In libreria: Volevo fare la carmelitana scalza ma mi hanno scambiata per un pesce d’aprile


L’arruffata ricerca della felicit(t)à nel nuovo libro di Lucia Cosmetico
Volevo fare la carmelitana scalza
ma mi hanno scambiata per un pesce d’aprile

Che cosa è Roma, se non una caotica capitale? E si possono costruire delle nuove relazioni e un nuovo stile di vita in questa città, libere da ogni costrizione e pregiudizio? Secondo Lucia Cosmetico si può, e il come ce lo spiega nel suo ultimo libro Volevo fare la carmelitana scalza ma mi hanno scambiata per un pesce d’aprile (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da domani).
Giornalista e scrittrice triestina ma romana d’adozione, già autrice per EMI di Elogio dell’insicurezza, Cosmetico ci accompagna con ironia e delicatezza nel turbinio della capitale, rigorosamente esplorata attraverso la sua vasta rete di mezzi pubblici. Dopo che la sua domanda di entrare in un monastero del Lazio viene rifiutata, poiché inviata il 1° di aprile e quindi presa per uno scherzo, l’autrice si chiede se le scelte di realizzazione nella vita di una donna siano veramente solo tre: «Lo sposalizio o vario accoppiamento con casa comune. La zitellaggine orgogliosamente esposta in un monolocale. […] La suoraggine in una comunità».
In risposta a tutto ciò, e attingendo a piene mani dalla sua esperienza personale con una forte dose di ironia, l’autrice scopre che esiste in realtà un modo alternativo «di fare comunità al di là di ogni steccato. Nella gioia e nel dolore. Sarà che alla fine non sono rimasta zitella ma ho sposato una città?». In una sorta di monachesimo secolare, l’autrice ci invita a riscoprire la semplicità della condivisione e la bellezza del co-abitare con gli altri come antitesi al cinismo, all’individualismo e alla tristezza che pervadono la nostra società. I mezzi pubblici e gli appartamenti condivisi, come gli incontri casuali con senzatetto, immigrati e persone sconosciute, diventano perciò un modo di «riconciliarsi con il mondo» dove ogni attimo apparentemente perso è un’occasione per «far fiorire idee e speranze».
In modo intelligente e arguto, Cosmetico narra di una vita tipicamente vissuta sull’orlo del precariato, tra una lezione di yoga, una seduta dall’omeopata, un lavoro a co.co.co. e telefonini di ultima generazione che ci impediscono di comunicare, ma che non è mai triste o incerta. È una vita impregnata di senso e significato, profondamente radicata in un’idea cristiana di umanità (non per altro «questi cristiani che celebrano insieme la Pasqua sono contagiosi»), dove alla freddezza e all’infelicità di un’esistenza ricca di cose materiali o che ricorre al bisturi per modificare il proprio viso si contrappongono la freschezza e la gioia di uomini e, soprattutto, di donne autentiche.
Non per niente l’autrice cita tre grandi protagoniste della storia del ‘900, Edith Stein, Simone Weil e Etty Hillesum, come sue amiche e compagne di viaggio che le hanno insegnato, rispettivamente, la ricerca della verità e della preghiera, il desiderio di condividere l’esistenza con i più sventurati e la capacità di amare la vita pur nella sua tragicità.
Bisogna «sempre esser grati ai pesci» per la scoperta di questo nuovo stile di vita con cui l’autrice, con la sua vivacità e il suo inguaribile ottimismo, tocca il cuore di tutti coloro che incontra (anche sull’autobus!).

Titolo: Volevo fare la carmelitana scalza ma mi hanno scambiata per un pesce d’aprile
Autore: Lucia Cosmelico
Editore: EMI
Collana: Il telaio
Data di Pubblicazione: Dicembre 2014
Prezzo: € 15.00
ISBN: 8830722278
ISBN-13: 9788830722279
Pagine: 176
Reparto: Religione

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