La conquista della felicità di Bertrand Russell


La conquista della felicità
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più comune di coloro che sono stanchi perché de¬vono sottoporsi a un lavoro indefesso per vivere. In simili casi la stanchezza è dovuta per lo più alla mancanza di serenità, e la mancanza di serenità può essere prevenuta con una migliore filosofia della vita e un po’ più di disciplina mentale. Gli uo-mini e le donne sono per la maggior parte difficilmente capaci di controllo sui loro pensieri. Voglio dire con questo che non sono capaci di smettere di pensare a cose preoccupanti nei momenti in cui nulla si può fare per cercare di risolverle. Gli uomini si portano a letto le loro preoccupazioni, e nelle ore notturne, quando dovrebbero ricuperare nuove energie per affrontare i fastidi del giorno seguente, continuano a rimuginare problemi per i quali al momento non possono fare nulla, considerandoli non con quella lucidità atta a suggerire loro una sana linea di condotta per il giorno dopo, ma in preda a quell’irragionevole agitazione mentale che, nelle ore di insonnia, intorbidisce il cervello. Al mattino, un rimasuglio della pazzia notturna è ancora in loro, annebbiando la loro facoltà di giudizio, guastando il loro umore, e rendendo esasperante qualsiasi contrattempo. L’uomo saggio medita sui suoi crucci soltanto quando è di qualche utilità il farlo; in altri momenti pensa ad altre cose o, se è notte, a niente. Non intendo dire che, di fronte ad una grande crisi, ad esempio quando la rovina è imminente, o quando un uomo ha ragione di sospettare che sua moglie lo tradisca, sia possibile, eccetto che a poche menti eccezionalmente disciplinate, relegare in un canto la propria preoccupazione nei momenti in cui nulla si può fare per

Titolo: La conquista della felicità
Autore: Bertrand Russell
Traduttore: Pozzo Galeazzi G.
Prezzo: € 9.00
Editore: TEA
Collana: Saggistica TEA
Data di Pubblicazione: Ottobre 2003
ISBN: 8850204698
ISBN-13: 9788850204694
Pagine: 229
Reparto: Filosofia > Storia della filosofia occidentale > Contemporanea

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