Non dare retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (Richard Bach).
(In)verso (Di)verso
Pesach “Passare Oltre”
Non avere paura dell’opposizione. Ricorda: un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento. Hamilton Mabie, Citato in “Passi verso la cima” Di Zig Ziglar.
Alda Merini
L’Italia piange il genio di Alda Merini: “Scompare una limpida voce poetica“
| La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l’amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. Un povero ti dà tutto e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria. Alda Merini, da “Terra d’amore” |
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita: voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch’io lanci un urlo inumano, quell’urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano. Alda Merini, da “Vuoto d’amore” |
| Pensiero,io non ho più parole. Ma cosa sei tu in sostanza? qualcosa che lacrima a volte, e a volte dà luce. Pensiero,dove hai le radici? Nella mia anima folle o nel mio grembo distrutto? Sei così ardito vorace, consumi ogni distanza; dimmi che io mi ritorca come ha già fatto Orfeo guardando la sua Euridice, e così possa perderti nell’antro della follia. Alda Merini, da “La terra santa” |
Del tutto ignari della nostra esistenza voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti, e delle nostre squallide ferite voi fate un balsamo per le labbra di Dio. Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli, né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c’è una linea di infelicità come di un uragano che separa noi dalla vostra siepe. Voi entrate nell’uragano dell’universo come coloro che si gettano nell’inferno e trovano il tremolo sospiro di chi sta per morire e di chi sta per nascere. Alda Merini, da “La carne degli angeli” |
IL CIELO TI CERCA DI RICHARD BACH
Ero in libreria il giorno dell’uscita del nuovo libro di Richard Bach “Il cielo ti cerca”, attendevo l’arrivo del commesso per ritirare il libro di biologia per mio figlio. Al suo arrivo, tra i vari pacchi che venivano aperti, sono rimasta folgorata da un libricino azzurro come il cielo, sul retro della copertina due occhi carismatici che mi hanno rapita: era Richard Bach.
Lo sto leggendo assaporandone ogni parola…
Ne trascrivo alcuni stralci.
“E se credessimo di essere incatenati da qualcosa che non esiste? (…) E se il mondo intorno a noi fosse solo l’esatto riflesso di ciò che crediamo?”
Era iniziato tutto con quello che sembrava solo uno scherzo: “Faremo una passeggiata nelle nostre menti… (…) Non dobbiamo essere prigionieri delle nostre idee. Siamo in grado di ricordare chi davvero siamo.”
“Non tutti gli eventi hanno bisogno di essere etichettati, pensò, come coincidenza o destino. E’ quello che accade dopo che importa… Se facciamo buon uso delle nostre esperienze o se le lasciamo scivolare via dal nostro cuore, trascinate nel Mare degli Incontri dimenticati”.
“Suggestioni da parte di migliaia, milioni di individui. Un oceano di suggestioni; accolte e confermate, ragionevoli e irragionevoli, rifiutate e ignorate… tutte rovesciate su di me senza che ne fossi consapevole, su tutti gli esseri umani, sugli animali, su qualsiasi forma di vita terrestre: dover mangiare e dormire, sentire il caldo e il freddo, il dolore e il piacere, avere un cuore che batte, respirare, conoscere tutte le leggi fisiche e obbedirvi, accettare suggestioni… questa è l’unica vita che c’è, ci sia mai stata, o ci sarà mai”.
“Qualsiasi affermazione? Ogni parola che aveva visto, detto, sentito, pensato e sognato, senza sosta, giorno e notte continuamente, per più di mezzo secolo… Senza contare le suggestioni non verbali: quante potevano essere? Decine di migliaia probabilmente.
A ogni istante percepiamo un muro e confermiamo: solido, impossibile attraversarlo. Quanti microistanti in un solo giorno percepiamo con i nostri sensi? Muri? Porte? Pavimenti? Soffitti? Finestre? Per quanti millisecondi accettiamo limiti, migliaia di limiti, senza nemmeno sapere che lo facciamo?
Quanti nano-istanti ci sono in un giorno, un trilione? Solo dagli edifici in cui viviamo riceviamo ogni giorno questa infinità di suggestioni, ma naturalmente ci sono anche tutte quelle trasmesse simultaneamente dalla biologia, fisiologia, chimica, aereonatica, idrodinamica, fisica dei laser… e bisogna aggiungere la lista di tutte le discipline elaborate dall’umanità”.“E nel gioco dobbiamo buttarci, dobbiamo immergerci in profondità, sempre più giù in questo oceano di suggestioni per il nostro essere mortali, limitati, vulnerabili, ciechi di fronte a tutto tranne che alla tempesta di illusioni che ci comunica i nostri sensi… Dobbiamo trasformare bugie in convinzioni incrollabili senza porre domande e, nel frattempo, fare in modo di non morire subito e, mentre schiviamo la morte, cercare di capire cosa ci facciamo qui e quale motivo avremmo per definire questo gioco divertente.
E tutte le risposte vere sono nascoste. Il gioco consiste nello scovarle da soli fra questi cumoli di risposte false che altri giocatori reputano valide per loro stessi, ma che per noi non sembrano affatto funzionare.
Non ridere, bambino. I mortali trovano questo gioco affascinante, e sarà così anche per te quando accetterai di credere che sei uno di loro”.
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Un amore grande
A mio Padre
Un amore grande
non si può imprigionare
in schizzi d’inchiostro
tra pagine bianche
di un foglio sbiadito.
Un amore grande
vola oltre le nuvole,
oltre il cuore,
oltre l’anima.
Ed è lì, oltre questo visibile,
che noi ci uniamo,
ogni istante.
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”Il destino non è questione di fortuna; ma è questione di scelte. Non è qualcosa che va aspettato ma piuttosto qualcosa che deve essere raggiunto” William Jennings Bryan







