In libreria: Ho imparato dagli ultimi di Luis A. Tagle Gokim


Per la prima volta Luis Antonio Gokim Tagle, arcivescovo di Manila, cardinale, tra le personalità ecclesiali più note a livello internazionale, racconta in dettaglio la propria vita, le proprie motivazioni, i maestri di pensiero e di azione in un libro autobiografico.
Ho imparato dagli ultimi. La mia vita, le mie speranze (Editrice missionaria italiana, pp. 160, euro 15, in libreria questa settimana, disponibile anche in ebook) è un percorso biografico e intellettuale in cui il cardinale filippino svela molti aneddoti, diverse curiosità, fa conoscere i suoi riferimenti intellettuali e motiva la sua «passione» ecologica.
In dialogo con i giornalisti Gerolamo Fazzini e Lorenzo Fazzini, Tagle nel corso dei 7 capitoli che costituiscono il libro ripercorre per filo e per segno la propria vita: rievoca la formazione in una famiglia di salde radici cristiane (con ascendenze cinesi); riferisce dell’iniziale interesse per la medicina e la volontà di intraprendere tale carriera professionale; ricostruisce la vocazione al sacerdozio inteso come «servizio ai poveri»; narra gli imprevisti cambiamenti di programma vissuti nel corso degli anni (guida educativa e insegnante in seminario, studioso di teologia negli Usa, vescovo,…) vissuti sempre e solo in obbedienza alla Chiesa.
Tagle svela inoltre curiosità e aneddoti nel suo rapporto con papa Wojtyla e con Joseph Ratzinger, il quale volle il giovane teologo filippino (quando aveva 40 anni) come membro della Commissione teologica internazionale. Ricco di particolari interessanti il racconto dell’esperienza di studi negli Stati Uniti quando padre Chito (questo il soprannome famigliare di Luisito, che il cardinale utilizza ancor oggi nel proprio account Twitter) faceva il volontario in una casa di suore di Madre di Teresa di Calcutta a Washington: due giorni alla settimana era impegnato a fianco di senza tetto, malati di Aids, poveri…
Nel corso del dialogo con gli intervistatori Tagle risponde anche a domande su argomenti «caldi» nella Chiesa, come la questione degli abusi sessuali su minori perpetrati da membri del clero, il rapporto tra Chiesa e ricchezza, l’accusa di «pauperismo» affibbiata a papa Francesco e al suo sogno di «una Chiesa povera e per i poveri» (che Tagle sottoscrive in pieno), la questione-migrazioni, che riguarda da vicino le Filippine, e altri argomenti attuali.
Nel corso del libro Tagle precisa inoltre i suoi riferimenti culturali e intellettuali in materia di teologia: svela che se dovesse salvare un solo libro dalla sua biblioteca sceglierebbe gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, indica come propri maestri Elizabeth Johnson e Avery Dulles, afferma di essere stato molto influenzato (tra gli altri) dalla lettura di Carlo Maria Martini, Joseph Ratzinger, Jean-Marie Tillard, Karl Rahner.
Il libro si chiude con un’intervista botta-risposta sul modello del celebre «questionario di Proust», in cui Tagle rivela i propri hobby, interessi, curiosità in materia di fede e di cultura.
Ho imparato dagli ultimi ha suscitato un notevole interesse a livello internazionale. Sono già 6 gli editori stranieri che hanno acquisito i diritti di pubblicazioni in altrettante lingue. Il libro è in corso di pubblicazione in spagnolo (Editorial Claretiana), francese (Editions du Cerf), inglese (Orbis Books), portoghese (Paulus), tedesco (Patmos Verlag) e polacco (Wydawnictwo Wam).

DAL LIBRO

Negli anni Ottanta l’Aids iniziava a mietere le prime vittime. Cosa ricorda dell’incontro con quella malattia e con i malati?

Per me, sedermi accanto al letto di questi ammalati, persone molto sole, è stata un’esperienza religiosa. Almeno nel momento dell’incontro definitivo con il Signore la comunità cristiana deve stare accanto a loro. Non è facile. Ma si è trattato di qualcosa che mi ha spiritualmente e pastoralmente arricchito. (p. 73)

Se dovesse indicare le tre doti essenziali di un buon teologo, cosa direbbe?

Anzitutto, una profonda fede in Dio. In secondo luogo, un teologo deve avere in sé l’amore per la gente, l’amore dei poveri, l’amore del mondo. Infine, un teologo deve possedere un certo senso dell’umorismo. Un teologo senza humour produce una teologia arida, priva di vita. Il senso dell’umorismo di una persona permette l’abbandono in Dio. (p. 87)

Quali, a suo avviso, le questioni più importanti in agenda oggi per la Chiesa?

Il mondo cerca uno spazio incontrare la Trascendenza. La Chiesa deve collocarsi nello spazio dove si incontrano le persone che cercano il senso della vita. Occorre che, su questo, la Chiesa impari a essere prima presenza silenziosa, poi «maestra in umanità». (p. 119).

Perché un cristiano deve occuparsi e preoccuparsi per l’ambiente?

Ogni domenica noi confessiamo: «Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra». Non è una formula o una formalità: è questione di fede. Abbiamo un Dio amore che esce da sé stesso, che in un atto di non autoreferenzialità fa nascere la creazione. Le creature non sono meri oggetti, ma parlano del Dio trinitario che è amore. (p. 134).

ho-imparato-dagli-ultimiTitolo: Ho imparato dagli ultimi. La mia vita, le mie speranze
Editore: EMI
Collana: Vita di missione
Data di Pubblicazione: settembre 2016
Prezzo: € 15.00
ISBN: 8830723193
ISBN-13: 9788830723191
Pagine: 160
Reparto: Biografie e memorie

Luis Antonio Gokim Tagle e` arcivescovo di Manila dal 2011. Creato cardinale da Benedetto XVI nel 2012, è stato studioso del Concilio Vaticano II, conseguendo un dottorato alla Catholic University di Washington. E` stato membro della Commissione teologica internazionale e ha partecipato alla stesura della Storia del Concilio Vaticano II di Giuseppe Alberigo. In Italia i suoi libri sono pubblicati da Editrice missionaria italiana: Gente di Pasqua (Premio Capri San Michele 2013), Raccontare Gesù (2013), I migranti sono i miei fratelli (2016).

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