Non dare retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (Richard Bach).
(In)verso (Di)verso
Pesach “Passare Oltre”
Non avere paura dell’opposizione. Ricorda: un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento. Hamilton Mabie, Citato in “Passi verso la cima” Di Zig Ziglar.
Adagio
Domani è il giorno che segna la svolta e io che faccio?
Nulla.
Sono qui in uno stato emotivo tremendo e il comprendere che gli eventi influenzano il mio stato psichico non mi aiuta per nulla, anzi, ammetto, mi affossano ulteriormente.
Dove cazzo sta la donna che sorreggeva con forza se stessa e chi viaggiava al suo fianco, dove è finito il coraggio di rimettersi in gioco nonostante le intemperie del quotidiano vivere. Dove cazzo sono…
Masturbazioni mentali si aggrovigliano dentro, mentre sorrido tra le lacrime nel vedere un film appena scaricato, sicuramente non era quello che cercavo, e ancor più sicuro, in un altro contesto avrebbe sollazzato la parte trasgressiva che abita l’essere umano. Si. Un bel regalo sarebbe stato e molto, molto, ma che dico moltissimo apprezzato.
Ma quella parte di donna è morta qualche giorno fa, uccisa da me medesima? Forse, ma non ne sono certa, il pugnale era in altrui mani.
Freud mi attende, parole stese su un tavolo che non riesco a leggere, si soprappongono, si rincorrono e s’attorcigliano tra loro, ma nel dentro di tanta confusione mi sobbalza alla vista una frase: “L’inconscio è un “magazzino” dove inseriamo i nostri ricordi negativi inconsapevolmente e determinati per ricostruire la fasi della nostra vita”… e che cazzo io voglio dimenticare, perché i ricordi che riaffiorano sono solo quelli che mi hanno resa triste e piagnucolona.
Un ultima sigaretta giunge alla fine, la tazza contiene solo il fondo nero del caffè e la voglia di chiudere tutto è troppo forte per poter continuare a scrivere parole, parole come alito di vento volte ad allontanarsi velocemente verso il nulla.
Baci e abbracci
Adagio – Lara Fabian
Tags: adagio, emotività, lara fabian, musica, oltrepassare, prove di scrittura, vita
Cammino
Sono giorni talmente freddi che faccio fatica a credere che l’estate abbia fatto il suo ingresso.
Mi sto allontanando piano da un mondo che ho sempre sognato, consapevole che non vi sarà ritorno: vivere un’altalena costante di conflitti ed emozioni non è un bel vivere, come non è un bel vivere sentirsi sul bordo di un precipizio e mantenere un equilibrio precario solo grazie a una debole presa su rocce scivolose, sorretti da fili sottili che si sfibrano rapidamente.
Le prigioni costruite dai nostri stessi pensieri hanno sbarre resistenti ma avvolte basterebbe poco per ritornare a sentirsi parte “importante” di un qualcosa costruito a più mani.
La vita passa e noi segniamo il passo. Un po’ come saltare un corso d’acqua per proseguire il cammino; non possiamo attendere che altri saltino per noi o che altri ci diano l’imput che speriamo, rimarrebbe un’attesa vana, le persone si accampano al di qua del corso d’acqua, ma in questo modo dissipa il tempo che le è stato dato per raggiungere la meta che è oltre, è più in alto.
E così tra dubbi e incertezze, paura che oltre ci sia steppa e deserto, un cammino impossibile a contrastare la certezza di ciò che si ha – una tranquillità illusoria di routine già saggiata – arriva la sera e hai disperso il tuo tempo rimanendo nell’insoddisfazione.
Da canto mio oggi ho solo una certezza: saltare quel corso d’acqua e proseguire il cammino.
Tags: Cammino, consapevolezza, dirio di bordo, oltre, più in alto, ricerca, ricerca interiore, Riflessioni, Solitudine, vita
Lacrime del silenzio
Le lacrime del silenzio
in silenzio piangono
un pianto straziante.
Geme e si strugge
nell’interminabile lamento
la sua eco si perde
tra cerchi grigi
a forgiare ombre
Il viso, ora,
è bagnato di rugiada,
i riccioli assenti, di gocce notturne
in fondo al calice sperato
le ultime stille preziose:
sangue che scivola lento
tra le pieghe del sentire
All’apice di ogni picco si è sull’orlo dell’abisso
avvinghiata su me stessa
Tags: lacrime, malinconia, Poesia, silenzio, vita
Di questa notte
Raggomitolata nel recesso più buio di questa stanza, contemplo il nulla che si espande intorno a me. Ho passato tanto tempo a tessere gli infiniti stratagemmi per metterla nel culo, a lei, la femmina più intrigante: la morte.
Gli altri non sanno l’incendio in cui vivo, lo spessore del fumo che asfissia, le tavole che cadono con un tonfo dai tetti incandescenti, arse come torce nel massacro silenzioso della notte. Di questa notte.
Non conoscono la paura che attanaglia le viscere, si contorce e ritorce arruffandosi nell’eco di passi sulla ghiaia del viale, che conta le ore a un orologio d’ombra con stampata in faccia un eterno sorriso di estasi.
Nell’eterna penombra di una sala d’esame, in preda alla deriva ghiacciata del dolore senza certezza io ho paura.
Devo fare ordine nel disordine della mia mente. Ora tra le sale dell’anima solo immondizia. Una reggia troppo grande con un giardino vuoto, scialbo, privo di mistero, di quelle dissolvenze impalpabili che lo rendevano un tempo misterioso e sublime, mi sento un relitto nella fusione solida con il liquido che lo governa.
Ho paura di addormentarmi, questa notte, come nelle notti che l’hanno preceduta, ho paura di superare il confine della mia solitudine .
Il silenzio è troppo rumoroso perché sia ascoltato.
No.
No, non è ancora ora di dormire, ancora un po’ di luce strappata alla morte mentre aspetto che domani parti la parola “liberazione” grazie alla quale ricomincerà l’esistenza.
Josh Groban – I only want to be with you – Songs from Ally McBeal
Tags: Diario, dolore, notturno solitudine, riflessione, scrivere
”Il destino non è questione di fortuna; ma è questione di scelte. Non è qualcosa che va aspettato ma piuttosto qualcosa che deve essere raggiunto” William Jennings Bryan










