In libreria: 8 mq al secondo di Domenico Finiguerra


Nell’Italia delle alluvioni
non si ferma il consumo del territorio.
Le cause del dissesto idrogeologico nell’ultimo libro di
Domenico Finiguerra 8 mq al secondo (EMI)

Mentre oggi si cerca di quantificare i danni provocati dalle disastrose alluvioni dei giorni scorsi e se ne accertano le responsabilità, nel suo ultimo libro Domenico Finiguerra individua le cause di tale dissesto idrogeologico e propone alcune soluzioni per fermare il consumo del territorio in Italia.
Intitolato 8 mq al secondo. Salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento (Editrice Missionaria Italiana), il piccolo volume si apre con questa frase: «Otto metri quadri al secondo è il ritmo con cui vengono asfaltate e cementificate la bellezza, la biodiversità, l’agricoltura e la cultura del nostro paese».
L’autore, già sindaco del primo Comune italiano, Cassinetta di Lugagnano (Mi), ad adottare un piano regolatore che blocca il consumo del territorio e da anni impegnato in campagne per la salvaguardia dell’ambiente, porta dati allarmanti sulla cementificazione dell’Italia. A fronte di una media UE del 4,3%, il nostro territorio presenta una percentuale di suolo impermeabilizzato del 7,5% e secondo i dati dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) 8 mq al secondo è la velocità con cui si costruisce sul suolo italiano. Inoltre, la superficie agricola nel nostro paese è scesa del 28% negli ultimi 40 anni, spingendoci ad importare i 4/5 del nostro fabbisogno alimentare.
Tuttavia, nonostante gli ingenti danni provocati dal dissesto idrogeologico e la continua edificazione anche in zone a rischio, la maggior parte delle amministrazioni comunali e nazionali chiudono un occhio sulla legislazione vigente e non investono i fondi necessari per arginare questo pericoloso fenomeno. Come ci fa notare Finiguerra, anche l’informazione mainstream tende a far passare il messaggio che i comitati di cittadini e le associazioni in difesa del territorio sono formati da estremisti, impedendo quindi che la cittadinanza italiana prenda coscienza dello scempio di cui il Belpaese è vittima.
Il compito di salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento ricade quindi su una minoranza che chiede maggiore consapevolezza nella politica della gestione dell’ambiente. Grazie a queste associazioni e comitati sono nati «Stop al Consumo del Territorio» e il Forum nazionale «Salviamo il paesaggio», le cui istanze sono state ascoltate da varie commissioni parlamentari e che sono oggi condivise anche da Fillea Cgil, il maggiore sindacato dell’edilizia. Sono un «polo fluido, plurale e aperto, che ha fatto germogliare una narrazione diversa», che ad oggi è riuscita a fermare centinaia di abusi e violazioni del territorio solo grazie alla consapevolezza, alla volontà e alla capacità organizzativa dei suoi membri. Che cosa manca, quindi? Manca la trasformazione finale di questa moltitudine in un movimento politico d’opinione che lotti «per la salvaguardia della terra, del paesaggio, dell’ambiente, della biosfera o, come direbbe papa Francesco, del Creato». Affinché non si ripetano più le tragedie a cui abbiamo assistito in questi giorni.

Titolo: 8 mq al secondo. Salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento
Autore: Domenico Finiguerra
Editore: EMI
Collana: Gli infralibri
Data di Pubblicazione: Aprile 2014
Prezzo: € 4.50
ISBN: 8830721603
ISBN-13: 9788830721609
Pagine: 64

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *