Non dare retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (Richard Bach).
(In)verso (Di)verso
Pesach “Passare Oltre”
Non avere paura dell’opposizione. Ricorda: un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento. Hamilton Mabie, Citato in “Passi verso la cima” Di Zig Ziglar.
The Edge of the Sea at Palavas
The Edge of the Sea at Palavas by Gustave Courbet is an oil on canvas (10-3/8 x 18-1/8 inches) that is housed in Musée Fabre, Montpellier, France.
Il viaggiatore è tornato a vedere il mare. Non si muove a caso, ma sa perfettamente ciò che cerca. Non è sorpreso da quello che vede ed è visibilmente ancora più forte di prima. Noi assistiamo alla felicità discreta e sobria di questo ritrovamento. Courbet ci da una grande lezione di vita “Questo è un momento di felicità” Il saluto di Coubert, al mare, è sublime. Un gesto che sembra dire: “Ti ho riconosciuto, ti adoro, ti onoro…e sono felice! ” Coubert ha celebrato un istante; lo ha mostrato dandogli forma con i suoi pennelli. E’ un po’ come facciamo noi, ogni volta, quando prendiamo coscienza dei nostri momenti di felicità e cerchiamo di verbalizzarli. C’è una frase magica, di quelle che inventano i bambini: “Questo momento è un istante di gioia“. Coscienza e, quindi, riconoscimento della felicità, accedendo ad una forma di eternità. Questa gioia, è vero, non sarà eterna. Ma rimarrà eternamente vera la consapevolezza di aver vissuto questo momento. Alcuni potranno dire: perché sforzarsi per provare gioia? Non rovinerà la sua essenza, immateriale e sfuggente? Perché aggiungere parole necessariamente maldestre e imprecise, a sensazioni così sottili e volateli? La risposta è semplice: Perché vivere non è solo mettersi alla prova ma anche creare il proprio mondo.
Tags: Emozioni, Notturno, Perle, Pittura, Riflessioni
Reader's Comments
Leave a Comment
Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell'io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io. [...] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altre individualità, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto. (luigi Pirandello)









A me questo dipinto piace molto, mi ricorda anche la pittura di Turner.
Mi piace molto anche il tuo testo.
Buona domenica, Katia
PS Mi dicono di inserire un indirizzo e-mail valido.
Io l’ho fatto, senza fare errori. Ora ne metto un altro.