La notte della Sirena


favoleFavole raccolte, curate e riadattate da Simone

C’era una volta un giovane nell’isola di creta la cui gioia più grande era starsene seduto sulla riva del mare, solo soletto, a suonare la lira.
La musica che traeva dalle sue corde era così dolce che perfino il mare sembrava placarsi e venire in un sussurro sulla spiaggia ad ascoltare. In un giorno d’estate, mentre stava seduto presso l’acqua azzurra e tranquilla, venne su dal profondo una Sirena. Si posò su una e ascoltò per un momento con le labbra dischiuse e gli occhi lucenti, poi scivolò giù dalle onde, per ritornare ben presto con un intero gruppo di Sirene che ascoltarono con lei quella musica meravigliosa.
Ritornarono un giorno dopo l’altro e il giovane soleva star seduto con le Sirene attorno suonando meglio che poteva. Quando venne l’inverno e il mare si fece scuro e violento le Sirene lo condussero in una grotta, dove non potava entrare né il vento né il freddo, in modo che potesse suonare tranquillamente per loro. Col passare del tempo il giovane si innamorò della Sirena che lo aveva trovato per prima e cercò di farsi riamare da lei. Ma quando le parlava del suo amore essa scuoteva la testa e si tuffava tra le onde.
Le cose arrivarono a tal punto che la vita non gli parve più degna di essere vissuta senza di lei e sentì che sarebbe morto se non avesse conquistato la Sirena del suo cuore.
Salì dunque su una grande montagna in mezzo all’isola, per far visita ad una saggia donna che viveva lì, in un antro. Le raccontò la sua storia e la donna gli disse:
– Devi aspettare fino al momento in cui la notte comincia a diventare giorno, ma prima che il gallo canti. Allora prendi la tua amata per i capelli e trattienila, qualunque cosa accada, fino a quando i galli non avranno cantato e non si sarà fatto giorno. Qualunque forma essa prenda, non lasciarla andare, o la perderai per sempre.
Il giovane ritornò sulla spiaggia e si sedette all’ingresso della grotta, proprio mentre il sole tramontava e cominciò a suonare come solo lui sapeva. Ben presto arrivarono le Sirene a nuoto sulle onde oscure per sedersi sulla roccia intorno a lui e ascoltare come incantate la sua musica. Venne con loro anche la bella Sirena e sedette non lontano da lui, con il mento appoggiato alla mano e gli occhi pieni di gioia e ammirazione. Il ragazzo suonò per tutta la notte finchè la luna tramontò e il cielo, a Oriente, cominciò a brillare della nuova luce del giorno. Tutto era silenzioso e calmo, ma egli sapeva che non mancava molto al canto del gallo. Lasciò cadere tutto ad un tratto la lira e afferrò la Sirena del suo cuore per le lunghe trecce d’oro.
– Ti amo – le gridò – e non ti lascerò fino a quando non avrai promesso di diventare mia moglie!
In un baleno le altre Sirene scivolarono giù tra le onde ed egli rimase con la sua amata. Ma questa, vedendo che non riusciva a liberare i capelli dalle sue mani, si cambiò improvvisamente in un cane che lo mordeva e lo addentava selvaggiamente.
Egli tenne lo stesso la presa, e il cane divenne un serpente sibilante e dopo un cammello robusto che tirava calci e mordeva. Ma continuò a tenerla ben salda, anche quando ad estremo tentativo si trasformò in fuoco tra le sue mani.
All’improvviso il gallo cantò e in un momento al Sirena riprese il suo gentile aspetto, mise la mano nelal sua, lo guardò con occhi pieni di amore e si fece condurre nel villaggio dove si sposarono lo stesso giorno.
Misero su casa insieme e vissero felici per più di un anno finchè venne al mondo un bel bambino.
Dal giorno delle nozze però la Sirena non pronunciò una sola parola e il giovane se ne accorò sempre di più, al punto che ogni cosa al mondo apparve priva di valore ai suoi occhi se non fosse riuscito a far parlare sua moglie.
Si recò dalla saggia donna in cerca di un incantesimo, ed essa gli indicò una sola via che egli si risolse a seguire un giorno in cui si sentiva più infelice che mai.
Ritornato a casa, accese il forno e quando fu caldo, prese il bimbo per le braccia dicendo:
– Se non parli butto il bimbo nel fuoco – e si piegò come per metterlo nei carboni ardenti.
Allora la moglie Sirena balzò su gridando:
– Lascia stare mio figlio, malvagio incantatore !
E così dicendo afferrò il bambino e sparì in un baleno. Ritornò in mare, ma le Sirene non la vollero tra loro dal momento che no era più una fanciulla; così andò a vivere in una sorgente d’acqua presso un laghetto profondo, non lontano dalla grotta dove le Sirene erano venute ad ascoltare la musica meravigliosa.
Lì rimase e il giovane non potè più farla ritornare a casa,
Solo una volta l’anno riesce a vederla nel profondo della sorgente, laddove l’acqua è più pura, sempre giovane e bellissima.
E là potete vederla anche voi, se mai vi capita di visitare la bella isola di Creta e di passare presso il laghetto e la sorgente proprio il giorno dell’anno in cui essa, la più dolce delle Sirene, è visibile agli occhi degli Uomini.

Simone
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