Non dare retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (Richard Bach).
(In)verso (Di)verso
Pesach “Passare Oltre”
Non avere paura dell’opposizione. Ricorda: un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento. Hamilton Mabie, Citato in “Passi verso la cima” Di Zig Ziglar.
Curarsi con un romanzo ecco i libri di pronto soccorso
Si chiama biblioterapia e funziona in molti casi. A crederci è Stéphanie Janicot, nata a Rennes nel 1967, romanziera e giornalista. Dunque non una terapeuta ma una signora che ci sa fare con la penna e che, soprattutto, ha usato la lettura come l’omeopatia e ha scritto un curioso manuale: 100 romanzi di Primo Soccorso per curare (quasi) tutto.
Siete una donna e ignorate il significato della parola “orgasmo”? Meglio comprenderne le cause invece di intossicarsi, magari con una manciata di antidepressivi. Si può allora cominciare a leggere Musica di Yukio Mishima, storia di una affascinante venticinquenne, paziente del dottor Reiko del tutto incapace di ascoltare un qualsivoglia brano musicale. Dopo alcune sedute lo psichiatra scopre che in realtà la sordità alla musica è un blocco simbolico e diagnostica: frigidità. Il racconto si snoda lungo un percorso accidentato fino a una soluzione. E secondo la Janicot, seguire pagina dopo pagina i pensieri e le emozioni dei protagonisti è un’ottima terapia.
Stesso discorso per l’impotenza: Biglietto scaduto di Roman Gary è meglio del Viagra, specie se associato a Fiesta di Ernst Hemingway. Se il problema sono l’alcolismo, la droga, il gioco “oggi i libri-testimonianza non si contano nemmeno più – afferma l’autrice – ma sono tutti più o meno mediocri e perciò eviterò di citarli”. Stéphanie Junot cita invece Ventiquattr’ore nella vita di una donna di Stefan Zweig: “Perché in poche pagine tratteggia con tocchi semplici, eppure brillanti, come si possa sprofondare nell’inferno della dipendenza senza volerlo, anzi cercando di darsi freno, ma senza mai aggrapparsi a nulla”. Caso mai non funzionasse si può passare senza problemi a Del piacere e del vizio di fumare di Italo Svevo, a Sotto il vulcano di Malcom Lowry (soprattutto di sera), a Romanzo con cocaina di Mihail Ageev.
A parte le facili ironie, curarsi leggendo, come spiega la psicologa Rosa Minimmo curatrice del sito www.biblioterapia.it, unico sito italiano sul tema, “aiuta la persona sofferente a riflettere su di sé, a potenziare le capacità cognitive ed emotive, acquisendo conoscenze ed elaborando strategie di gestione del disagio”.
Negli Usa dell’uso dei libri, soprattutto nella cura delle malattie come ansia e depressione, già parlava lo psichiatra William Menninger negli anni ‘30. In Gran Bretagna la biblioterapia la “passa”il servizio sanitario nazionale. E visto che siamo in stagione di affezioni respiratorie, come non cercare rimedio – suggerisce la scrittrice – ne La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, nella Montagna incantata di Thomas Mann, nelle Ali della colomba di Henry James. Certo, lì si trattava di tubercolosi, però considerato che “esiste un’estetica della tosse cronica e dell’espettoramento sanguinolento”, meglio essere informati prima e presentarsi allo sportello Asl come Margherita Gautier.
Fonte: Curarsi con un romanzo ecco i libri di pronto soccorso – Spettacoli & Cultura – Repubblica.it.
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Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell'io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io. [...] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altre individualità, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto. (luigi Pirandello)







