James Ellroy – American Tabloid


A cura di Anifares

“L’America non è mai stata innocente. Abbiamo perso la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto”
Questa è la frase con cui James Ellroy inizia il suo romanzo “American Tabloid”. “American Tabloid” è ambientato negli anni che vanno dal 1958, con la presa del potere da parte di Fidel Castro a Cuba, al 1963, l’anno dell’assassinio di Kennedy a Dallas ed è il primo romanzo della trilogia americana (il secondo è “Sei pezzi da mille”, il terzo non è stato ancora pubblicato).
Il libro descrive un America cinica che fa paura per quello che nasconde. Un’America nella quale campeggiano gli uomini del potere, da Jimmy Hoffa, capo del potentissimo sindacato dei trasportatori, legato agli ambienti della mafia italo-americana, a Edgar J.Hoover, l’uomo dell’FBI, fanatico anticomunista e nemico giurato della famiglia Kennedy, a Howard Hughes, editore miliardario sempre alla ricerca di notizie scandalistiche, fino ad arrivare, appunto, a John e Robert Kennedy, nel momento della loro scalata verso la Casa Bianca.
Attorno a loro, spesso manovrati da loro, in una cinica rincorsa al potere assoluto, si muovono e operano tutta una serie di personaggi che fanno parte del sottobosco più sordido della società americana: trafficanti di droga, mafiosi, agenti segreti doppiogiochisti, pronti a vendersi senza alcuno scrupolo al miglior offerente, esponenti del Ku Klux Klan collusi con la malavita organizzata, squillo d’alto bordo sempre disponibili per incastrare un personaggio famoso, assassini prezzolati ingaggiati dalla CIA per organizzare la resistenza degli esuli cubani, uomini politici senza morale e senza ideali alla ricerca del protettore giusto per garantir loro una carriera sicura….
La famiglia Kennedy viene letteralmente fatta a pezzi: il padre Joe, miliardario irlandese, arricchitosi grazie all’appoggio della mafia, che compra, sfruttando anche le vecchie amicizie, la Casa Bianca al figlio John, a sua volta donnaiolo impenitente e amorale, eletto per una manciata di voti grazie soprattutto agli appoggi da parte dei boss italo-americani, che, con il suo tacito assenso e con l’appoggio della CIA, progettano e organizzano il fallito sbarco alla Baia dei Porci per rovesciare il neonato regime castrista e riprendersi il controllo sui Casinò cubani e sul traffico di stupefacenti, al giovane Robert, diametralmente diverso dal fratello nella sua ossessione calvinista di combattere con tutti i mezzi l’influenza del crimine organizzato salvo poi chiudere gli occhi di fronte ai metodi e alle persone usate per combattere la sua battaglia.
Ellroy non è scrittore da poco. Scrittura ipercinetica e maniacale, ritmo martellante e irrinunciabile. Una schiettezza appuntita e veloce come una pallottola d’acciaio. La sua narrazione diventa il mezzo ideale per studiare un’intera società. Sì, James Ellroy appartiene a quella rara genia di scrittori americani che non ha paura di sporcarsi le mani e che nelle ossessioni della propria anima e della propria nazione ci sguazza come se fosse indispensabile fango vitale.
“American Tabloid” è semplicemente blasfemo e rappresenta, probabilmente, la migliore e più efficace risposta ai fautori del “secolo americano”, al tempo stesso “storia e leggenda” di un periodo storico, che ha posto le fondamenta dell’America di oggi.

Titolo: American Tabloid
Autore: James Ellroy
Editore: Mondadori
Prezzo: € 10.50
Collana: Oscar contemporanea
Data di Pubblicazione: Ottobre 2010
ISBN: 8804604905
ISBN-13: 9788804604907
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

James Ellroy Lee Earle Ellroy (Los Angeles, 4 marzo 1948) è uno scrittore statunitense. Nel 1958, sua madre, Geneva, fu uccisa a El Monte, dove lei e Ellroy si erano trasferiti tre anni prima dopo il divorzio dal padre, Armand. Il delitto irrisolto ed il regalo di compleanno di suo padre pochi mesi dopo, il libro The Badge di Jack Webb, che parla del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, sono stati due punti cruciali della sua vita. Un altro evento che ha segnato la sua vita è il famoso caso della “Dalia Nera”, un caso di omicidio rimasto irrisolto, avvenuto a poca distanza da dove il giovane Ellroy abitava. La vita di Ellroy è in realtà tutt’altro che tranquilla: all’età di 17 anni perde anche il padre. Ne approfitta per lasciare l’esercito, dove si era arruolato volontario e dà inizio ad un periodo in cui si dedica pesantemente all’uso di alcool e psicofarmaci. Alterna periodi di disoccupazione ad altri in cui lavora, ad esempio, come caddy in un circolo di golf. A causa delle sue abitudini sregolate, va per due volte vicino alla morte per polmonite. In seguito trova il modo di rimettersi in sesto e finalmente dare sfogo al desiderio impellente di scrivere un libro sulla Dalia Nera. Nasce così “The Black Dahlia” in cui l’autore mescola la storia vera con le proprie angosce e ossessioni derivanti dall’omicidio della madre. Ellroy vive a Carmel, California con sua moglie, Helen Knode, autrice del libro The Ticket Out.

Anifares

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