In libreria: Casta Diva di Gerolamo Rovetta


Una storia d’amore e dignità che ancora oggi appare come un’utopia.
In un’Italia di fine ‘800, immaginaria ma non troppo, dove i deputati vengono definiti dal protagonista “opportunisti, irresoluti, ambiziosi e paurosi”, il giovane ministro delle Poste e Telegrafi, sua Eccellenza Gerardo Parvis, dice basta e dà le dimissioni. Stanco della falsità e delle lungaggini parlamentari, dei continui stalli e della volontà programmatica di molti suoi colleghi di usare la violenza verbale e fisica come mezzo per raggiungere i propri scopi, ottenendo l’effetto contrario di svilire con la propria presenza le Istituzioni che rappresentano, l’abbandono plateale del diplomatico appare come un gesto di una nobiltà inaudita.
Un avvenimento all’apparenza innocuo rivelerà al protagonista quanto la menzogna possa risiedere nell’animo più buono e gentile di cui ci si possa innamorare.
E di come, in fondo, solo la morte sia in grado di ristabilire in noi la scala delle priorità affettive, ricordandoci chi ci abbia amato davvero, senza che noi fossimo mai in grado di ricambiare.

Titolo: Casta Diva
Autore: Gerolamo Rovetta
Curato da: Vaccari M.
Editore: Studio Garamond
Prezzo: € 9.00
Collana: Supernova
Data di Pubblicazione: Dicembre 2014
ISBN: 8890981504
ISBN-13: 9788890981500
Pagine: 86

Gerolamo Rovetta (Brescia, 30 novembre 1851 – Milano, 8 maggio 1910) si può considerare a tutti gli effetti un pioniere del Verismo. Vissuto a lungo in Veneto, risentirà solo in parte, anche per questa ragione, degli influssi meneghini della Scapigliatura, costruendo un’opera prolifica e variegata, che saprà spaziare dalla narrativa al teatro. Facendo propria la lezione della scuola naturalista francese di Zola, Rovetta entrerà nella storia della letteratura per la sua capacità di unire con sapienza il gusto per le vicende
umane più marginali a una volontà mai doma, personale e artistica, di svelare, attraverso le invenzioni letterarie, i vizi della società postrisorgimentale che si stava affacciando sul XIX secolo.

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