La pagliacciata delle auto blu


A cura di Arturo Casalati

Che fine hanno fatto i famosi tagli alle auto blu? Matteo Renzi li ha annunciati in pompa magna nel Giugno del 2014 come dimostrazione pratica e mirabolante della celebre “Spending Review”, ovvero la Revisione della spesa pubblica.
Per quei tagli il Governo Renzi ha adottato un apposito Decreto Legge, in quanto si è trattato di un provvedimento avente i requisiti di necessità e urgenza.
In base ai dati pubblicati pochi giorni fa dal quotidiano Il Messaggero, i famosi tagli alle auto blu, dopo sei mesi dall’approvazione del DL, non sono ancora cominciati. Di fatto il celebre, e celebrato, provvedimento è definitivamente finito nei cassetti dei sogni non realizzati.
Secondo il DL del Governo, al 31 Dicembre 2014, le auto blu avrebbero dovuto essere 93. In realtà, a tutt’oggi, sono 1.163. Quindi sono tuttora circolanti 1.070 auto blu che non dovrebbero più essere a carico dello Stato, ovvero sulle spalle di tutti noi. Ne consegue che, fino ad ora, le auto blu eliminate sono in totale 65. Sì, avete letto bene: sono 65 (in lettere sessantacinque).
Questi dati certi sono più che sufficienti per dimostrare che le promesse che Renzi ha fatto con tanta enfasi, e soprattutto a favore delle telecamere televisive di tutto il mondo, non sono state mantenute. Anzi, si può dire senza alcun dubbio che quella del taglio delle auto blu è stata sostanzialmente una pagliacciata.
Nel DL del Governo, approvato nel Giugno del 2014, c’è scritto che le amministrazioni competenti avrebbero dovuto avviare i tagli delle auto blu “a partire dal novantesimo giorno dalla sua approvazione e senza aspettare i decreti attuativi”. Quindi i Ministeri avrebbero dovuto eliminarle a partire dal
Settembre del 2014.
I solerti Ministeri, invece, hanno deciso di “aspettare”, senza alcuna fretta,
che il Ministero del Tesoro esaminasse il Decreto attuativo per verificare che i tagli fossero proporzionali al numero dei propri dipendenti.
Poi la palla è passata alla Corte dei Conti, per verificare che i conti fossero in ordine. Ma, guarda caso, il provvedimento si è arenato nei cassetti della Corte e da lì non è più uscito.
Stando così le cose è inevitabile fare una considerazione e porre una domanda.
È certo che prendere per i fondelli le persone è facilissimo, chiunque può farlo. Ma perché gli italiani sono sempre così disponibili a farsi prendere per i fondelli da qualsiasi ciarlatano che ha la faccia tosta di presentarsi in televisione?
A voi la risposta.

Arturo Casalati

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