In libreria: Stella polare di Claudio Sottocornola


Alla ricerca della  “Stella polare” per attraversare l’attuale crisi di civiltà
“Stella Polare” di Claudio Sottocornola (ed. CLD-Marna, pp. 240, E.15) è una raccolta di saggi, articoli, interviste in cui l’autore condensa la sua esperienza tra filosofia, teologia e cultura pop degli ultimi quindici anni, un distillato che concerne l’attuale crisi di civiltà e la ricerca di “qualche stabile luce” per uscirne. Relativismo e valori, ateismo e trascendenza, pensiero debole e metafisica, urgenza  educativa e paradigmi in declino, ma anche nuovi media e crisi del sacro, ridefinizione dei ruoli e questione gay, recessione economica e interculturalità, non c’è ambito del contemporaneo che Sottocornola non affronti in questa silloge, con un paradigma sempre attento a valorizzare le “ragioni dell’altro” e libero da appartenenze culturali che potrebbero vincolarne la libertà d’indagine.
“Per me è stata fondamentale l’influenza della cultura pop (come contrazione di popular) – sottolinea l’autore alla presentazione per il pubblico di Noesis e della Mondadori – perché  mi ha dato il senso dell’interpretazione, come approccio ermeneutico al conoscere. Le lezioni-concerto tenute sul territorio in questi anni, e raccolte nel cofanetto di “Working Class”, mi hanno permesso di frequentare soprattutto la canzone live. Ora, in una canzone è possibile esprimersi olisticamente, fare sintesi della contraddizione e delle sfumature più diverse. Essa ci restituisce la conoscenza come cassa di risonanza soggettiva dell’essere (v. il concetto greco di “maschera”), e quindi scevra da ogni pretesa di esaustività. Questo abbatte gli steccati e permette di sintonizzarci con le altrui interpretazioni, con punti di vista diversi, empatizzando con i rispettivi miti fondativi. Cadono così dicotomie e puerili conflittualità. Inoltre – continua Sottocornola – la filosofia pop, spesso oggetto di giudizi sommari e approssimativi, è in realtà un appello a filosofare partendo dall’attualità e dal contemporaneo più che dalla teoresi, e in questo mi ritrovo pienamente, perché non si possono ignorare musica, televisione, cinema, giornali, costume e società quando si voglia parlare della vita dell’uomo di oggi ”.
Chi però cercasse in “Stella polare” continui riferimenti a tali ambiti del contemporaneo, dovrebbe rovistare soprattutto fra le interviste in appendice, che spaziano dall’evoluzione della televisione allo sviluppo della Rete, dai grandi raduni giovanili ad una analisi della donna e della ridefinizione dei ruoli nella società contemporanea, oltre che nell’originale saggio “Il sacro e il popular fra tradizione ed eversione nel tempo del pensiero debole”. Infatti, negli interventi del corpus dell’opera, prevale generalmente l’approccio del  “saggio mémoire”, ove centrale risulta l’autobiografia, come occasione di un approfondimento delle attuali linee di tendenza della civiltà in cui l’autore si trova a vivere e  delle sue conflittualità. “La biografia – dichiara Sottocornola, in un’età di crisi è il luogo inderogabile dell’indagine; se tutto crolla o tramonta noi dobbiamo pur muoverci, affrontare e risolvere quotidianamente il problema della vita. Agostinianamente allora dobbiamo ‘sentire’, ‘riflettere’, ‘meditare’, dar senso e prospettive, dare speranze a un vissuto sempre più disorientato e disperso. Ecco perché il saggio mémoire diventa il filo conduttore di tante e diverse riflessioni che appaiono nel libro”.
Ma “Stella polare”, in linea con i precedenti saggi “The gift”, “I trascendentali traditi” e la quadrilogia “Il pane e i pesci”, appare soprattutto come una corposa riflessione sulla tradizione spirituale, identificata come uno dei luoghi di deposito del senso e della memoria, il cui abbandono in favore di un modello consumistico ed efficientistico porta spesso a epidermicità simbolica, chiusura egotistica nei bisogni, deserto antropologico sul territorio… Sembra di avvertire un’eco pasoliniana in questa critica al tardo capitalismo occidentale, e del resto Sottocornola, che dedica quest’opera a Leopardi, “poeta del desiderio”, e a Johnny Hallyday, icona del rock europeo, proprio a Pasolini aveva dedicato il già citato “I trascendentali traditi”. Siamo quindi di fronte ad una fenomenologia della decadenza e della barbarie che ci circonda, di cui secondo il filosofo bergamasco dobbiamo acquisire piena consapevolezza se vogliamo superare l’attuale crisi di civiltà.
Non bisogna però cadere nell’equivoco di proporre un anacronistico ritorno al passato, spiega l’autore:  “Spesso la reazione all’attuale crisi di civiltà diventa un rinserrare le fila, una rivendicazione di superiorità presunta, un ritorno a steccati confessionali o ideologici che, paternalisticamente comprendono l’altro, ma non lo amano e non lo capiscono. Credo che si tratti invece di tornare a una situazione abramitica, in cui si comprenda che Dio o la verità non stanno in un territorio, e cioè, oggi, in una dottrina, ma che ogni dottrina non può che rinviare a qualcosa che la trascende. Allora sarà possibile un approccio flessibile, dinamico, aperto, empatico caldo e cordiale, che non implichi l’abbandono della propria esperienza o linguaggio, ma la capacità di integrarlo nella pluralità dei linguaggi, delle esperienze, delle antropologie. Invece di chiedere l’omologazione alla propria”.
Può stupire qualcuno che, in un testo che raccoglie scritti ove è spesso sottolineato il valore della tradizione e del linguaggio simbolico cristiano, ci sia anche una riflessione sui diritti e sulla questione gay in Occidente, con una chiara denuncia delle discriminazioni ancora esistenti, e un auspicio a cogliere nella pluralità antropologica una ricchezza piuttosto che un limite, mentre si evidenzia la tendenza a banalizzare i contenuti di ciò che ancora appare “diverso” o, peggio, a stigmatizzarli nell’orizzonte di condanne o giudizi sommari, che rivelano molto spesso una radicale incomprensione degli stessi. Come accadeva, e per taluni ancora oggi accade, in relazione agli stereotipi su islam, rom, e magari donne del nostro evoluto Occidente, così spesso ancora rappresentate dai media in modo banalizzante e secondo scontati cliché. Ma la presa di posizione di Sottocornola in realtà appare in linea con il suo pensiero ermeneutico ed inclusivo, prospettico ed empatico, che cerca analogie e convergenze fra le diverse posizioni teoretiche e pratiche, spesso proprio nel nome di una inclusività filosofica che affonda le sue radici nell’universalismo evangelico.
Conclude Sottocornola: “Stella polare” – raccolta di saggi, articoli, interventi e interviste – nasce dal desiderio e dal dovere di “rendere conto”, di “testimoniare”, di “non pensare invano”, attività umana in genere che  mi è toccata però anche in sorte come professione, con tutti i rischi annessi e connessi – di banalizzazione o routine – che spero di essere riuscito ad evitare consegnando ai miei interlocutori una specie di “testamento minimo” su quanto vissuto sin qui. E’ la testimonianza di un docente, di un uomo che pensa, di un uomo che si appassiona anche all’esperienza artistica, e in particolare musicale, convinto che – sì – sia  importante meditare, ma anche sentire,  e che quindi occorra lavorare, anche in riferimento al mondo dei giovani, ad una nuova educazione della sensibilità, ad una nuova estetica più che a una ennesima nuova tecnica”.

Claudio Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, si è laureato con una tesi in Storia della teologia all’Università Cattolica di Milano e ha insegnato Discipline religiose, Materie letterarie, Scienze dell’educazione, Storia della canzone e dello spettacolo.
Giornalista e scrittore, ha pubblicato opere poetiche (“Giovinezza…addio. Diario di fine ‘900 in versi”; “Nugae, nugellae, lampi. Quaderno di liceo”), saggi (“The gift”, “I trascendentali traditi”, la quadrilogia “Il pane e i pesci”), opere multimediali (“Eighties/laudes creaturarum ‘81”, “Il giardino di mia madre e altri luoghi”), opere musicali (tre cd, “L’appuntamento 1, 2, 3”, e il dvd “L’appuntamento/ the video”, sulla storia della canzone in Italia; il cofanetto in cinque dvd “Working Class”, summa delle sue lezioni-concerto sul territorio).
Studioso del “popular”, tiene corsi presso la Terza Università di Bergamo, collabora con varie riviste  e realizza innovative  ricerche a carattere interdisciplinare fra musica, filosofia e immagine, caratterizzandosi per una forte attenzione alla categoria di “interpretazione” e una visione performativa  della cultura.

www.claudiosottocornola-claude.com.

Titolo: Stella polare
Autore: Claudio Sottocornola
Editore: Marna
Data di Pubblicazione: Dicembre 2013
Prezzo: € 15.00
ISBN: 8872036135
ISBN-13: 9788872036136
Pagine: 240
Reparto: Politica e società > Società e cultura > Studi culturali > Cultura e società

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *