“Il partito personale” di Mauro Calise
A cura di Arturo Casalati
Soldi e informazione. Tanti soldi e una “potenza di fuoco” mediatica senza pari nel mondo occidentale. Soldi per appagare e, semmai, corrompere. Cinema, televisione, giornali per blandire e, quando serve, per intimidire. Nel binomio ricchezza-comunicazione sembra condensarsi tutta la parabola ormai quasi ventennale di Silvio Berlusconi.
Il 14 dicembre 2010, con lo stentato voto di fiducia alla Camera, si è celebrato il “giubileo” di un sistema parlamentare che rinuncia alla sua centralità trasformandosi in specchio delle ambizioni del leader: se cade il governo si va diritti alle elezioni anticipate, questo il messaggio percepito dentro e fuori dall’aula di Montecitorio. A dispetto della Costituzione, che garantisce diritti e prerogative di una repubblica parlamentare, il capo del Governo viene visto in chiave presidenziale: eletto e legittimato direttamente solo dal voto dei cittadini.
Incalzati da questa pressione mediatica “acostituzionale” i vari Scilipoti, Razzi e la “Miss Cepu” Catia Polidori hanno potuto motivare “politicamente” (si fa per dire) un voto di fiducia altrimenti libero, come è nelle prerogative di ogni parlamentare. La variegata pattuglia degli ausiliari della maggioranza ha dunque contrapposto la falsa difesa della “stabilità” istituzionale al legittimo sospetto di scelte personali per niente affatto disinteressate.
“Berlusconi è giunto a un passo dal trasformare l’Italia in un regime monopartito: il suo”, azzarda il politologo Mauro Calise, secondo il quale il premier è riuscito nell’invidiabile impresa di forgiare a sua immagine e somiglianza addirittura un doppio partito personale. Per metà proprietà privata e per l’altra metà appannaggio pubblico, a carico cioè degli apparati dello Stato (e quindi finanziato con i soldi dei cittadini – di destra, di centro e di sinistra). Ne sono testimonianza le leggi “ad personam”, il controllo ferreo delle reti televisive pubbliche Rai (in aggiunta a quelle Mediaset, di sua proprietà), le relazioni di amicizia con capi di Paesi a basso – o nullo – tasso di democrazia: la Russia di Putin, la Lettonia di Lukashenko, la Libia di Gheddafi.
“Il partito personale”, edito da Laterza, è il titolo dell’agile saggio, fresco di stampa, che Mauro Calise, docente di scienze politiche all’Università Federico II di Napoli e presidente della Società italiana di scienza politica, ha dedicato alla fenomenologia del capo carismatico. Questione non solo italiana, ma che nel nostro Paese assume aspetti patologici.
Calise, va detto chiaro, non si iscrive al partito di chi demonizza per principio Sua Emittenza. È critico in modo esplicito anche verso quel mondo politico e culturale in difficoltà a misurarsi con un elettorato che poco e male si adatta agli schemi della rappresentazione ideologica che la sinistra, a suo parere, continua a coltivare imperterrita (e forse è anche per questo che ha perso le ultime elezioni politiche).
Non risparmia la campagna elettorale di Veltroni del 2008, perché la sinistra “continua a non saper intercettare il consenso di un elettorato che vota meno con la propria testa di quanto all’intellighentsia piacerebbe pensare”.
Nelle 150 pagine del libro scorrono veloci le trasformazioni del potere fino all’era dell’”homo videns”.
Gli Stati Uniti hanno fatto scuola, purtroppo. La televisione si fa portatrice del paradosso contemporaneo della nostra democrazia: impone in politica il predominio di grandi comunicatori, dalla personalità magnetica e con l’istinto dei dominatori di folle. Così, dopo oltre mezzo secolo dalla conclusione della seconda guerra mondiale, cacciata dalla porta delle grandi tragedie storiche della prima metà del Novecento, la figura del leader carismatico rientra dalla finestra del piccolo schermo. E si sostituisce ai partiti tradizionali di massa che fino agli anni Ottanta hanno intercettato il consenso della stragrande maggioranza degli elettori. Il capo carismatico si porta con sé il “voto carismatico”, una nuova categoria di voto, secondo lo studioso di scienza politica Mauro Calise.
Al voto di appartenenza, ideologico – manifestatosi per decenni nella base elettorale della DC e del PCI – si è sostituito il voto “leader oriented”, attratto dalla forte personalità piuttosto che dal programma politico. Non è però solo una prerogativa della destra populista: nel falso bipolarismo all’italiana proliferano, come si sa, partiti e partitini personali (Storace-La Destra, Fini-Fli, Casini-Udc, Rutelli-Api, Di Pietro-Idv, Vendola-Sinistra e Libertà, eccetera).
Calise arriva alla definizione di “bioleadership”, ossia il capo che ostenta se stesso sovrapponendo la vita privata alle istituzioni pubbliche. Non è l’unico, intendiamoci: nel mondo lo hanno fatto Tony Blair, Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, Sarah Palin, Barak Obama. Ma è in Italia che la “biopolitica” fa saltare tutte le regole. Escort e minorenni, divorzio, ombre giudiziarie, persino il volto ferito dopo il lancio della statuetta del Duomo a Milano: tutto viene esibito, consumato, offerto al pubblico delle tv domestiche, alimentando la retorica del vincente. Perché solo chi trionfa seduce e conquista.
È costato quel che è costato, ma il 14 dicembre il Cavaliere non poteva andare sotto alla Camera. È stata una questione personale più che politica. Quanto durerà? E dopo?
L’autore del saggio “Il partito personale” non dà ovviamente una risposta, nessuno può darla. Ma fa una previsione: “Il lascito più ingovernabile – e duraturo – di Berlusconi è l’esercito di berluschini”. A Roma, come nelle cento città dello Stivale italiano, a destra e a sinistra, la spregiudicata personalizzazione ha fatto scuola. Le recenti inchieste giudiziarie lo hanno svelato: sono nati ovunque, purtroppo, cloni di un originale irripetibile. Questo è e sarà uno dei tanti, troppi, problemi di questo povero Paese, massacrato da personaggi degni della peggiore commedia satirica.
di Arturo Casalati
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Titolo: Il partito personale. I due corpi del leader Autore: Calise Mauro Editore: Laterza Prezzo: € 12.00 Collana: Saggi tascabili Laterza Data di Pubblicazione: Giugno 2010 ISBN: 8842092177 ISBN-13: 9788842092179 Pagine: 165 Reparto: Politica |
















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