Prima visione: L’altra metà della storia


Recensione film “L’altra metà della storia” per la regia di Ritesh Batra

RICORDI 0 INGANNI?
È il protagonista Tony, un Broadbent convincente in camicie a scacchi, pensionato con la passione per la fotografia, a dare in una battuta il punto di fuga della storia: «Non è detto che quello che ricordi è quello che hai visto». Come un missile, irrompe dal passato una lettera di eredità, in realtà un gomitolo di mezzi ricordi e almeno una certezza (un gesto vendicativo abominevole) su un amore e un’amicizia ai tempi del college. Con meccanici flashback anni ’50, corrispondenti all’investigazione di Tony su se stesso, si cerca un’atmosfera ritualista alla Pinter, quando già il romanzo di Barnes “Il senso di una fine” puntava a confondere le carte con una suspense migliore di pagina più che di struttura (ma anche il libro è sopravvalutato). Rampling e Broadbent incontro felice. Dal regista di “Lunchbox”.

Silvio Danese

Titolo originale: The Sense of an Ending
Nazione: Regno Unito
Anno: 2017
Genere: Drammatico
Durata: 108′
Regia: Ritesh Batra
Cast: Jim Broadbent, Charlotte Rampling, Harriet Walter, Emily Mortimer, James Wilby, Freya Mavor, Michelle Dockery, Billy Howle, Joe Alwyn, Edward Holcroft, Manjinder Virk

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