Cinema: La guerra dei cafoni


Recensione film “La guerra dei cafoni” di Davide Barletti, Lorenzo Conte

DUE BANDE RIVALI TRA PUGLIA E MITO
Se dal titolo viene in mente “La guerra dei bottoni” di Pergaud sulle due bande di ragazzini attratti seriamente da offese, vessazioni, prigionia e violenze da infliggere al nemico, non è sbagliato. Incorniciata una scena ancestrale sul diritto del più forte, dove Santamaria ha un carneo nei panni di un possidente dell’antichità greca, questa è la storia di due bande rivali di adolescenti, i cafoni e i signori, in combattimento ogni estate tra acquitrini e marine selvatiche di Puglia. Dal romanzo di Carlo Damicis (Minimum Fax) i registi dell’apprezato “Fine pena mai” si inoltrano nella difficile ricerca di equilibrio tra avventura modello “Il signore delle mosche”, epica e mito in uno scorcio regionale (uso del dialetto) da terra atavica. Cinema off coraggioso prodotto dall’Amedeo Pagani di Angelopoulos.

Silvio Danese

Titolo originale: La guerra dei cafoni
Nazione: Italia
Anno: 2017
Genere: Commedia
Durata: 97′
Regia: Davide Barletti, Lorenzo Conte
Cast: Pasquale Patruno, Letizia Pia Cartolaro, Donato Paterno, Angelo Pignatelli, Alice Azzariti, Piero Dioniso, Angelo Cucinelli, Pierpaolo Donno, Claudio Santamaria, Ernesto Mahieux

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