Jean Paul Sartre – Pensare l’arte
A cura di Arturo Carlo Quintavalle
Titolo: Pensare l’arte
Autore: Sartre Jean-Paul
Curato da: Marcarino F.
Editore: Marinotti
Prezzo: € 22.00
Data di Pubblicazione: 2008
Collana: Sartriana
ISBN: 8882730913
ISBN-13: 9788882730918
Pagine: 213
Reparto: Metafisica
Scultura e letteratura: le contaminazioni di Sartre
Sartre avrebbe voluto scrivere un’estetica integrando alla letteratura le altre arti ma non l’ha mai fatto; restano diversi saggi (1949-1981) riuniti in volume e prefati da Michel Sicard. “E’ da tremila anni che si scolpiscono solo cadaveri… quel popolo dei musei, quel popolo rigido, dagli occhi bianchi, mente” scrive Sartre e contrappone la scultura tradizionale a Giacometti “Mai la materia fu meno esterna, più fragile, più vicina ad essere umana. La materia di Giacometti, questa strana farina che forma un nuvolo di polvere, seppellisce lentamente il suo atelier, scivola sotto le unghie e nelle rughe profonde del suo viso, è polvere di spazio”. Lo scultore blocca le figure entro un reticolo che le fissa, le assottiglia, le scava, sono come alberi “personaggi immobili che si parlano”. All’opposto ecco i Mobiles di Calder: “Sono risonatori, trappole, pendono alla estremità di uno spago come un ragno al termine del suo filo… falsamente addormentati, un soffio d’aria vagabondo, vi rimane imprigionato, subito li anima… un Mobile è nato”. Sartre vuole capire l’arte del suo tempo, da Picasso in poi, si interessa alle scritture automatiche, quelle di Masson ad esempio, ma non le legge in chiave surrealista, si è allontanato infatti da Breton e dalle sue interpretazioni postfreudiane, se mai Sarte è colpito da concreto dramma del dipingere. Esemplare a questo proposito il saggio che pone a confronto Klee con Wols.
Note biografiche dell’autore:
(tratta da Wikipedia)
Jean-Paul Charles Aymard Sartre (Parigi, 21 giugno 1905 – 15 aprile 1980) è stato un filosofo, scrittore e drammaturgo francese.
Sartre è stato uno dei massimi esponenti dell’esistenzialismo e uno studioso le cui idee sono sempre state ispirate a un pensiero politico orientato verso la sinistra internazionale (negli anni della guerra fredda sostenne le ragioni dell’allora Unione Sovietica, pur criticandone la politica in diversi suoi scritti). Ha diviso con Simone de Beauvoir – conosciuta nel 1929 all’École Normale Supérieure – la propria vita sentimentale e professionale.
Nel 1964 fu insignito del Premio Nobel per la letteratura, che però rifiutò: “Non voglio essere letto perché Nobel ma solo se il mio lavoro lo merita. E poi, quale tribunale può giudicare la mia opera?” Nel 1945 aveva già rifiutato la Legion d’onore e in seguito la cattedra al Collège de France.
Morì nel 1980 al culmine del successo, quando ormai era diventato icona della gioventù ribelle e anticonformista del dopoguerra. Si stima che al suo funerale presenziarono cinquantamila persone. È sepolto nel cimitero di Montparnasse a Parigi.
di Arturo Carlo Quintavalle
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