Non dare retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (Richard Bach).
(In)verso (Di)verso
Pesach “Passare Oltre”
Non avere paura dell’opposizione. Ricorda: un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento. Hamilton Mabie, Citato in “Passi verso la cima” Di Zig Ziglar.
Ricapitolando
E così anche la Traviata se ne è andata a farsi fottere, non ho voglia di “ricostruire” ponti fatti esplodere, annullati, dissolti proprio per mia mano, ma cosa importa questi sono aggrovigliamenti mentali troppo intimi perché interessino un eventuale lettore che casualmente si trova a passeggiare tra queste pagine.
E allora che c’è da ricapitolare direte voi? Beh tutta la stupidità umana che sembra essersi concentrata su di me, che dire Dio alla distribuzione – doti e difetti, virtù e stupidaggine – deve aver commesso qualche errore, o forse son io che mi sono accodata nella fila sbagliata e ho fatto il sovraccarico di stoltezza. Fattosta che oggi mi son detta: “Bene finiamo a leggere Transurfin ovvero Come scivolare attraverso la realtà” e ho capitolato che ho riposto troppe aspettative in una speranza o come si vuol chiamare, creando così un potenziale superfluo troppo forte che ci ha messo pochissimo ad affossarmi.
E cazzo un’altra volta? Ne ero appena uscita e ora bisogna che ricominci tutto dall’inizio, ma poi in fondo mica si sta tanto male negli inferi, mandi tutto e tutti a fanculo e vivi la tua vita (non vita? Ma chi se ne frega) per conto tuo cosicché non hai nulla da recriminare, ovvero come schiacciarsi i maroni nella consapevolezza di farsi tanto ma tanto male, ma che importa tanto la natura di autolesionista mica mi manca!
Chiudi il libro, lo riponi in borsa raccatti quattro cose e ti dirigi verso casa. Entri e apri le finestre, è aria quella che ti manca, il mare è incazzato (almeno lui ha razione alle intemperie del tempo, giuste o sbagliate che siano), e ti dici che è ora di pulizia, prendi la scatola dove son riposti ricordi (solo tuoi naturalmente – il problema è grande e immenso ma tutto tuo -) e stavolta decidi che non bruci nulla, ma li disponi con moltissima cura come soprammobili sparsi per casa, lì dove non puoi fare a meno di vederli ogni istante della tua giornata e ovunque volgi gli occhi, tanto per non dimenticare di ricordarti quanto sei stupida.
Copri ben bene tutti gli specchi: “Meglio che per i prossimi vent’anni – oddio speriamo molti meno – non ti guardi altrimenti passi le giornate a pulire gli “sputacchi” che ti tiri e dopo son cazzi non resta molto tempo per le altre faccende che devi svolgere e alle quali non puoi sottrarti”, il cuore è relegato – meglio non sentire più nemmeno i suoi battiti che fa troppo rumore per nulla, e poi… il buio è calato ed è tutto a posto.
Sì, ora è tutto in ordine.
Baci e abbracci dall’affossata di turno.
Tags: consapevolezza, masturbazioni mentali, Notturno, Parole, parole parole parole, Più in basso, ricapitolando, solo parole, Transurfing, vita
Dentro e Fuori me
Dentro me, tra specchi dell’anima
una finestra aperta
inestricabile rete di possibilità mancate
Fuori me una lacrima lucente fende
l’oscurità incerta
la vita fluisce nel frammento:
il presente non può essere trattenuto
Dentro me ascolto una moneta
sonante offerta
smisurata fauce fossile
prosciugata di parole
Fuori me una sedia vuota
prigione sofferta
nella nebbia densa di lampi
che aggomitola il tempo in rovina
Dentro me un pennello d’avorio
geometria di corridoi segnati
ove i pensieri è un cuore puro
come il volto di un ritratto
E tace la sera nel silenzioso
percorso in libertà vagante
Tags: Dentro e fuori me, essenza, Poesia, ricerca, ricerca di sè, versi, vita
Transurfing
Da oggi è online un forum di condivisione, ricerca, essenza e tra le righe ognuno troverà le risposte alle tante domande…. http://www.graffiati.it/transurfing/index.php
Prendi in mano la tua vita
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Il Transurfing è una tecnica potente, in grado di fornire gli strumenti necessari per gestire il vostro destino a vostro piacimento. Nessun miracolo, però. Vi aspetta qualcosa di ben altra entità. Vi convincerete che la realtà ignota è molto più stupefacente di qualsivoglia magia…
La tecnica del Transurfing si è diffusa in Russia nel 2003, prima via Internet, dove ha suscitato un’animata discussionee un vivo dialogo tra i lettori, e poi grazie ai libri che, uscendo progressivamente nell’arco dei successivi due anni, hanno letteralmente invaso gli scaffali delle librerie diventando autentici bestseller. L’autore di questi volumi, nell’unica intervista rilasciata alla stampa, sottolinea di non esserne “l’autore vero e proprio”. Egli infatti non si considera né un creatore né tantomeno un maestro spirituale, un’idea assolutamente contraria al Transurfing, che disdegna scuole o movimenti di pensiero. Di Vadim Zeland sappiamo solamente che è russo ed è un esperto di fisica quantistica, divenuto “trasmettitore” di questa incredibile tecnica.
Nei suoi libri, Zeland propone ai lettori un viaggio fantastico nella realtà, dove la destinazione non è un punto d’arrivo ma un processo, il vivere quotidiano in un’atmosfera di festa ininterrotta. Poiché, per colui che impara a gestire e scegliere il proprio destino e a ottenere ciò che desidera, la festa è ogni giorno, nel qui e nell’ora. Nella valigia del Transurfer, pochissime cose: la consapevolezza, la libertà da ogni dipendenza, la riduzione dell’importanza di sé e del mondo, un pensiero improntato al positivo comunque sia. Affrontando il viaggio con questo bagaglio essenziale, alleggerito da tutti i falsi stereotipi imposti dalla visione comune del mondo, l’uomo può solo scivolare di linea della vita in linea della vita verso la sua linea più favorevole, la sua onda della fortuna. Transurfing è proprio questo: scivolare per le linee della vita nello spazio delle varianti.
Tags: bogsfera, condivisione, consapevolezza, coscienza, essenza, forum, passaggio, recerca interiore, Transurfing, vadim Zeland, varianti
Frammenti
Si accartoccia questo tempo di vita trascorsa e te ne rendi conto solo nel momento in cui un frammento di passato si trova al tuo cospetto. La musica scorre tra le pieghe delle emozioni e così all’improvviso ripiombi negli anni in cui con spensierata scorrazzavi per le vie della città.
Erano gli anni dell’armonia con il mondo, dove tutto appariva facile e sfavillante come un diamante che riflette luce in ogni suo lato.
Erano gli anni dove niente appariva invalicabile, probabilmente, il tutto dipendeva da una predisposizione ai pensieri positivi che aleggiavano e dominavano la mente nonostante lo squallore che vivevi nel dentro delle tue quattro mura, nonostante il dolore che già avevi conosciuto e toccato con mano.
Erano gli anni in cui l’amore abitava ogni essere che incontravi, gli occhi lucenti e le labbra morbide sostituivano le mille parole inutili che si ripetono all’infinito ma che spesso non si pensano o che nascondono un messaggio criptato che non riesci, oggi, più a decifrare.
E poi, a un certo punto, qualcosa si è rotto. L’esperienza ti ha portato a una disillusione che si è radicata nella tua anima e lì vuol restare, forse ha trovato un cantuccio accogliente e caldo difficile da abbandonare forse ti sei adattata e qualsiasi cambiamento provoca un turbamento; in fondo noi esseri umani abbiamo una paura incredibile di prendere a piene mani la felicità e sventolarla ai quattro venti. Che siamo un po’ autolesionisti ormai è appurato, ma questa cocciutaggine a non buttarci a picco verso un mondo nuovo e per molti aspetti appagante ci da la sicurezza di non perdere quel malessere conquistato con tanta dedizione e che ci fa ruzzolare in piagnistei insensati.
Tutto questo perché ci vogliamo bene?
Sam Cooke – AChange Is Gonna Come
Tags: Flusso di coscienza, frammenti, Riflessioni, vita
”Il destino non è questione di fortuna; ma è questione di scelte. Non è qualcosa che va aspettato ma piuttosto qualcosa che deve essere raggiunto” William Jennings Bryan









