Non dare retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (Richard Bach).
(In)verso (Di)verso
Pesach “Passare Oltre”
Non avere paura dell’opposizione. Ricorda: un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento. Hamilton Mabie, Citato in “Passi verso la cima” Di Zig Ziglar.
Reality trash, Channell 4 cerca malati terminali disposti a farsi mummificare
Dov’è finita la dignità e il rispetto per l’essere umano, in questo caso per la morte, o ancora meglio, per chi sa la data certa della propria fine. Mi sento offesa che pur di fare audiens si usi le sofferenze più profonde. Una vergogna.
di Marco Molendini
ROMA (12 gennaio) – Cospargiamoci il capo di cenere, noi che critichiamo i reality balneari, quelli chirurgici, l’aquario del Grande fratello per qualche litigio di troppo o qualche effusione amorosa, i talk impiccioni che frugano fra le lenzuola degli ospiti. Roba da dilettanti del degrado, da pischelli del trash. La tv ha rotto gli ormeggi, è andata oltre la fantasia, la decenza, il rispetto umano. La corsa al peggio è uno sport inarrestabile, fatto da chi ha il pelo alto una spanna su uno stomaco di ferro. Le ultime dal fronte della perversione televisiva iscrivono agli atti la pensata del britannico Channell 4, che pure è un canale dal pedigree illustre e dalle scivolate altrettanto clamorose (la trasmissione di una gentile autopsia dal vivo, le fasi di un suicidio assistito, un mago che si sottoponeva alla roulette russa). Ha lanciato un bando per la ricerca di un malato terminale disposto a farsi mummificare, naturalente sotto il fuoco delle telecamere. Per il morituro la gratificazione starebbe nel fatto che la procedura di mummificazione seguirà le nobili procedure degli antichi egizi (scoperte di recente da uno scienziato contemporaneo dopo millenni di segreto). E, per di più, il suo corpo sarà donato a un museo (suggeriamo con un cartello che spieghi che si tratta di una mummia televisiva).
Ma Channell 4 è capace di fare anche di meglio. La più spietata delle iniziative riguarda un gruppo di sei disabili (fra loro un cieco, un paralitico, una vittima del Talidomide), abbandonati su un’isola deserta (ma con le telecamere, ovviamente). Il programma si chiama Cast off (titolo gentile che sta per l’italiano Scartati) e racconta le peripezie di quei disgraziati abbandonati a se stessi, una sorta di Lost con l’handicap, che ha la sadica ambizione, a detta degli autori, di dimostrare che per un disabile la vita in un’isola deserta non è peggiore che in una metropoli moderna.
Crudeltà e sadismo sono attrazioni irresistibili per i cuochi della tv estrema. Il campionario delle bestialità è ampio oltrechè bizzarro. Come nel caso dell’americano The Chamber, coi concorrenti legati a un lettino e chiamati a rispondere a semplici quiz, mentre venivano sottoposti a getti d’acqua gelata, fiamme incandescenti e scosse elettriche. Copione più o meno simile per The Chair condotto dal tennista John McEnroe: il concorrente su una sedia da dentista deve rispondere a domande di cultura generale sffugendo alle sollecitazioni di lingue di fuoco che gli accarezzano il corpo oppure resistendo a un alligatore che gli sorride a pochi centimetri dalla faccia. Quanto a Fear Factor, per vincere 50 mila dollari, sei partecipanti hanno mangiato topi, insetti vivi, si sono immersi in una piscina piena di calamari putrefatti. Campione nel ramo della tv lugubre il britannico Non lasciare cadere la bara sulla vita di una famiglia che gestisce una ditta di onoranze funebri. Mentre in Francia il record è stato Family Xchange: gara fra genitori che si scambiano i figli.
Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.phpid=87421&sez=HOME_SPETTACOLO
Tags: cerca malati terminali, Channell 4, morte, mummificare, Reality trash, vita
Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell'io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io. [...] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altre individualità, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto. (luigi Pirandello)







