Il tempo che verrà…a Zagarolo

| dicembre 5, 2010 | 1 Commento

A cura di Augusto Benemeglio

1. Il tempo che verrà

Il tempo che verrà” è il titolo di una canzone di Angelo Branduardi , “è dove fiorisce / l’albero della neve/ e fa palazzi d’argento” . Ma nel nostro caso, il palazzo d’argento è “Palazzo Rospigliosi” della Città di Zagarolo, dove c’è la mostra permanente del giocattolo e “quella felicità che tiene per mano / il dolore dell’infanzia perduta / e insieme danzano in punta di piedi/ in un prato di giocattoli senza fine”.

2. Palazzo Rospigliosi

E’, infatti in questo splendido cinquecentesco e “fiabesco” palazzo, nelle sale delle Bandiere e del Caminetto che il 21 novembre 2010 si è realizzato un evento culturale avente lo stesso titolo: “Il tempo che verrà”, una mostra di pittura del maestro Sebastiano Sanguigni che illustra il calendario del prossimo anno, ovvero “il tempo che verrà”, un mosaico straordinario che inizia con “una bambina sospesa nello stupore dei suoi nuovi giocattoli e finisce con una madre e bambino – la continuità dell’esistenza che è il contenuto della vita stessa”, ha detto il relatore Ennio Calabria. Una mostra mirabile, melodiosa, lirica, sfuggente, quasi impalpabile, e tuttavia avvolgente, una sorta di inizio e fine dell’universo, ha ribadito Calabria, uno degli artisti simbolo della seconda metà del novecento italiano, maestro di composizioni evocative e d’effetto immediato. Il tutto preceduto da un “concerto novello” dell’ Orchestra “Goffredo Petrassi” di Zagarolo, fatta di ragazzini quasi imberbi, ma pieni di talento, tutti fiati, tutti in bilico coi loro strumenti tra una controdanza di Paisiello e un minuetto di Mozart, un adagio di Gounod e un “amor volat undique” di Orff. L’unione di arte visiva con quella musicale; da sempre auspicata da Kandiskij, che “sentiva” il suono interiore dei colori (“All’improvviso sento l’armonia dei colori e delle forme in questo mondo di gioia… è come il suono di una tromba luminosa”), ha prodotto una sorta di alchimia magica che ha incantato il pubblico presente.

3. Sebastiano Sanguigni, poeta del colore

I giovanissimi musicisti, diretti da un altro giovane maestro, Alessandro Viale, ci hanno donato un’ora e mezza di vacanza dello spirito che ci ha trasportato in altri lidi, “con gli anni veloci /e il profumo dei fiori/e l’erba che cresce,/ in cerca di tracce del mattino”, per seguire la traccia Branduardi, facendoci forse percepire – come ha detto Calabria, – che è anche eccellente critico d’arte – quella particella dell’immenso che è la vita e che pulsa in ciascuno di noi, ma che solo la musica, la più astratta delle arti , o un profeta, un poeta del colore, un cantastorie del pennello come Sebastiano Sanguigni, – artista ricco di energia interiore e risonanze, pieno di sottili trasparenze, di ironie, di sguardi che attraversano il limite e la precarietà dell’esistenza- , ci ha potuto far recuperare, farcene prezioso dono, attraverso un calendario di immagini che è qualcosa di unico e irripetibile. Quindi merito e lode al curatore della mostra, Carlo Andrioli, e agli organizzatori di Palazzo Rospigliosi, in particolare al direttore dell’Istituto, Marcello Mariani , anima di ogni iniziativa culturale, nonché il direttore artistico Francesco Zero, che ha coordinato il tutto con la solita competenza, professionalità e squisita sensibilità.

Roma, 22 novembre 2010 Augusto Benemeglio



Commenti (1)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. francesco zero scrive:

    La sensibilità, la coerenza, la cultura, l’amore, la professionalità…. con la quale Augusto Benemeglio entra nelgli ambienti, nelle storie e negli argomenti sgomenta ed attrae fino a legarti alle sue parole indissolubilmente e nobilita chi lo ospita.
    Grazie Augusto
    Francesco Zero

Lascia un commento