La Vedova ed il Nung-Guama


Favole raccolte, curate e riadattate da Simone

(favola “de paura” – Cina, ottocento circa)

Una povera Vedova percorreva un sentiero fuori città con un cestino di dolci che portava in dono ai suoi Venerabili Genitori, quando un Nung-Guama si buttò giù da un ciuffo di bambù, proprio davanti a lei.
– Huah ! Huah ! – gridava il Nung-Guam, e la Vedova cadde in ginocchio, tutta tremante. E’ meglio esser mangiati da una tigre, da un dragone o anche da un serpente piuttosto che da un Nung-Guama. Queste orrende creature mangiano di tutto, ma vanno pazze per la carne umana.
– Voglio tutti quei dolci deliziosi ! – disse il Nung-Guama con la sua voce chioccia. E’ impossibile descrivere come parlaun Nung-Guama: solo quelli che l’hanno sentito sanno quanto sia orribile.
– Non posso – singhiozzò la Vedova – sono per i miei Venerabili Genitori.
– Allora mangerò te, invece ! – gorgogliò il Nung-Guama – Verrò a casa tua stanotte, ti farò a pezzi con gli artigli e ti masticherò con i miei dentoni. Huah ! Huah !
La Vedova si mise a gridare e si coprì il volto con le mani. Quando ebbe il coraggio di sollevare lo sguardo il Nung-Guama se ne era andato. La povera donna rimase ancora ripiegata a terra, singhiozzando e tremando. Dopo poco sopraggiunse un Venditore ambulante, che andava in giro con il suo fardello sulla schiena.
– Onorevole Signora – disse – perché tremate e piangete ?
– Ho visto un Nung-Guama che ha minacciato di venire stanotte a sbranarmi in modo orribile – rispose la Vedova.
– Siete sicura che fosse un Nung-Guama ? – chiese il Venditore. – Ditemi un po’ com’era fatto.
– Era proprio un Nung-Guama ! singhiozzò la Vedova – Aveva il corpo di toro, la testa grossa come una botte, i piedi grandi, morbidi e ciondolanti: li sentivo fare “Flap-Flap” mentre camminava. E aveva i capelli sporchi, le mani orribili, con artigli lunghi ed aguzzi.
– Allora era proprio un Nung-Guama e i Nung-Guama sono mangiatori formidabili – disse il Venditore ambulante – Non posso far niente per Voi ! Ma ecco qui un regalo, un pacchetto di aghi. Infilateli nella porta di casa: forse pungeranno il Nung-Guama.
Il venditore si ricaricò il fardello sulle spalle e se ne andò. La Vedova rimase lì, sul ciglio della strada, piena di un incommensurabile paura. Venne un Contadino con un carico di concime da spargere sui campi.
– Onorevole Signora – disse – perché tremate e singhiozzate ?
– Ho visto un Nung-Guama che verrà stanotte a farmi a pezzi e mangiarmi in modo orribile – gemette la Vedova.
Quando il contadino si fu persuaso che la donna aveva visto veramente un Nung-Guama, le disse:
– Non c’è dubbio: era proprio un Nung-Guama e i Nung-Guama sono mangiatori formidabili. Non posso far niente per Voi ! Ma ecco qui un regalo: un po’ del mio concime. Spargetelo sulla vostra porta. Quando il Nung-Guama si troverà tra lo sporco, può darsi che vada via.
E riprese il cammino verso il suo campo.
Ma la Vedova rimase ancora lì, tremando e singhiozzando, sul ciglio della strada.
Venne un Venditore di serpenti, con il suo cesto di serpi.
– Onorevole signora – disse – perchè tremate e piangete ?
– Ho visto un Nung-Guama che stanotte verrà a farmi a pezzi e a mangiarmi in un modo orribile.
Quando la Vedova ebbe dimostrato che al Venditore di serpenti che era stato proprio di un Nung-Guama a minacciarla così, egli disse:
– Non c’è dubbio: avete veduto veramente un Nung-Guama e i Nung-Guama sono mangiatori formidabili. Non posso salvarVi, ma qui ci sono due serpenti velenosi. Metteteli nella brocca: forse il Nung-Guama vorrà lavarsi le mani e, se lo farà, i serpenti lo morderanno e con molte probabilità riusciranno a cacciarlo via.
Il Venditore di serpenti si caricò il cesto sulle spalle e se ne andò per i fatti suoi.
La Vedova rimase ancora lì, sul ciglio della strada, singhiozzando e lamentandosi. Giunse un Pescivendolo, con un paniere pieno di pesci.
– Onorevole Signora – disse – perché state qui distesa a piangere disperatamente ?
– Ho visto un Nung-Guama – rispose quella tra le lacrime – che verrà stanotte a farmi a pezzi e a mangiarmi in modo orribile.
Appena la Vedova ebbe dimostrato al Pescivendolo che aveva visto veramente un Nung-Guama, egli le disse:
– Si trattava proprio di un Nung-Guama, e i Nung-Guama sono tremendi quando mangiano. Non posso proteggerVi, ma prendete questi due pesci grossi. Non li bollite, altrimenti saranno inutili, ma teneteli in una pentola d’acqua. Può darsi che il Nung-Guama abbia bisogno di una di bagnarsi le ferite nell’acqua calda dopo della pentola dopo esser stato morso dai serpenti. E allora questi pesci affonderanno i denti nella sua carne e ce ne sarà abbastanza per farlo correre nella sua tana.
Si rimise la cesta sulle spalle e se ne andò.
Ma la Vedova rimase lì, sul ciglio della strada, sconvolta ed impaurita. Venne un venditore di uova gridando:
– Vendo ottime Uova di venerabile antichità !
Quando la vide esclamò:
– Onorevole Signora ? perché vi lamentate così ?
– Ho visto un Nung-Guama – ansimò la Vedova – che verrà stanotte a farmi a pezzi e a divorarmi con i suoi grossi denti nel suo modo orribile.
Appena gli ebbe raccontato come erano andate le cose, il Venditore di uova disse:
– Nopn c’è dubbio: è proprio un Nung-Guama quello che avete visto e tutti i Nung-Guama fanno delle formidabili mangiate ! Non posso salvarVi ma Vi regalo queste uova. Mettetele tra la cenere calda del camino.
Quando il Nung-Guama sarà stato morsicato dai pesci e dai serpenti, gli uscirà il sangue dalle dita: la cura migliore in casi simili è metterle nella cenere calda. Se farà così, le Uova di venerabile Antichità gli scoppieranno in faccia e il loro Insuperabile Puzzo lo farà fuggire via in un baleno.
Riprese il resto delle uova con grande precauzione e se ne andò.
Giunse un Venditore di macine da mulino, barcollando sotto il peso di un campione della sua merce.
– Onorevole Signora – disse – com’è che stante qui per terra, così sfinita da non poter versare neanche una lacrima ?
– Ho visto un Nung-Guama – rispose la Vedova con un bisbiglio soffocato – e ritornerà appena buio a divorarmi in modo orribile, com’è solito fare con le sue vittime.
Appena la Vedova gli ebbe dimostrato che si trattava proprio di un Nung-Guama, il Venditore di macine da mulino disse:
– E’ chiaro che il vostro interlocutore era un Nung-Guama, ed ogni V mangia in maniera davvero abominevole. Non posso aiutarVi, ma accettate il dono di questa Eccellentissima Supermacina da mulino, di Prima Scelta e di Peso Eccezionale.
– Appendetela al soffitto vicino al vostro letto. Appena il Nung-Guama si troverà lì sotto, tagliate la corda che la sostiene e lasciatela cadere con Imperato Sovrumano sull’Orripilante Cranio di quella abominevole creatura. Ed eccoVi anche una sbarra di ferro per finirlo.
Così detto, il Venditore di macine tornò a casa per procurarsi un altro campione ed essendo ormai calata la sera, la Vedova raccolse i doni. Ma prima di tutto, dal momento che era sfinita a causa di tutte quelle Emozioni Profondamente Demoralizzanti, mangiò tutti i dolci, dimenticando i suoi Doveri nei riguardi dei venerabili Genitori. Poi prese a nolo diversi facchini e si avviò verso casa. Era sicura che sarebbe stata divorata nel solito modo orribile dal Nung-Guama, tuttavia fece esattamente quanto le era stato indicato. Quando ebbe sistemato tutto era già buio, così si spogliò e andò a letto.

Improvvisamente, nel cuore della notte, si svegliò sussultando al rumore di un “Flap-Flap” ! Flap-Flap !” che si avvicinava sempre di più. Poi udì un terribila “Huah ! Huah!” e la voce del Nung-Guama che gorgogliava:
– Apri la porta, bella Vedova paffuta ! Ti voglio sbocconcellare, sgranocchiare e ingozzare tutta !
– Entrate da solo, Onorevole Nung-Guama – rispose la Vedova – perché sono a letto.
Con un ruggito di rabbia il Nung-Guama abbatté la porta e poi, quando si sentì bucare dagli aghi e quando il concime l’ebbe insozzato tutto, si mise a sbraitare con la sua voce orribile:
– Oh come bucano ! E che sporco ! Ma gliela farò pagare … Meno male che qui c’è un po’ d’acqua per lavarmi le mani… Ohi Ohi ! ci sono dei serpenti che mi mordono ! Ah, per carità ! Acqua calda per bagnarmi le ferite … Ahi ! Ahi ! Ci sono dei pescecani che mi sbranano ! Muoio dissanguato ! Ecco… cenere calda per fermare il sangue. Ahimé ! delle bombe tremende mi bruciano gli occhi ! Voglio mangiarmela a pezzetti piccini piccini questa Vedova tremenda ! Dove sei vecchiaccia maledetta ?
E “Falp-Flap” e “Flap-Flap” si avvicinò al letto. Quando fu sotto la macina del mulino, la vedova tagliò la coda. La macina la testa del mostro come se fosse un Ottimo Uovo di Venerabile Antichità.
Allora la Vedova balzò dal letto e lo conciò definitivamente per le feste con alcuni colpi ben assestati della sbarra di ferro, tanto per stare più tranquilla. Poi si coricò di nuovo e si addormentò.
Il giorno dopo trovò la casa in un terribile , disordine ma lei spellò il Nung-Guama e ne vendette lo scheletro ad un prezzo così alto che pagò tutti i suoi debiti e le avanzò anche una piccola somma con se, in previsione della nuova finanziaria.
Come tutta la pelle che la tenne a letto calda per tutto il resto della sua Onorevole vita.

Simone
http://lefavoleprivate.iobloggo.com

 

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