34 in un incidente stradale quando è al massimo del successo, unendosi al destino infausto della rivale Marylin Monroe. Sexy symbol mondiale, di una bellezza prorompente, persino volgare, asseconda i gusti del pubblico e non si lascia mai prendere da tentazioni intellettuali. Si sposa a soli 16 anni con Paul Mansfield, entra nel cinema grazie a Baruch Lumet (padre del regista Sidney), frequenta corsi di recitazione e inaugura la moda delle foto senza veli. Raggiunge il successo a Broadway con la commedia Will Success Spoil Rock Hunter? (1955), si mette in evidenza per le grazie esuberanti e si esibisce seminuda nei night club. I suoi film più importanti sono: Gangster cerca moglie (1956) di Frank Tashlin, The Wayward Bus (1957) di Victor Vicas e Baciala per me (1958) di Stanley Donen, dove recita insieme a Cary Grant. La sua morte prematura sconvolge i suoi numerosi fan che ne avevano fatto un simbolo erotico.
Nel 1964 Franco e Ciccio interpretano ben 17 pellicole, a un ritmo forsennato, anche se alcune sono partecipazioni e ruoli in film a episodi. I due comici siciliani vivono un momento d’oro, basta la presenza in un film che gli incassi raddoppiano. L’amore primitivo rappresenta il loro primo incontro con una diva di Hollywood, prima di recitare accanto a Vincent Price (Le spie vengono dal semifreddo) e a Buster Keaton (Due marines e un generale).
La critica non è tenera con L’amore primitivo, che non solo è un mondo movie (genere poco amato dai recensori importanti), ma è pure un film interpretato da Franco e Ciccio. Paolo Mereghetti concede una misera stella: “In sostanza un mondo movie che vorrebbe dimostrare come le abitudini sessuali della razza umana siano sostanzialmente le stesse a prescindere dal tasso di civilizzazione dei popoli; ma è la solita scusa per mostrare donne di colore seminude, alla cui vista i comici si prodigano nel consueto repertorio di battute salaci”. Pino Farinotti è più generoso, concede due stelle ma si limita a sintetizzare la trama in poche battute. Due stelle anche per Morando Morandini che non ha visto il film perché non esprime un giudizio, ma riferisce il pensiero di Marco Giusti: “Uno stracult di forza paurosa con colori magnifici”. Aggiunge, tratto in errore da Giusti: “Tra i rarissimi semiporno della coppia”. Grazie a Morandini e a Giusti scopriamo che “alcuni frammenti su una gara di bellezza cui partecipa Jayne Mansfield con il marito Mickey Hargitay, esclusi dal montaggio, sono finiti nel documentario The Wild Wild World di Jayne Mansfield”. Il Giornale di Brescia, in un articolo senza firma, contemporaneo all’uscita del film, scrive: “Un film sgradevole, anche per la presenza di Franchi e Ingrassia, ultimo stadio di una tentazione comica irrimediabilmente decaduta”. Marco Giusti su Stracult è fin troppo entusiasta, vede porno dove c’e solo sexy, ma sappiamo che ama eccedere: “Le scene di Franco e Ciccio con Jayne Mansfield sono grandiose. Il film appare di una forza paurosa, con colori magnifici”. Non esageriamo, ma confermiamo che la pellicola si vede ancora volentieri e che rappresenta un lavoro irripetibile nella produzione sterminata della coppia sicula.

Regia: Luigi Scattini. Organizzazione: Mario Silvestri. Soggetto: Luigi Scattini, Massimo Pupillo. Sceneggiatura: Amedeo Sollazzo, Luigi Scattini, Massimo Pupillo. Commento parlato: Luigi Scattini. Lettore del commento: Riccardo Cucciolla. Fotografia: Claudio Racca. Montaggio: Otello Colangeli. Musica: Lallo Gori. Scenografia: Gastone Carsetti. Costumi: Adriana Spadaro. Produttore: Fulvio Lucisano per Italian International Film. Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Jayne Mansfield, Mike Hargitay, Carlo Kechler, Lucia Modugno, Gaetano Quartararo, Alfonso Sarlo, Eugenio Galadini. Interni: Elios Film (Roma). Canzoni: Bella come te (Pippo Caruso), Un desiderio per l’estate (Marina Moran), Date night in Hawaii (Annette), Piccatura (Peppino Di Capri).

Per ascoltare Piccatura, sigla di coda del film, interpretata da Peppino Di Capri: http://www.youtube.com/watch?v=AbJqHPzXVSU

Gordiano Lupi
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