In libreria: Il deserto è la mia cattedrale di Claude Rault


La fratellanza tra cristiani e musulmani
e il dramma dei migranti
nel nuovo libro di mons. Claude Rault
Il deserto è la mia cattedrale (EMI)
Il vescovo dall’Algeria in Italia per un ciclo di incontri

Claude Rault, vescovo di Laghouat-Ghardaïa (Algeria), sarà in Italia nei prossimi giorni per una serie di incontri a partire dal suo nuovo libro, Il deserto è la mia cattedrale. Il vescovo del Sahara racconta (Editrice Missionaria Italiana, prefazione di Guido Dotti, in libreria da venerdì 2 ottobre).
Missionario dei Padri Bianchi, francese, 75 anni, nel suo testo Rault racconta decenni di missione in terra islamica nella diocesi più estesa del mondo (2,5 milioni di kmq), dove «una manciata di cristiani sono dispersi tra tre milioni e mezzo di musulmani». Una «minuscola Chiesa diocesana», come la descrive l’Autore, impegnata in un dialogo costante con i fratelli musulmani e nella creazione di una cultura dell’incontro. Nel 1979 Rault fonda, insieme al priore di Tibhirine dom Christian de Chergé, il Ribât Essalâm o «Legame della pace», un gruppo di condivisione spirituale interreligioso le cui riunioni si terranno nel monastero trappista fino al 1996, anno del terribile rapimento e uccisione di padre Chergé e dei suoi confratelli. E proprio nel suo testo Rault rievoca le esperienze di missione con loro condivise e sottolinea il ruolo fondamentale che il monastero nei monti dell’Atlante ricoperse durante i sanguinosi anni della guerra civile algerina, diventando un rifugio spirituale, «un punto di ancoraggio» per tutti i fedeli, cristiani e non.
Il presule d’Algeria è inoltre testimone delle rotte di migranti che dall’Africa subsahariana attraversano l’Algeria per raggiungere la Libia e l’Europa. Riportando le parole dell’Abbé Pierre, che aveva ascoltato da seminarista e oggi risuonano quanto mai attuali, a proposito di coloro che intraprendono questi viaggi della speranza: «Abbiamo il dovere di aiutarli ad acquistare un grado di sviluppo degno e giusto. È urgente. Se non lo facciamo, verranno loro a cercare da noi quello che non trovano a casa loro, e noi non avremo il diritto di rifiutarglielo». In armonia con il recente richiamo di papa Francesco alla Chiesa affinché apra le sue porte a profughi e rifugiati, il vescovo sprona quindi la comunità cristiana a non «rimanere con le mani in mano» di fronte a questa tragica vicenda umana, nonostante le difficoltà nell’affrontare «un problema più grande di noi».
Un testo in cui la vicenda personale di mons. Rault si intreccia con i grandi eventi storici della nostra epoca, insegnandoci come la diffusione del messaggio del Vangelo debba essere portata avanti con umiltà, testimonianza scevra da ogni intenzione di proselitismo. Tale è il suo deserto: un luogo sacro, una «cattedrale» in cui entrare senza scarpe, in silenzio, nell’incontro con il fratello musulmano.

Titolo: Il deserto è la mia cattedrale. Il vescovo del Sahara racconta
Editore: EMI
Collana: Vita di missione. Nuova serie
Data di Pubblicazione: Gennaio 2015
Prezzo: € 13.00
ISBN: 8830722685
ISBN-13: 9788830722682
Pagine: 192
Reparto: Religione

Claude Rault (Poilley, Francia, 1940) è missionario dei Padri bianchi. Presente in Algeria dal 1970, lavora a lungo nella formazione, poi diventa vicario generale di Laghouat-Ghardaïa e in seguito provinciale dei Padri bianchi del Maghreb. È vescovo di Laghouat-Ghardaïa dal 2004.

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