Jeanette Winterson: Scritto sul corpo


Citazioni tratte da: Scritto sul corpo

Perché è la perdita a misurare l’amore?

Dicesti: «Ti amo» Com’è che la cosa meno originale che sappiamo dirci è tuttavia la sola cosa che desideriamo sentire? “Ti amo” è sempre una citazione.

…credevo che fossero promesse scolpite su pietre preziose.

Pensai: mi meriterei proprio che chiamasse la polizia. Ma non la chiamerà, prenderà dalla vetrina di cristallo un revolver col manico di madreperla e mi sparerà dritto al cuore. Nel corso dell’autopsia troveranno un cuore ingrossato, ma niente palle.

Non desideravo solo la carne di Louise, desideravo le sue ossa, il suo sangue, i suoi tessuti, i tendini che la tenevano insieme. L’avrei tenuta stretta a me anche quando il tempo avesse cambiato il colore e la consistenza della sua pelle. L’avrei tenuta stretta per milioni di anni finché lo scheletro fosse diventato polvere. Chi sei tu che mi fai provare queste sensazioni?

Sentendo il calore delle sue mani pensai: è il fuoco che sfida il sole. Qui mi riscalderò, mi nutrirò, troverò conforto. Mi aggrapperò a questa pulsazione obliando ogni altro ritmo. Il mondo andrà avanti e indietro in balia della marea del giorno ma non qui nelle sue mani, con il suo futuro fra le sue palme.

L’energia non si perde, si trasforma; dove vanno le parole?

Le cose sono cambiate, che frase del cazzo, io ho cambiato le cose. Le cose non cambiano, non sono come le stagioni che passano, giorno dopo giorno. La gente cambia le cose. Si è vittime del cambiamento, non vittime delle cose. Perché mi faccio complice di questo uso scorretto del linguaggio?

Soltanto mezzo centimetro di vetro mi separa da un mondo silenzioso dove non esisto.

Inarca il suo corpo come un gatto che si stira. Strofina la fica sulla mia faccia come una puledra contro lo steccato. Ha l’odore del mare. Ha l’odore di quel pozzo d’acqua fra le rocce delle mia infanzia. C’è dentro una stella marina. Mi acquatto per assaporare il sale, faccio scorrere le dita intorno al bordo. Si apre e si chiude come un anemone marino. Ogni giorno si riempie con nuove ondate di desiderio.

Quando dico «ti sarò fedele» sto delimitando un territorio tranquillo, fuori dalla portata dei desideri altrui. Nessuno può dettar legge all’amore; non gli si possono dare ordini e non lo si può rimettere in riga con le lusinghe. L’amore appartiene a se stesso, sordo alle suppliche e irremovibile di fronte alla violenza. L’amore non è qualcosa di negoziabile. L’amore è la sola cosa più forte del desiderio e l’unica vera ragione per resistere alle tentazioni.

Il tuo codice Morse intralcia il battito del mio cuore. Avevo un cuore sano prima di incontrarti, potevo contare su di lui, era stato in prima linea ed era diventato forte. E adesso alteri il suo incedere con il tuo ritmo, lo suoni per me, pizzicandomi come una corda di violino.

Lo zoo di notte è il più triste dei luoghi. Dietro le sbarre, lontano dagli occhi che vivisezionano, gli animali ululano, una specie separata dall’altra, conoscendo per istinto la mappa dell’appartenenza. Preferirebbero affrontare il predatore e la preda che non vivere in questa incolumità aliena. Le loro orecchie, più potenti di quelle dei loro custodi, colgono i rumori delle macchine e dei fast-food aperti fino a tarda ora. Sentono tutti i rumori angosciati degli umani. Quello che non sentono è il fruscio del sottobosco e lo scoppiettare del fuoco. I rumori dell’uccisione. Il ruggire del fiume che rimbomba contro grida strozzate. Aguzzano le orecchie finché le orecchie non diventano delle lamine, ma i rumori che cercano sono troppo lontani.
Vorrei sentire ancora la tua voce.

La mia amata è un olivo le cui radici crescono vicino al mare. Il suo frutto è aspro e verde. E’ una gioia per me arrivare al nocciolo. Il piccolo nocciolo, duro al contatto con la lingua. Il nocciolo rivestito da una polpa spessa e da vene salate.

«Ti passerà…» sono i cliché che creano problemi. Perdere qualcuno che ami significa la vita che cambia per sempre. Non ci si passa sopra, perché si tratta della persona che abbiamo amato. Il dolore finisce, ci saranno altre persone, ma il vuoto non viene mai colmato. Come potrebbe? L’unicità di qualcuno che è stato così importante che lo rimpiangiamo non viene annullata dalla morte. Il buco che ho nel cuore ha la tua forma, e nessun altro può colmarlo del tutto. Perché dovrei desiderare che lo faccia?

Le contrazioni allo stomaco passano, e così il dolore sordo che mi scuoteva. Qualche volta penso a te e ho un senso di vertigine. Il ricordo mi fa girare la testa, come una sbronza di champagne. Tutte le cose che abbiamo fatto. Se qualcuno mi avesse detto che questo era il prezzo da pagare, avrei accettato. E mi sorprende che insieme al dolore e alla confusione giunga la folgore del riconoscimento. Ne valeva la pena. L’amore ne vale la pena.

Il corpo e la mente sanno come sfuggire a ciò che è troppo doloroso gestire. Come gli ustionati raggiungono una soglia massima di dolore, così chi è ferito nei sentimenti scopre che il dolore è un’altura dalla quale per un po’ può osservarsi.

La scelta della solitudine era come il piacere di camminare sotto la neve con un cappotto caldo. Chi vorrebbe camminare nudo sotto la neve?

Titolo: Scritto sul corpo
Autore: Jeanette Winterson
Editore: Mondadori
Prezzo: € 9.50
Collana: Piccola biblioteca oscar
Edizione: 8
Data di Pubblicazione: Gennaio 2000
ISBN: 880448019X
ISBN-13: 9788804480198
Pagine: 210
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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