Jeffrey Eugenides – Middlesex


A cura di Anifares

Ho finito di leggere “Middlesex” di Jeffrey Eugenides e mentre chiudo il libro penso “Credevo di non farcela”, eh si devo essere sincera è stata una sudata arrivare alla fine. Ma prima la storia: il romanzo inizia in un piccolo villaggio greco, dove i fratelli Lefty e Desdemona s’innamorano (già qua facevo fatica… ma speravo nelle altre pagine). I due sono costretti ad emigrare negli Stati Uniti a causa della guerra del 1922 fra Greci e Turchi e vanno a Detroit dove vive una loro cugina con suo marito. I due sposi/fratelli hanno un figlio, Milton, il quale sposerà la figlia della cugina (altro che soap opera qua si sposano tutti tra loro). I due, che sono comunque imparentati fra loro, avranno due figli. “Chapter Eleven” è un ragazzo normale, mentre Calliope (detta Callie e successivamente Cal) è invece un ermafrodito (e qui ho pensato che Almodovar potrebbe fargli un film… allegria), ma non lo scoprirà nessuno per molto tempo e perciò crescerà come una ragazza (40 pagine solo sul desiderato arrivo delle metruazioni… uffa). Dopo un incidente, si scopre che Callie è un ermafrodito e viene trasferita in una clinica di New York (finalmente dopo 300 pagine un po’ di serio movimento), dove viene sottoposta ad una serie di esami. Venuta a saper di dover subire un’operazione per la riassegnazione dell’identità sessuale, Callie scappa dalla clinica e assume l’identità maschile di Cal. Cal attraversa il paese e giunge a San Francisco, dove diventa l’attrazione di uno spettacolo (queste 100 pagine poteva anche non scriverle insomma il fenomeno da baraccone non ci voleva), ma il locale dove Cal lavora viene perquisito dalla polizia, ed essendo Cal minorenne viene rispedita a casa dove la nonna Desdemona confessa alla nipote (questa è la parte meno pallosa del libro) che lei e Lefty erano fratelli. Cal promette di mantenere il segreto, finché lei vivrà (olè è finito). Questa è la storia abbastanza originale sembrerebbe, un ermafrodito che attraversa la storia americana, c’è la saga della famiglia greca, la nonna con la sua forte fede (ma che si sposa il fratello) e con la sua scatola di bachi da seta, Detroit, H. Ford, Kissinger, Nixon insomma tutto ma il libro è semplicemente “palloso”. Giravo le pagine con la speranza che decollasse la narrazione, a qualche punto del libro è successo ma poi calma piatta. Calliope continuava il suo racconto della famiglia e delle sue mancate mestruazioni con il solito ritmo e sempre lì la nonna con la sua scatola di bachi da seta (a metà del libro mi auguravo che sta’ cacchio di scatola si perdeva o prendeva fuoco per magia). Il libro ha vinto il premio Pulitzer nel 2003 e anche se Jonathan Franzen (scrittore americano… ma si sa io scrivo bene su di te e tu scrivi bene su di me… quindi nessuna novità)  dice “Jeffrey Eugenides è un grande talento e Middlesex vi conquisterà” ebbene caro Jonathan quando lo letto il libro mi sentivo come un marines che si esercita nel fango (ho reso l’idea), ma siccome credo che un genio può anche non compiere un capolavoro (ogni tanto) leggerò anche “Le Vergini Suicide” sempre scritte da Eugenides

Titolo: Middlesex
Autore: Jeffrey Eugenides
Editore: Mondadori
Prezzo: € 11.00
Collana: Oscar contemporanea
Data di Pubblicazione: Gennaio 2009
ISBN: 880458436X
ISBN-13: 9788804584360
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

Jeffrey Eugenides (Detroit, 18 marzo 1960) è uno scrittore statunitense di origine greca. Si è laureato alla Brown University nel 1983 e ha un master in Scrittura Creativa della Standford University. Eugenides vive con la sua famiglia a Berlino in Germania. Sposato con l’artista Karen Yamauchi, è riluttante ad apparire in pubblico e a rivelare dettagli della sua vita privata. Figura nell’elenco dei compilatori dei lemmi del Futuro dizionario d’America (The Future Dictionary of America, 2005).

Anifares

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