Recensioni: Ivano Liberati – Al di là della notte


Recensione libro “Al di là della notte. Il romanzo delle fosse Ardeatine” di Ivano Liberati

Il romanzo delle fosse Ardeatine
Era Marzo 1944, su Roma pioveva a dirotto e le tessere annonarie erano diventate insignificanti contenitori di bollini. Per chi voleva mangiare doveva andare al mercato nero e pagare dieci, venti volte di più dei prezzi originali.
A Roma in quell’inverno si rubava per fame, e tutto era Verboten: “Verboten portare la barba troppo lunga, Verboten camminare con un passo troppo svelto, Verboten portare pacchi sotto braccio o occhiali scuri, Verboten camminare su certi marciapiedi. Verboten perfino andare in bicicletta da quando si era scoperto che i partigiani le usavano per le loro azioni”.
Anna una delle protagoniste di questa storia troppo vera e poco romanzata, narra le sue avventure/disavventure, tra comparsate nel cinema – per sopravvivere – e pettegolezzi su attrici e registi del momento.
Si girava “Ossessione” il primo film che fuoriusciva dai rigidi schemi fascisti dei telefono bianchi “Il bianco del cinema per mascherare il grigio della vita”.
Anna, va in sposa a Mario un disertore che sopravvive sotto le mentite vesti di uno sfollato,  si aggrega a un’organizzazione spionistica , attività sconosciuta ad Anna, e  il suo compito è quello di trasmettere messaggi in codice agli alleati e a Badoglio. Per colpa di una spiata i componenti di questa organizzazione vengono presi, imprigionati torturati e malmenati per giorni.
Roma, Via Rasella, 23 marzo 1944: una bomba esplode improvvisamente colpendo un drappello di soldati SS. L’attentato, come verrà reso noto in seguito, è un avvertimento della Resistenza italiana contro gli invasori tedeschi. La rappresaglia nazista scatta immediatamente: per ogni tedesco ucciso pagheranno con la vita dieci italiani, scelti tra i detenuti politici e comuni di Regina Coeli e del carcere di via Tasso. È Herbert Kappler il comandante delle SS che compila la lista delle vittime
Il Comando tedesco, perciò, ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato dieci criminali comunisti-badogliani saranno fucilati. Quest’ordine è già stato eseguto. (Stefani)
Chi furono le vittime, quanto e dove avvenne il massacro non fu dato sapere, solo dopo mesi ci furono i primi sospetti sul lungo, qualcuno aveva visto qualcosa, un sacerdote salesiano che informò anche il vaticano. Nei mesi successivi un via vai discreto di parenti delle vittime si recano sul luogo a lasciare fiori foto o qualcosa che ricordasse quei prigionieri misteriosamente scomparsi, non hanno certezze che i loro famigliari siano sepolti sotto i cumoli di macerie.
In 4 giugno del 1944 le avanguardie della quinta armata americana entrano nella città per le vie principali è finalmente la liberazione.
Dopo alcune mesi si aprono le cave della via Ardeatina e iniziano i riconoscimenti delle vittime.
Ogni anno, il 25 Aprile, nella giornata della memoria Anna è sulla tomba dell’ignoto 122, per ricordare gli avvenimenti, nella Roma occupata dai nazisti.
“Chi per la Patria muor, vissuto è assai! Ebbene, se per la Patria io dovessi versare il mio sangue, se essa mi chiedesse il supremo olocausto, non indietreggerei. Non indietreggerò. Sono italiano e mi vanto di appartenere alla nazione più bella del mondo, a questa bella Italia così martoriata. Se non dobbiamo più rivederci, ricordate che avete avuto un figlio che ha dato sorridendo la sua vita per la Patria guardando in viso i carnefici!” (Domenico Ricci, tra le vittime delle Fosse Ardeative)
Avevo grandi aspettative per questo libro, ma in realtà ne sono rimasta delusa per come l’autore ha affrontato l’argomento. Ci sono avvenimenti trattati con troppa fretta e in qualche momento mal spiegato, mi immagino un lettore digiuno di storia che per comprendere alcuni momenti devono andare a ricercare l’accaduto. Forse quello che ha “castrato” un po’ il libro è stata la decisione di una narrazione tra il romanzo e il documentario, perché nel romanzo alcuni dialoghi sono scialbi e scontati, mentre la parte giornalistica, quella che riporta l’accaduto è di molto superiore. Liberati è un professionista nel raccontare la guerra, come inviato a potuto vedere con i proprio occhi la bruttezza della guerra e che purtroppo, ancora nel mondo esiste
Ma nonostante questa visione stilistica, sicuramente personale, e forse non condivisibile da altri, consiglio vivamente la lettura di “Al di là della notte” per non dimenticare.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Titolo: Al di là della notte. Il romanzo delle fosse Ardeatine
Autore: Ivano Liberati
Prezzo copertina: € 11.90
Editore: Edizioni LSWR
Collana: Cultura e società
Data di Pubblicazione: marzo 2017
EAN: 9788868955670
ISBN: 8868955679
Pagine: 208

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