In libreria: Meat Market di Laurie Penny


La prima traduzione italiana della giornalista britannica
Laurie Penny:
Meat Market. Carne femminile sul banco del capitalismo.

A soli 27 anni, l’Independent l’ha definita un’opinionista graffiante e rispettata, il Guardian l’ha scelta come columnist e la stampa britannica la considera una delle penne più interessanti della nuova generazione. Il suo blog Penny red ha raggiunto migliaia di persone, e nel 2007 (Laurie aveva appena 21 anni) è entrato nella rosa dei candidati all’Orwel Prize, il prestigioso premio inglese per il giornalismo politico.
Conosciuta in Italia grazie alla rivista Internazionale, Laurie Penny pubblica il suo primo libro in Italia con Settenove, neonata casa editrice dedicata alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere. Meat Market. Carne femminile sul banco del capitalismo è stato definito da Peace news come un ottimo primo libro su femminismo.

“Il nuovo capitalismo emargina il corpo femminile e lo controlla.
Le donne sono, a un tempo, consumatrici e consumate.”

Questa è l’analisi del libro che, nei quattro capitoli su sessualità, disordini alimentari, capitale di genere e lavoro domestico, svela quelle azioni di mercificazione del corpo sopravvissute a decenni di battaglie culturali per l’emancipazione femminile con la scusa, fallace, dell’ironia.
Meat Market non si perde in un’apologia del femminismo ma ne evidenzia le mancanze in epoca moderna e affronta il tema della prostituzione, dello status delle donne transessuali e della tratta di lavoratrici sottopagate nel mercato del lavoro domestico, nella speranza di una progressione rapida del femminismo che includa tutti gli aspetti politici e soprattutto pratici dell’oppressione femminile a partire dalle questioni economico sociali.
“Le professioniste, femministe o meno, hanno risolto la loro personale crisi con il lavoro domestico. Hanno comprato una via d’uscita: piuttosto che essere sfruttate loro stesse hanno passato lo sfruttamento a un altra donna, il più delle volte sottopagata. Ma non tutti possono passare la patata bollente. Chi pulisce della casa della collaboratrice domestica?”.

Il libro è il primo volume della collana Lo scellino.
Lo scellino raccoglie le parole delle donne e degli uomini contro la discriminazione e la violenza di genere ed è ispirata alla metafora di Virginia Woolf per cui è necessario che ciascun genere descriva se stesso e l’altro secondo la propria sensibilità per mostrare quello che l’altro non conosce o non vede di sé. La Woolf, nel ‘900 si riferiva alla mancanza di scrittrici donne che mostrassero gli uomini, e le donne, secondo la loro vera natura, al di là della prospettiva unicamente maschile del romanzo otto-novecentesco. Oggi possiamo interpretarla come la necessità di aprire gli occhi all’altro sulle discriminazioni e le violenze “invisibili” ma ancora vive, che possiamo combattere insieme.

“Poiché c’è dietro la testa un posticino non più grande di una moneta da uno scellino, che non riusciamo mai a vedere da soli. Ed è quello uno dei servizi che il nostro sesso può rendere all’altro sesso: descrivere quel posticino non più grande di uno scellino dietro la testa.”

[V.W. Una stanza tutta per sé]

Titolo: Meat market. Carne femminile sul banco del capitalismo
Autore: Laurie Penny
Traduttore: Frulla F.
Editore: Settenove
Prezzo: € 13.00
Data di Pubblicazione: Ottobre 2013
ISBN: 8890860529
ISBN-13: 9788890860522
Pagine: 96
Reparto: Politica e società > Società e cultura > Studi culturali > Cultura e società

Contatti: Monica Martinelli, info@settenove.it, tel. 333 3246535. www.settenove.it.

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