Isabella Bossi Fedrigotti – Cari saluti


A cura di Renzo Montagnoli

Un altro bell’esercizio di stile
Non si può dire certo che lo stile narrativo di Isabella Bossi Fedrigotti sia ripetitivo, perché, come in Di buona famiglia, anche in questo Cari saluti c’è un’invenzione che caratterizza in modo estremamente incisivo la narrazione.
Infatti, per raccontare dell’improvvisa scomparsa di un uomo, che di fatto è sparito senza lasciare traccia, la scrittrice trentina fa parlare di lui sei personaggi, con un’impostazione quasi teatrale, attraverso dei veri e propri monologhi.
La tecnica è estremamente raffinata e la Fedrigotti ha fatto di tutto per rendere gradevole la lettura, riuscendoci in larga parte. Inoltre, quello che stupisce è la straordinaria capacità di analisi psicologica dei personaggi, dai cui racconti non emerge una verità univoca, bensì la verità come tale ritenuta da ognuno, sulla base delle sue conoscenze, delle esperienze maturate e della propria personalità.
E così, sebbene il personaggio principale sia lui, cioè lo scomparso, si viene a delineare un quadro di affetti non solo familiari che poco a poco ci può far comprendere i motivi che hanno indotto l’uomo ad andarsene, senza lasciare traccia, nemmeno un rigo alla famiglia o alla fidanzata.
In particolare emerge inquietante l’immagine di una famiglia i cui componenti sembrano lì per caso, fra i quali non corre un vero affetto, governata da una madre possessiva e al tempo stesso sempre incombente, chiusa in un’aridità di sentimenti che spegne ogni desiderio di vita.
E’ un vero e proprio inferno in cui i familiari sono contemporaneamente carnefici e vittime, rivelandosi poco a poco nella grettezza, nelle miserie umane che non riescono più a camuffare.
Se la narrazione procede come in un giallo, vi è da precisare però che differisce sensibilmente dai romanzi di questo genere; se l’improvvisa immotivata scomparsa di un uomo può dare luogo a una ridda di ipotesi e può costituire motivo di domande personali, di una vera e propria investigazione, qui non s’indaga sul fatti, ma sull’anima dei personaggi.
E il protagonista, sempre assente, farà una sua indiretta comparsa alla fine, dove, in un’appendice di sei pagine, sarà fatta luce sul mistero. Per quanto ovvio non fornirò anticipazioni della soluzione, perché verrebbe meno al lettore la tensione, palpabile, che cresce pagina dopo pagina.
Credo che non ci sia altro da dire, salvo la raccomandazione di leggere Cari saluti, perché lo merita.

Titolo: Cari saluti
Autore: Isabella Bossi Fedrigotti
Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Prezzo: € 14.98
Data di Pubblicazione: 2001
ISBN: 8817868361
ISBN-13: 9788817868365
Pagine: 194

Isabella Bossi Fedrigotti, nata a Rovereto da madre austriaca, è giornalista al Corriere della Sera. Con il romanzo Casa di guerra (1983) è stata finalista al Premio Strega e al Campiello. Il successo al Premio Campiello è arrivato nel 1991 con il terzo romanzo, il bestseller Di buona famiglia. Altri titoli sono Il catalogo delle amiche (Rizzoli, 1998), Cari saluti (Rizzoli, 2001), La valigia del signor Budischowsky (Rizzoli, 2003) e Il primo figlio (Rizzoli, 2008).

Renzo Montagnoli Sito

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