Non dare retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda con il tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (Richard Bach).
(In)verso (Di)verso
Pesach “Passare Oltre”
Non avere paura dell’opposizione. Ricorda: un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento. Hamilton Mabie, Citato in “Passi verso la cima” Di Zig Ziglar.
Sono diversa
M’incanalo nei meandri del pensiero.
Consapevolezza?
No!
In principio era azione
Psicoleggiare è provocare l’evidenza
e non spiegare una teoria.
La matematica non parte
dal teorema, ma ragiona
sulla presupposizione
Ruzzola via ogni certezza scientifica
unica verità è l’evidenza
del mio esistere:
mai nella massificazione
sarò parte della foresta che cammina.
Sono una diversa
e nella moltitudine la differenza
spazza castelli di certezza.
Tags: Poesia, Riflessioni, versi, vita
(Meno)pause
…E guardava l’inverno amare la collina, cui copriva le spalle con un telo di neve e con un affetto così naturale.
Cos’era la felicità? Se non provare commozione per quelle piccole sfumature che la vita le mostrava incurante dello stato di salute del suo umore.
Lei non era felice, aveva donato la sua vita agli altri, aveva rimandato la sua felicità a domani e per quanto corresse, quel suo treno domani era sempre distante almeno 24 ore.
Cos’era la felicità, un bacio? La foto di quella vacanza o l’idea di allargare le gambe per far entrare aria nuova nei suoi sensi ingannati? Forse un bimbo con il lecca lecca? Un clown che sorride? Un marito che ti dice “va bene amore?” O ancora un caffè buono e un finestrino del treno che si getta alle spalle foto belle, troppe per poterle rimpiangere?
Lei chiedeva poco, chiedeva solo di vivere per vivere senza calpestare le idee di chi viaggiava al suo fianco, chiedeva nulla. Percorreva invece un film ritagliato, fatto di spezzoni ripetuti, invocati, e evocati e sacrificati alla fine, nell’attesa inevitabile di un’altra eternità, non così ripetitiva e monotona.
Forse abbandonarsi tra le braccia del tempo era la risposta alle sue inquietudini, ma risuonavano passi e voci lungo l’androne consunto nel buio del momento, dove le attese non hanno più consistenza, consapevole che tutto è trascorso, irrimediabilmente…
Tags: (Meno)pause, incipit, Notturno, Racconto, vita
Reality trash, Channell 4 cerca malati terminali disposti a farsi mummificare
Dov’è finita la dignità e il rispetto per l’essere umano, in questo caso per la morte, o ancora meglio, per chi sa la data certa della propria fine. Mi sento offesa che pur di fare audiens si usi le sofferenze più profonde. Una vergogna.
di Marco Molendini
ROMA (12 gennaio) – Cospargiamoci il capo di cenere, noi che critichiamo i reality balneari, quelli chirurgici, l’aquario del Grande fratello per qualche litigio di troppo o qualche effusione amorosa, i talk impiccioni che frugano fra le lenzuola degli ospiti. Roba da dilettanti del degrado, da pischelli del trash. La tv ha rotto gli ormeggi, è andata oltre la fantasia, la decenza, il rispetto umano. La corsa al peggio è uno sport inarrestabile, fatto da chi ha il pelo alto una spanna su uno stomaco di ferro. Le ultime dal fronte della perversione televisiva iscrivono agli atti la pensata del britannico Channell 4, che pure è un canale dal pedigree illustre e dalle scivolate altrettanto clamorose (la trasmissione di una gentile autopsia dal vivo, le fasi di un suicidio assistito, un mago che si sottoponeva alla roulette russa). Ha lanciato un bando per la ricerca di un malato terminale disposto a farsi mummificare, naturalente sotto il fuoco delle telecamere. Per il morituro la gratificazione starebbe nel fatto che la procedura di mummificazione seguirà le nobili procedure degli antichi egizi (scoperte di recente da uno scienziato contemporaneo dopo millenni di segreto). E, per di più, il suo corpo sarà donato a un museo (suggeriamo con un cartello che spieghi che si tratta di una mummia televisiva).
Ma Channell 4 è capace di fare anche di meglio. La più spietata delle iniziative riguarda un gruppo di sei disabili (fra loro un cieco, un paralitico, una vittima del Talidomide), abbandonati su un’isola deserta (ma con le telecamere, ovviamente). Il programma si chiama Cast off (titolo gentile che sta per l’italiano Scartati) e racconta le peripezie di quei disgraziati abbandonati a se stessi, una sorta di Lost con l’handicap, che ha la sadica ambizione, a detta degli autori, di dimostrare che per un disabile la vita in un’isola deserta non è peggiore che in una metropoli moderna.
Crudeltà e sadismo sono attrazioni irresistibili per i cuochi della tv estrema. Il campionario delle bestialità è ampio oltrechè bizzarro. Come nel caso dell’americano The Chamber, coi concorrenti legati a un lettino e chiamati a rispondere a semplici quiz, mentre venivano sottoposti a getti d’acqua gelata, fiamme incandescenti e scosse elettriche. Copione più o meno simile per The Chair condotto dal tennista John McEnroe: il concorrente su una sedia da dentista deve rispondere a domande di cultura generale sffugendo alle sollecitazioni di lingue di fuoco che gli accarezzano il corpo oppure resistendo a un alligatore che gli sorride a pochi centimetri dalla faccia. Quanto a Fear Factor, per vincere 50 mila dollari, sei partecipanti hanno mangiato topi, insetti vivi, si sono immersi in una piscina piena di calamari putrefatti. Campione nel ramo della tv lugubre il britannico Non lasciare cadere la bara sulla vita di una famiglia che gestisce una ditta di onoranze funebri. Mentre in Francia il record è stato Family Xchange: gara fra genitori che si scambiano i figli.
Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.phpid=87421&sez=HOME_SPETTACOLO
Tags: cerca malati terminali, Channell 4, morte, mummificare, Reality trash, vita
Adagio
Domani è il giorno che segna la svolta e io che faccio?
Nulla.
Sono qui in uno stato emotivo tremendo e il comprendere che gli eventi influenzano il mio stato psichico non mi aiuta per nulla, anzi, ammetto, mi affossano ulteriormente.
Dove cazzo sta la donna che sorreggeva con forza se stessa e chi viaggiava al suo fianco, dove è finito il coraggio di rimettersi in gioco nonostante le intemperie del quotidiano vivere. Dove cazzo sono…
Masturbazioni mentali si aggrovigliano dentro, mentre sorrido tra le lacrime nel vedere un film appena scaricato, sicuramente non era quello che cercavo, e ancor più sicuro, in un altro contesto avrebbe sollazzato la parte trasgressiva che abita l’essere umano. Si. Un bel regalo sarebbe stato e molto, molto, ma che dico moltissimo apprezzato.
Ma quella parte di donna è morta qualche giorno fa, uccisa da me medesima? Forse, ma non ne sono certa, il pugnale era in altrui mani.
Freud mi attende, parole stese su un tavolo che non riesco a leggere, si soprappongono, si rincorrono e s’attorcigliano tra loro, ma nel dentro di tanta confusione mi sobbalza alla vista una frase: “L’inconscio è un “magazzino” dove inseriamo i nostri ricordi negativi inconsapevolmente e determinati per ricostruire la fasi della nostra vita”… e che cazzo io voglio dimenticare, perché i ricordi che riaffiorano sono solo quelli che mi hanno resa triste e piagnucolona.
Un ultima sigaretta giunge alla fine, la tazza contiene solo il fondo nero del caffè e la voglia di chiudere tutto è troppo forte per poter continuare a scrivere parole, parole come alito di vento volte ad allontanarsi velocemente verso il nulla.
Baci e abbracci
Adagio – Lara Fabian
Tags: adagio, emotività, lara fabian, musica, oltrepassare, prove di scrittura, vita
”Il destino non è questione di fortuna; ma è questione di scelte. Non è qualcosa che va aspettato ma piuttosto qualcosa che deve essere raggiunto” William Jennings Bryan










