KEITH JARRETT – Hamburg ’72


A cura di Giuseppe Maggioli

KEITH JARRETT – Hamburg ’72 – (Ecm Records).
Probabilmente il pianista jazz più importante degli ultimi anni quarantanni, Keith Jarrett (piano, flute, percussion, soprano saxophone) si inserisce alla perfezione in un contesto di musica colta, di jazz moderno e molto altro. Un giovanissimo artista con i capelli afro (stile Combo) lo troviamo quì in questo live registrato nel Giugno del ’72 ad Hamburg, in pieno fermento funk e Black Panthers – la storica organizzazione rivoluzionaria – in ottima forma e con un dichiarato intento. Stupire! L’ex davisiano veniva da un periodo burrasco ma estroso proprio nelle fila del divino Miles che lo aveva accolto nel suo gruppo, solo a patto di suonare le tastiere elettriche. In questa performance c’è la costruzione di una linea di demarcazione verso un’assoluta perfezione stilistica, tessendo fili sottili ma emancipati da tutto quello che succedeva intorno. Sei brani eseguiti alla prefezione con il ‘magico’ contributo di Charlie Haden (double bass) e Paul Motian (drums) capaci di esaltare ogni piccola variazione sonora, tra neo jazz, etnicismi vari e un minimalismo raffinato con dentro intuizioni memorabili (Everything That Lives Laments) che vede Jarrett cimentarsi al flauto in una odissea di suoni e colori. Si susseguono Take Me Back e Ranbow (con uno splendido Charlie Haden ad improvvisare su ogni segmento) e una lunga Song For Che carica di idee creative, stimoli caldi e un jazz contemporaneo che nel ’72 incominciava a diffondersi quotidianamente. Perfetto!

Giuseppe Maggioli


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