Josè Saramago, Il vangelo secondo Gesù Cristo
Citazioni tratte da: Il vangelo secondo Gesù Cristo
Su questo luogo chiamato Golgota molti hanno avuto lo stesso fatale destino, e tanti altri lo avranno, ma quest’uomo nudo, inchiodato piedi e mani a una croce, figlio di Giuseppe e Maria, di nome Gesù, e l’unico cui il futuro concederà l’onore dell’iniziale maiuscola, gli altri non saranno che crocifissi minori. E lui, in fondo, l’uomo verso cui volgono lo sguardo Giuseppe di Arimatea e Maria Maddalena, lui che fa piangere il sole e la luna, lui che poco fa ha lodato il Buon Ladrone e disprezzato il Cattivo perche non ha capito che non c’e alcuna differenza tra l’uno e l’altro o, se differenza c’e, non e quella, che il Bene e il Male non esistono in se stessi, ciascuno di essi e solo l’assenza dell’altro.
in fin dei conti il pensiero, lo hanno già detto altri, o forse anch’io, e come un grosso gomitolo di filo arrotolato su se stesso, lento in alcuni punti, in altri stretto fino alla soffocazione e allo strangolamento, e qui, dentro la testa, ma e impossibile conoscerne tutta l’estensione, bisognerebbe srotolarlo, ten-derlo e infine misurarlo, ma questo, per quanto lo si tenti, o si finga di tentarlo, non si può fare da soli, senza aiuto, dev’esserci qualcuno che un giorno venga a dirti dove ta-gliare il cordone che lega l’uomo al suo ombelico, dove le-gare il pensiero alla sua causa.
In verità, in verità vi dico che molte cose di questo mondo si potrebbero conoscere prima che ne accadono altre che ne sono frutto, se marito e moglie fossero soliti parlarsi l’un l’altra come tali.
Mille volte l’esperienza ha dimostrato, pure con gente non particolarmente incline alla riflessione, che la maniera migliore di arrivare a una buona idea e quella di lasciare libera il pensiero secondo le proprie inclinazioni, seppur sorvegliandolo con un’attenzione apparentemente distratta, quasi fingendo di pensare ad altro, e d’improvviso lo si j coglie alla sprovvista, balzando come una tigre sulla preda.
Sono cose che non si riescono a spiegare, come mai, tutti fatti come siamo delle stesse umanissime materie, questa crne, queste ossa, questo sangue, questa pelle e questo sorriso, questo sudore e queste lacrime, alcuni poi vengano fuori codardi e altri impavidi, chi uomo di guerra e chi di pace, per portare un esempio, quanto e servito per fare un Giuseppe e stato utilizzato anche per creare un Giuda, e mentre questi, figlio di suo padre e padre dei suoi figli, seguendo l’esempio dell’uno e dando un esempio agli altri, ha abbandonato la tranquillità per andare a difendere in battaglia i diritti di Dio, Giuseppe il falegname se ne rimasto a casa, con i suoi nove figli piccoli e la loro madre, aggrappato al suo bancone e alla necessita di guadagnarsi il pane oggi, che il domani chissà a chi appartiene, qualcuno dice a Dio, un’ipotesi buona quanto un’altra, e cioè che non appartenga a nessuno e che tutto, l’ieri, l’oggi e il domani, altro non siano che diversi nomi dell’illusione.
Il tempo non è una corda che si può misurare a nodi, il tempo è una superficie obliqua e oscillante che solo la memoria riesce a far muovere e avvicinare.
Questa faccenda del mentire e del dire la verità è una lunga storia, è meglio non azzardare giudizi morali assoluti perché, se daremo abbastanza tempo al tempo, arriverà sempre il giorno in cui la verità diventerà menzogna e la menzogna si trasformerà in verità.
In primo luogo perché, come non è più un segreto per nessuno, ogni uomo è un mondo, sia per le vie del trascendente sia per i cammini dell’immanente, e in secondo luogo perché questa terra è sempre stata diversa dalle altre, basti vedere la quantità di gente di alta, media o bassa condizione che l’ha sempre percorsa predicando o profetizzando, a cominciare da Isaia, e via via fino a Malachia, nobili, sacerdoti, pastori, di tutto un po’, per cui conviene essere prudenti nell’esprimere opinioni…
Un ragazzino che guarda le cose avvolto in una coperta e con una bisaccia ai piedi, e tutto il mondo, vicino e lontano, sospeso, in attesa. Non è possibile, si è già mosso, l’istante è arrivato ed è passato, il tempo ci porta fin dove s’inventa una memoria, era così oppure no, è tutto come noi diremo che è stato.
La colpa è un lupo che mangia il figlio dopo aver divorato il padre, Quel lupo di cui parli ha già sbranato mio padre, Allora non resta altro che divori te, E tu, in vita tua, sei stato mangiato o divorato, Non solo mangiato e divorato, ma anche vomitato.
Che cos’è la verità. Allora tacerà fino a oggi.
I pensieri sono quelli che sono, ombre passeggere, e non sono buoni o cattivi in se stessi, contano soltanto le azioni
L’occasione può sempre creare una necessità, ma se la necessità è impellente, dovrà essere questa a creare l’occasione.
Le parole degli uomini sono come ombre, e le ombre non potrebbero mai spiegare la luce, fra le ombre e la luce c’è, e si frappone, il corpo opaco che le genera.
Perché, Perché il bene che io sono non esisterebbe senza il male che sei tu, un bene che dovesse esistere senza di te sarebbe talmente inconcepibile che neppure io riesco a immaginarlo, insomma, se tu finisci, finisco anch’io, perché io sia il bene, è necessario che tu continui a essere il male, se il Diavolo non sussiste come Diavolo, Dio non esiste come Dio, la morte di uno sarebbe la morte dell’altro…
…i peccati ti tormentano sotto ciò che si vede, non sono la gamba zoppa o il braccio monco, non è la lebbra esterna, ma quella interiore.















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