KEITH JARRETT – No End


A cura di Giuseppe Maggioli

KEITH JARRETT – No End – (Ecm Records)
Disco datato o autentico gioiello (incompreso?). Keith Jarrett (1945) jazzista, pianista e mostro sacro della musica contempranea, nel lontano 1986 decide di accantonare momentaneamente il piano a favore di chitarre elettriche distorte o arpeggiate, percussioni, tablas e sassofoni suonati tutti da lui stesso con un gioco di tensioni e distensioni. Ne viene fuori uno sviluppo musicale a tratti affascinante e inconsueto, per certi versi leggermente confuso. C’è da dire che in questo sontuoso lavoro (2 cd e ben 20 pezzi) dentro c’è del genio assoluto, un incrocio di jazz moderno, etno-funk, afroamerica, avanguardia colta e un distratto minimalismo che cattura. Sicuramente l’Ecm bocciò l’opera come una mastodontica messainscena, ora dopo ventisette lunghi anni hanno deciso di comune accordo di far uscire un ‘progetto’ assolutamente spiazzante con pezzi senza confini musicali e astrattismo sonoro che disorienta i più aristocratici fans di Jarrett abituati a leziose dominanti acustiche. Quì il personaggio, ora maturo, che in passato da giovane era passato nella ‘palestra’ di Miles Davis (primi anni settanta) fuoriesce in tutta la sua bellezza come il primo sole che ci coglie in primavera dopo un lungo inverno. Post moderno e inaspettato.

Giuseppe Maggioli

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