Pagina69: La Coreografia del dubbio di Fausto Rampazzo


La Coreografia del dubbio
pagina 69

…dice “Lascia, li prendo io”, e poi si mette a ridere cercando lo sguardo del padre, alle prese con il nuovo piano a induzione. “Finalmente!” la madre non riesce a crederci. “Finalmente! Ma ti rendi conto di quanto sei più bella, ed elegante, vestita in questo modo? Non dico sempre, ma… sembri anche più grande.”
Si metterebbe a piangere. Con la coda dell’occhio, il padre si è gustato la figura che, con garbo, sistemava posate e calici. Tanto durerà poco, ha pensato. Ma proprio per questo non ha voluto perdersi niente. Si è avvicinato alla sedia e l’ha scostata dal tavolo per far posto all’inedita versione della figlia sorridente e vanitosa. “Prego, signorina, si accomodi. Gradisce un po’ di vino?”
E per tutta la cena ha continuato a godersi l’espressione rilassata di Nicole e la sua nuova disposizione a parlare — non di cose personali, naturalmente — e a commentare la bontà dei noodles alle verdure e la decisione di trasformare il proprio abbigliamento. “Si, niente più maglioni e jeans bucati.”, “Ma no, perché?”, “No, niente di particolare. Mi ero stancata.” La figlia era diventata improvvisamente gentile nei modi e accurata nel lessico, oltre che nell’abbigliamento. Ha continu-ato a tenerla d’occhio. Mangiando i noodles, poi il pollo al-l’ananas, poi una millefoglie alle fragole. Ma più la moglie sembrava contenta, soddisfatta, più la figlia si mostrava sorri-dente e disponibile, più avvertiva un senso di ansia. Il mezzo bicchiere di whisky con cui ha concluso la cena è stato provvi-denziale. Nicole era già in camera, la moglie in bagno. Si è quasi precipitato davanti alla porta della figlia. Ha bussato. Ha aperto senza aspettare il permesso.
“E Nikita, vero?”

69

 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.