L’Acqua della Vita


Favole raccolte, curate e riadattate da Simone

C’era una volta tre fratelli ed una sorella che si amavano teneramente. In un primo tempo vivevano in una casetta, ma lavorarono tanto e così bene che ben presto furono in grado di costruirsi uno splendido palazzo.
La gente accorse per ammirarlo, ma disse che là avrebbe potuto sorgere anche una chiesa, ed essi lavorarono ancor più duramente per far erigere e consacrare una bella chiesa.
Un vecchio che venne a vedere le meraviglie dei due edifici osservò:
– Sì, qui è tutto molto bello. Ora non vi manca che l’Acqua della Vita e con essa l’Uccello Parlante ed un ramo dell’Albero della Bellezza sul quale è solito starsene appollaiato.
– E dove possiamo trovare queste cose ? – gli che seri i quattro fratello – il vecchio rispose:
– Andate sulla montagna, laggiù, oltre la pianura, e troverete tutto quello che cercate. Prendete questo coltello: fino a quando la sua lama si manterrà lucente, la persona che è andata in cerca dell’Acqua della Vita godrà di buona salute, ma appena si macchierà di sangue, voi che rimarrete a casa saprete che le è capitata una disgrazia.
I fratelli ringraziarono il vecchio ed egli se ne andò. Il maggiore disse subito:
– Voglio andare a cercare l’Acqua della Vita ! – e s’avviò a grandi passi attraverso la pianura. Camminò e camminò finché non incontrò un gigante che gli domandò dove andasse. – Vado a cercare l’Acqua della Vita – rispose il giovane – e quegli:
– Molti sono passati di qui in cerca di questa Acqua e degli altri tesori della montagna, ma nessuno è tornato indietro, e non ritornerai neppure tu, se non mi darai retta. Segui questo sentiero che porta alla vetta della montagna. Lungo il percorso troverai molte pietre: non guardarle e non toccarle, ma tira diritto. Strada facendo, sentirai delle voci che ti derideranno e che ti scherniranno. Saranno le pietre, ma tu non devi dar loro retta e non girarti indietro, se no diventerai di pietra anche tu.
Cammina dritto senza fermarti e senza distrarti fino a quando non sarai giunto in cima e allora potrai prendere tutto quello che vorrai.
Il giovane lo ringraziò e camminò fino a raggiungere la montagna e iniziare la ripida salita. Udì subito delle voci che lo beffeggiavano, si burlavano di lui e gli dicevano cose talmente abominevoli che, alla fine, si chinò, afferrò un sasso e fece per gettarlo contro di loro. Ma sentì il braccio che gli si irrigidiva e diventava freddo ed un momento dopo si era trasformato in pietra anche lui.
Quello stesso giorno sua sorella stava guardando il coltello lucente quando, ad un tratto, la lama si offuscò e si riempì di grumi di sangue. La fanciulla chiamò i fratelli e quando anche loro ebbero visto il coltello, il secondogenito disse: – Andrò a cercarlo ! – e si avviò attraverso la pianura. Camminò a lungo finché non incontrò il gigante e gli domandò:
– Avete visto un giovane dirigersi verso la montagna ? – Il gigante rispose:
– Sì, l’ho visto passare, ma non l’ho visto ritornare indietro. Deve essere rimasto vittima dell’incantesimo.
– Che cosa posso fare per liberarlo e per trovare l’Acqua della Vita ?
– Segui questo sentiero: porta alla vetta della montagna, per la strada troverai molte pietre: non fermarti a guardarle ma tira diritto. Soprattutto non prestare orecchio alle loro parole di scherno ed alle loro beffe e non voltarti indietro, fino a quando non sarai giunto in vetta alla montagna,
Il giovane ringraziò il gigante e camminò fino a quando non giunse alla montagna. Mentre si arrampicava per l’erta salita, le voci lo beffeggiavano e si burlavano di lui, ma egli seguitò a salire fino a quando, improvvisamente, sentì la voce di suo fratello che lo scherniva. Allora si girò … e si trasformò in pietra anche lui.
In quello stesso momento, sua sorella stava guardando la lama lucente del coltello che si offuscò improvvisamente coprendosi di sangue. Allora chiamò il fratello minore e quando vide la lama insanguinata disse: – Andrò a cercarli ! – E si avviò, a grandi passi verso la montagna.
Camminò come non aveva mai fatto in vita sua, fino a quando non incontrò il gigante che gli disse di aver visto passare tutt’e due i suoi fratelli, senza però, averli visti tornare indietro, Inoltre lo avvertì dei pericoli della montagna.
Il giovane lo ringraziò infinitamente e s’incamminò, deciso a non voltarsi, qualsiasi cosa sentisse. Giunse quasi in cima alla montagna, quando udì i suoi fratelli gridare e lamentarsi alle spalle. Allora si volse per vedere se erano lì e si trasformò in pietra anche lui.
Mentre succedevano queste cose, sua sorella camminava su e giù per il cortile del palazzo, con il coltello tra le mani. Improvvisamente la lama lucente si offuscò e si coprì di sangue. La fanciulla esclamò:
– Ora tocca a me !
Si avviò per la pianura e camminò fino a quando non incontrò il gigante che aveva visto passare i suoi fratelli.
– hai visto passare di qui tre giovani diretti verso la montagna ? – gli chiese.
– S’, li ho visti passare, ma non li ho visti tornare indietro. Devono essere rimasti vittime dell’incantesimo.
– Che cosa posso fare per liberarli e per trovare l’Acqua della Vita ?
– Segui questo sentiero che porta alla montagna, ma seguilo fino in cima. Ti sarà difficile trovare lo spazio per camminare con tutte le pietre che ci sono e le sentirai ridere e schernirti. Ma tu non prestar loro orecchio, qualunque cosa ti capiterà di udire, finché a quando non avrai trovato l’Acqua della Vita che sgorga sulla vetta.
La ragazza ringraziò il gigante e camminò anche lei fino a quando non raggiunse la montagna. Si arrampicò per la salita,a anche se le pietre sotto i suoi piedi sembravano gridare dal dolore, come se si fosse trattato di creature vive. Salì e salì anche se alle sue spalle le voci la schernivano e la sbeffeggiavano dicendole cose orribili. Salì più in alto pur sentendo i fratelli che le chiedevano aiuto con una voce proveniente dalle stesse pietre che calpestava. Finalmente giunse sulla vetta, senza mai aver esitato od essersi guardata alle spalle.
Allora le voci cessarono improvvisamente ed essa si trovò presso l’Acqua della Vita che sgorgava da una fontana d’oro all’ombra dell’Albero della Bellezza, su cui si trovava l’Uccello Parlante. Con cautela riempì fino all’orlo la sua mezzina di rame, con attenzione prese l’Uccello Parlante nella gabbia che aveva portata con sé; poi tutta contenta, prese a scendere dalla montagna. Scendeva cantando sommessamente e tenendo ben stretti i suoi tesori.
Ma la lunga salita l’aveva stancata e la sua mano tremava, tanto che alcune gocce dell’Acqua della Vita andarono a cadere sulle pietre. Queste si trasformarono subito in giovanotti e ragazze che le si affollarono intorno per ringraziarla. Comprese che l’incantesimo poteva essere spezzato e restituì l’aspetto umano ai giovani e alle ragazze che non erano riusciti nell’impresa: fra questi v’erano anche i suoi tre fratelli.
Di ritorno al palazzo piantò il ramo dell’Albero della Vita fino a quando non divenne un albero carico di fiori meravigliosi, sul quale l’Uccello Parlante poteva starsene felice e contento.
La gente accorse da tutte le parti del regno per vedere queste tre meraviglie, e tra gli altri venne anche il figlio del re. Egli restò attonito come tutti alla vista stupenda, ma per lui la cosa più bella fu la fanciulla stessa che aveva un aspetto davvero incantevole e che era stata tanto brava da salvare tutti coloro che erano stati tramutati in pietra dall’incantesimo della montagna.
Il principe, perciò, dopo il corso prematrimoniale, se la sposò nella chiesa costruita dai fratelli e la portò nel suo castello, nel regno di suo padre, dove da allora in poi vissero felici e contenti circondati da molti bei bambini.

Simone
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