Mostra pittorica: Io non vivo in me ma fuori di Nicola Gardini


Io non vivo in me ma fuori
Oli e dipinti di Nicola Gardini
Frigoriferi Milanesi – via Piranesi, 10 Milano
vernissage 25 gennaio ore 18.30
26 gennaio dalle 19.00 – 27 e 28 gennaio 14.30-24.00

Lo scrittore Nicola Gardini torna ai Frigoriferi Milanesi con una mostra di dipinti e disegni dell’ultimo periodo: 50 opere a olio, su tela e su cartone, e 20 disegni a matita e inchiostro. La mostra si intitola Io non vivo in me ma fuori e si tiene ai Frigoriferi Milanesi (via Piranesi, 10) in concomitanza con la sesta edizione di “Writers” il 26 gennaio dalle 19 in avanti, il 27 e 28 gennaio dalle 14.30 alle 24.00. Ingresso Libero.
Gardini è noto per i romanzi La vita non vissuta 2015; Fauci, 2013; Le parole perdute di Amelia Lynd, Premio Viareggio 2012 (tutti editi da Feltrinelli), per il bestseller Viva il latino (Garzanti, 2016), per le sue traduzioni di poesia da varie lingue, oltre che per i suoi articoli su “7” e il “Corriere della sera”.
Tutte le opere in mostra sono esposte per la prima volta al pubblico, e danno una vivace dimostrazione degli intrecci che Gardini va costruendo tra scrittura letteraria e arte pittorica. I disegni esposti sono pubblicati nel libro di poesie per bambini, opera dello stesso Gardini, Il tempo è mezza mela, pubblicato da Salani e portato in libreria il 25 gennaio. Il dipinto “Hylas” è diventato la copertina del disco di Carlo Fava “Il maestro non c’è” (2017).
Il titolo della mostra – che riprende l’inizio di una poesia di Gardini – rinvia a un’idea di pittura come vita che guarda e gioisce nel guardare. Come scrive l’artista nella prefazione al catalogo: «La vita è immensa, imprendibile di per sé, ma si lascia cogliere in qualche momento riassuntivo, in cui la complessità si riduce, per chi osserva, a un rapporto elementare tra parti non ulteriormente suddivisibili, e il caso produce un ordine: l’uccello che incontra il proprio riflesso, i piedi della bambina che sfiorano il cielo, due persone che si aspettano… Sono momenti di emozione e di incanto, dove quello che il mondo mostra prende l’aspetto di qualcosa che la mente stessa di chi osserva crea. Insomma, sono momenti in cui la percezione si confonde con l’idea, e le più ovvie distinzioni tra oggetto e soggetto si vanificano. Ogni mio quadro cerca di rappresentare una percezione-idea, un incanto.»
I soggetti preferiti di Gardini sono l’acqua, gli alberi, i cieli, gli uccelli o altri animali, ma anche le persone ed espressioni minime della vita, come una foglia, un guscio, un uovo.
Gardini si ispira a luoghi e apparizioni che ha conosciuto e amato. Il suo figurativo non ha nulla di aneddotico o semplicemente descrittivo. «Uno vede un uccello sulla tela – avverte nell’introduzione – ma non è proprio un uccello quel che vede. Quell’uccello è parte di un rapporto, di un ‘quadro’, appunto. È il rapporto, alla fine, quel che conta, quel che uno vede veramente, e un rapporto il pittore lo può stabilire e rappresentare con la più ampia varietà di cose. Bastano due termini.»
Gardini, con la sua pittura, ragiona sul mutamento, sull’instabilità, sul tempo, ma anche su quei momenti di eternità che si colgono nel flusso incessante; sulla scoperta gioiosa di un’armonia che tutto e tutti avvicina.
La mostra è corredata da un libro-catalogo, con una prefazione dell’artista. Le fotografie dei dipinti esposti sono di Andrea Angelucci. La cura grafica è di Guglielmo Incerti Caselli (Studio ICG – Milano).

Per informazioni: TEL. 02 73983209
Sito personale dell’artista: www.nicolagardini.com

 

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