In libreria: L’io culturale di Ibrahima Sow


La scienza transculturale deriva dall’antropologia e spiega le reazioni del corpo umano, il comportamento degli individui e le opere dell’uomo, dal punto di vista degli stili di vita, dei modi di pensare e delle preferenze specifiche tramandate dall’eredità culturale di ogni comunità.
Chi non conosce le teorie di Georges Devereux? La maggior parte degli psicoterapeuti di oggi ne ha studiato le teorie, le hanno messe a confronto, analizzate e discusse. La casa editrice Armando ha avuto la fortuna di pubblicarne l’opera fondamentale Saggi di etnopsichiatria generale e diffonderne il pensiero. Proprio sulla scia del successo che l’opera di Devereux ha suscitato nel pubblico di studiosi, l’editore ha deciso di presentare ai suoi lettori una nuova “perla” nel campo della psicoterapia transculturale, traducendo e pubblicando una parte del testo fondamentale di Ibrahima Sow, Psychiatrie dynamique africaine.
Grazie al supporto della Fondazione Cecchini Pace (www.fondazionececchinipace.it) è stato ripreso un testo fondamentale della psicoterapia transculturale. Un testo che ha l’obiettivo di individuare le differenze e le similitudini tra l’etnopsichiatria e la transcultura che troppo spesso vengono confuse tra loro. In verità, infatti, sono due concetti che provengono da due aspetti epistemologici completamenti differenti,ed è proprio questo l’obiettivo che si pone questo testo: quello di dare una definizione e una posizione definitiva in ambito psichiatrico e psicologico al termine “transcultura”.
La psicoterapia transculturale si sviluppa in Italia negli anni ’70 quando il prof. Luigi Frighi chiama Rosalba Terranova-Cecchini
a scrivere un capitolo del suo testo di Igiene Mentale 1972: è la prima trattazione in Italia delle forme relazionali transculturali. Da questo momento in poi molte cattedre emerite si aprono a questi nuovi studi, apportando, nel corso degli anni a venire, contributi
sempre più nuovi e stimolanti.
Negli anni ’90 nasce la Fondazione Cecchini Pace creata da Rosalba Terranova-Cecchini, medico psichiatra, psicoterapeuta, ricercatrice in medicina transculturale. La Fondazione applica nelle sue attività proprio la metodologia transculturale che pone al primo posto la dinamica culturale delle persone, cittadini di una società in continuo cambiamento.

Per la prima volta in lingua italiana
un estratto del testo più significativo dello
psichiatra Ibrahima Sow

L’estratto più significativo del volume Psychiatrie dynamique africaine, tradotto per la prima volta in lingua italiana. Le teorie presentate all’epoca dall’autore, Ibrahima Sow, forniscono oggi la cornice epistemologica da cui l’Istituto Transculturale per la Salute della Fondazione Cecchini Pace e l’associazione AIPsiT muovono le proprie fila.
Il testo si pone inoltre l’obiettivo di portare alla luce quelle che potremmo definire similitudini e differenze tra l’etnopsichiatria e la transcultura, troppo spesso utilizzate come sinonimi dagli addetti ai lavori, ma veicolanti entrambe un modus operandi specifico poiché proveniente da un diverso inquadramento epistemologico. L’auspicio di questa pubblicazione è quello di riuscire finalmente a dar voce all’inquadramento teorico transculturale in ambito psicologico e psichiatrico.

Ibrahima Sow, medico e psichiatra, nel 1977 ha lavorato presso il laboratorio di psicopatologia dell’Université René Descartes di Parigi. Nello stesso anno ha scritto Psychiatrie dynamique africaine. Nel 1978 ha pubblicato Les structures anthropologiques de la folie en Afrique noire. Elisa D’Ippolito è psicologa, psicoterapeuta trans cultural,e socia ordinaria e responsabile delle pubblicazioni di AIPsiT (Associazione Italiana Psicologi Transculturali).

Lìio culturaleTitolo: L’ io culturale. Dall’etnopsichiatria alla transcultura
Editore: Armando Editore
Collana: Antropologia medica
Data di Pubblicazione: Ottobre 2014
Prezzo: € 11.00
ISBN: 8866778672
ISBN-13: 9788866778677
Pagine: 128

PER INFO
Ufficio Stampa Armando Editore
ufficiostampa@armando.it
3498660470
Fondazione Cecchini Pace
www.fondazionececchinipace.it
fondazione@fondazionececchinipace.it

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