Il realismo fantastico di Maurizio Nichetti


A cura di Gordiano Lupi

Ho fatto splash (1980) e il realismo fantastico
Maurizio Nichetti (Milano, 1948) è un regista, attore e sceneggiatore che produce in proprio una manciata di film originali che citano la comicità dei cartoon e delle vecchie comiche, oltre a recitare in pellicole dirette da colleghi. La sua carriera comincia nei primi anni Settanta come attore al Piccolo di Milano, quindi mimo (continuerà a farlo nel cinema) nella compagnia milanese Quelli di Grock e animatore per lo Studio Bozzetto. Nichetti debutta nel cinema proprio con Bruno Bozzetto, in qualità di sceneggiatore di Oppio per oppio (1973) e La cabina (1973), due cortometraggi. Collabora anche al soggetto di Campagna contro il fumo (1973) e Gli spot del signor Rossi (1975). Il popolare personaggio di Bozzetto, primo cartoon italiano, è protagonista di tre lungometraggi: Il signor Rossi cerca la felicità (1975), Rossi, Rossi se tu fossi… (1978) e Le vacanze del signor Rossi (1978), che Nichetti contribuisce a scrivere. Protagonista e sceneggiatore di Allegro ma non troppo (1978), film a tecnica mista (animazione e riprese dal vero) di Bruno Bozzetto.
Il suo primo film da autore – attore è Ratataplan (1979), interpretato anche da Angela Finocchiaro, e Edy Angelillo. Nichetti continua a esibirsi ricorrendo a mimica facciale, gesti da clown e acrobazie circensi. La pellicola rappresenta un vero e proprio omaggio al cinema muto ed è un esempio moderno di come si possano costruire gag efficaci senza ricorrere alla parola. Nichetti cita la sua esperienza personale per raccontare le vicissitudini di un neolaureato in ingegneria (ha frequentato architettura, ma il senso non cambia) che si scontra con un mondo per lui incomprensibile. Problemi di amore con la bella Angelillo, risolti sposando la bruttina Finocchiaro, ma anche di lavoro perché le sue idee vengono sfruttate da altri mentre lui finisce per perdere il posto. Lo stile di Nichetti è sin dal primo film quello del clown in prestito al cinema, maschera da ingenuo stralunato, vestiti da circo con pantaloni larghi e corti, giacca troppo ampia, espressione buffa da uomo fuori dal tempo. La sua comicità è stata definita – non a torto – realismo fantastico in bilico tra clownerie e surrealtà (Gianni Canova). Il suo umorismo è composta da un miscuglio di slapstick, cartoon, citazioni dalle comiche di Ridolini, Chaplin, Fratelli Marx, Buster Keaton, Stan Laurel e Oliver Hardy. Il regista – attore milanese è anche un curioso esploratore di nuove tecnologie con cui produrre e realizzare arte cinematografica.
Ho fatto splash (1980) vede Nichetti nei panni di un ingenuo che dopo aver dormito per vent’anni di seguito davanti alla televisione, si risveglia, comincia a convivere con la cugina e due amiche e ne combina di tutti i colori. Il film è interpretato da Maurizio Nichetti, Angela Finocchiaro, Walter Valdi, Luisa Morandini, Carolina Torta e Ugo Bologna. Producono Franco Cristaldi e Nicola Carraro. Il montaggio è di Giancarlo Rossi, la musica di Detto Mariano, le animazioni sono dello Studio Bozzetto e di Guido Manuli, tutto il resto è di Maurizio Nichetti (soggetto, sceneggiatura e regia). Ricordiamo citazioni di New York New York e vecchie canzoni di Liza Minelli, ma  soprattutto situazioni umoristiche desunte dalle vecchie comiche e dai cartoon. Walter Valdi è un divertente rapinatore in giacca e cravatta che lascia in mutande una sventurata ragazza timorosa di un gruppo di giovani vestiti da metallari. Interessante è anche il cartoon vero e proprio che a un certo punto prende il posto dei personaggi e ne assume le fattezze. Il film è composto da una serie di episodi che giocano su un registro surreale e fantastico. La pubblicità è un obiettivo della critica di Nichetti, che partecipa a un carosello sulla gassosa e inventa lo slogan Ho fatto splash (uniche parole pronunciate dal’attore in tutto il film) e il relativo gesto di stappare la bibita che fa furore. L’ironia di Nichetti si appunta anche sul mondo del cinema, sul matrimonio, sulla convivenza, sul femminismo, ma tutto con grande leggerezza e comicità infantile. La nota ricorrente è il cartone animato Gundam che affascina sia lui che il bambino, entrambi teledipendenti. Il personaggio di Nichetti è un imbranato totale che in ogni occasione combina enormi pasticci, sia come fotografo del matrimonio, che al pranzo di nozze, ma persino a teatro dove va in scena La tempesta di Shakespeare/Strehler. Il pranzo di nozze è un inno alla comicità surreale: camerieri a tempo di musica, avventori selvaggi che mangiano di tutto, torte in faccia che investono sposi e commensali.
Ho fatto splash sembra un cartone animato interpretato da esseri umani, composto da una serie di episodi slegati tra loro, che omaggiano il cinema dei Fratelli Marx e Charlie Chaplin. La sequenza dell’oliva che schizza via dal piatto ricorda analoghi episodi di Stan Laurel e Oliver Hardy. La pellicola risulta irrimediabilmente datata, rivista oggi non suscita che brevi sorrisi, ma soprattutto non fa gridare al regista miracolo come dissero alcuni critici molti anni fa. Morando Morandini è il più entusiasta tra i commentatori, ma anche Farinotti si dilunga in elogi alla lezione del grande cinema muto. Noi siamo dalla parte di Mereghetti che parla di “una scontata comicità sui falsi miti della televisione e del carrierismo”.
Domani si balla (1982) vede Nichetti nelle vesti di uno scalcinato giornalista televisivo, sempre per mettere alla berlina il piccolo schermo, che comunque frequenterà molto nel corso della sua carriera. Guido Manuli sceneggia il film insieme al regista, ma le cose migliori sono le musiche di Eugenio Bennato, perché la storia è una modesta favola surreale. La trovata di base è un’epidemia di buonumore che contagia la città dopo l’atterraggio di un misterioso equipaggio nel cortile di una casa di riposo. Altri interreti: Mariangela Melato, Paolo Stoppa, Elisa Cegani e Francesco Carnelutti.
Il Bi e il Ba (1986) è un lavoro in tono ancora minore, interpretato e diretto da Maurizio Nichetti che inserisce nel cast lo stralunato Nino Frassica proveniente da una serie di successi televisivi. Marco Messeri non è meno folle con la sua recitazione che gli conferisce un’aria spaurita e strampalata. Leo Gullotta e Maria Giovanna Elmi completano il gruppo di attori, ma quest’ultima interpreta se stesa ed è l’idolo della vita di Frassica. Il protagonista (Frassica) va a Roma per incontrare un mago che risolverà il suo problema fondamentale: la forfora. Film banale, poco divertente.
Ladri di saponette (1989) è un omaggio al capolavoro di Umberto De Sica e Cesare Zavattini (Ladri di biciclette, 1948), ma serve ancora una volta e fare satira sul mondo dello spettacolo, seguendo la critica felliniana – di cui non parla più nessuno – sui film interrotti da spot selvaggi. Il regista ci porta all’interno di una famiglia di teledipendenti, così affascinata dal piccolo schermo da non capire che la pubblicità invasiva modifica il senso della pellicola che stanno seguendo e in alcuni casi si sostituisce alla storia. Il film trasmesso sarebbe una rilettura del cinema neorealista e da qui deriva la citazione al capolavoro di De Sica. Tra i migliori film di Nichetti, una storia ben costruita, recitata a dovere, girata con perizia e originalità. A volte ripetitivo e scontato, ma tutto sommato divertente. Nichetti si ritaglia un doppio ruolo da attore: regista del film e protagonista, proprio come nella realtà. Il critico Claudio G. Fava recita la parte di se stesso. Interpreti: Maurizio Nichetti, Caterina Sylos Labini, Federico Rizzo, Heidi Komarek, Renato Scarpa, Lella Costa, Claudio G. Fava e Carlina Torta.
Volere volare (1991) è un film ancor più sperimentale – forse il suo lavoro più originale – dove il mix tra comicità muta, slapstick, comiche e cartoni animati tocca il culmine. Nichetti è un effettista dei cartoni animati che per amore si trasforma in un personaggio e interagisce con attori in carne e ossa. Angela Finocchiaro è una stranissima assistente socio sessuale a domicilio, nel ruolo più spinto della sua carriera, ma interpretato con straordinaria ironia. Lo stile è simile al disneyano Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988) di Robert Zemeckis. Il protagonista prende una stranissima malattia che lo trasforma in un cartone animato. Un po’ discontinuo, ma divertente. Animatore è Guido Manuli, già collaboratore per Ratataplan e Ho fatto splash. Interpreti: Maurizio Nichetti, Angela Fionocchiaro, Patrizio Roversi, Mariella Valentini, Remo Remotti e Renato Scarpa.
<Stefano Quantestorie (1993) racconta le storie parallele di un carabiniere (Nichetti) e di molti altri personaggi come possibili sviluppi di ciò che il protagonista sarebbe potuto diventare se avesse compiuto scelte diverse. La venditrice di giocattoli Amanda Sandrelli è la rapinatrice che tutti cercano, ma Nichetti non se ne accorge perché è innamorato di lei. Laura Fischetto sceneggia insieme al regista una storia fatta a incastro come un gioco di scatole cinesi che rincorre i molti se i diversi ma che i consigli non ascoltati dei genitori scatenano nel protagonista. Alla fine il film si mostra per quel che è: un contenitore stanco e ripetitivo. Interpreti: Maurizio Nichetti, Amanda Sandrelli, Milena Vukotic, Renato Scarpa, Elena Sofia Ricci, Caterina Sylos Labini, James Thiérrée e Sabrina Paravicini.
Palla di neve (1995) è un modesto film per ragazzi diretto da Maurizio Nichetti, che per l’occasione si limita a un cammeo come marinaio. La pellicola è prodotta da Ciro Ippolito ed è tratta da un racconto di Emilio Nessi, sceneggiato da Nichetti, Ippolito, Gianni Romoli e Stafano Sudrié. Interpreti: Paolo Villaggio, Fabiano Vagnarelli, Alessandro Haber, Leo Gullotta, Monica Bellucci, Anna Falchi, Dong Mei Xiao, Osvaldo Salvi, Roberto Della Casa, Nestor Garay, Angelo Orlando e Luis Molteni. Palla di Neve è un cetaceo che un mercante d’armi (Haber) vorrebbe usare come siluro vivente per attaccare le navi, mentre un attore (Villaggio) lo cerca perché gli ha inghiottito il libretto della pensione. Alla fine l’attore si unisce a un bambino per liberare il cetaceo. Regia definita “alimentare e poco ispirata” da gran parte della critica, di sicuro fuori poetica per Nichetti, che dirige senza entusiasmo una favola ecologica nella quale si ricordano le bellezze prorompenti di Anna Falchi e Monica Bellucci. Il film è girato a Santorini.
Luna e l’altra (1996) è un film nelle corde di Nichetti, regista e attore a tempo pieno. Interpreti: Iaia Forte, Maurizio Nichetti, Aurelio Fierro, Luigi Burruano, Ivano Marescotti, Eraldo Turra, Luciano Manzalini, Marco Pironti, Fabio Santacroce ed Eva Robin’s (Roberto Coatti). Sceneggiato dal regista insieme a Nello Correale, Laura Fischetto e Stefano Albè. Buona ambientazione anni Cinquanta per una fiaba incentrata sulla figura di una timida maestra (Forte) napoletana trasferitasi a Milano, che per colpa di una lanterna magica perde il controllo sulla sua ombra. La maestra era timida e riservata, ma l’ombra comincia a vivere una sua esistenza priva di pregiudizi. In questo modo sconvolge la vita di un imbranato e altrettanto timido bidello (Nichetti). La pellicola perde spesso i fili della storia perché Nichetti è alla perenne ricerca della gag e della macchietta surreale, spesso difficilmente comprensibile nell’economia di un lavoro cinematografico. La Banda Osiris interpreta i musicisti del circo.
Honolulu Baby (2001) è il suo ultimo film per il cinema, pensato per far rivivere il personaggio dell’ingegnere imbranato di Ratataplan, questa volta spedito a cercare petrolio in Sudamerica, in un paese popolato soltanto da donne vogliose di sesso. La storia è sceneggiata dal regista con Richard Haber e Giovanna Carassi. Si tratta di un mesto addio al cinema per Nichetti, che dopo un avvio alla Ratataplan si perde in ragionamenti poco comprensibili e sequenze a base di gag per rappresentare una confusa critica della globalizzazione. Interpreti: Maurizio Nichetti, Maria de Medeiros, Jean Rochefort, Giulia Weber, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller e Giovanni Lombardo Radice.
Nell’ultima fase della carriera Maurizio Nichetti lavora esclusivamente per la tanto vituperata televisione: Mammamia (2003 – 2004), Le avventure di Neve & Gliz (2005), Dottor Clown (2008), Agata e Ulisse (2011). Nichetti aveva già lavorato per la televisione conducendo i programmi per ragazzi Quo vadiz? (Rete 4, 1984 – 85), insieme a  Sidney Rome e Pista! (Rai Uno, 1985 – 86). A sproposito è stato chiamato “il Woody Allen italiano”, perché la sua comicità surreale e da cartoon non ha niente a che vedere con l’umorismo ironico del grande attore statunitense.
Nichetti è attore in alcuni film diretti da colleghi. Citiamo tra i molti: Allegro ma non troppo (1977) di Bruno Bozzetto, Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984) di Mario Monicelli, Tutti i giorni è domenica (1995) di J.C. Tacchella. Attivo anche nel settore pubblicitario. Si ricorda per lo spot IP interpretato dall’attrice Francesca Dellera.

Per assaggiare il cinema di Maurizio Nichetti: http://www.youtube.com/watch?v=oX2XrEz4u7w

Gordiano Lupi
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