Il mio nome è Giovanna d’Arco


Dreyer_Renée Falconetti.jpgA cura di Alberto Figliolia

Visionaria, guerriera, eroina, martire, santa… Figura carismatica e controversa, probabilmente analfabeta (nonostante sapesse fare la propria firma) ma provvista di un’intelligenza formidabile e pure di senso dell’ironia (come si può constatare da talune risposte date ai crudeli inquisitori). Morta a 19 anni sul rogo, dopo essere stata ispirata condottiera. Lei, Giovanna d’Arco-Jeanne d’Arc, la Pulzella d’Orlèans, simbolo di Francia, contadina di Lorena che contribuì a restituire il suo regno a un re. Contro gli intrighi di corte, spinta alla travolgente azione dalle sue voci, ferita in battaglia, vergine e pia, avventurosa, colma d’amore anche nei confronti del nemico inglese vinto e abbattuto, catturata, tradita e, dopo un processo farsa, arsa viva nell’anno del Signore 1431, il 30 maggio.
Giovanna d’Arco, che tanto è radicata nell’immaginario collettivo – emblema di forza e, perché no?, emancipazione ante litteram – viene celebrata dalla Fondazione Cineteca Italiana con un ciclo di film, dal 7 al 13 dicembre, allo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2, Milano). Il mio nome è Giovanna d’Arco è il titolo della rassegna, che si aprirà con la proiezione su grande schermo, a partire dalle 17,30 (ingresso libero, prenotazione obbligatoria: tel. 0287242114), della Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi (libretto di Temistocle Solera), quest’anno prima scaligera diretta da Riccardo Chailly.
Precoce peraltro l’esordio cinematografico della Pulzella, con Execution of Joan d’Arc, un minuto d’inquadratura, by Edison, dell’eroina sul rogo. Era il 1895. Nella patria di Jeanne fu il geniale e fantasmagorico pioniere Georges Méliès a produrre un Jeanne d’Arc composto da 12 tableaux animati dipinti a mano (lunedì 7, ore 21,30, e giovedì 10, ore 17). E ancora a ricreare le sfolgoranti vicende e vicissitudini provvide nel 1909 Albert Capellani, dieci quadri da percorso iconografico medioevale.
Alla proiezione del gioiello di Méliès si uniranno le pellicole Jean d’Arc del 1914 e Il processo di Giovanna d’Arco di Robert Bresson (1961-62), una “ricostruzione, fondata sui verbali dei processi, che riattualizza il personaggio. Come affermò il regista: Ho sentito il desiderio di rendere ammirevole agli uomini del nostro tempo questa giovane e sarei felice se il film contribuisse a farla rinascere. Giovanna aveva quel senso della vita al quale non pensiamo abbastanza sovente. Lei ha sacrificato la vita al senso della vita”.
Martedì 8 (ore 19) sarà la volta de La merveilleuse vie de Jeanne d’Arc di Marco De Gastine (1929), preziosissimo lavoro un po’ ingiustamente oscurato dalla compresenza de La passione di Giovanna d’Arco, capolavoro dell’immenso Carl Theodor Dreyer, che sarà proiettato sabato 12 dicembre (ore 21,15). Il film di De Gastine, muto, sarà accompagnato, ad accrescerne la splendida suggestione, da musica suonata dal vivo.
Anche l’icona Ingrid Bergman vestì gli abiti, ovvero l’armatura, di Giovanna. Diretta nel 1954 da Roberto Rossellini in Giovanna d’Arco al rogo (mercoledì 9, ore 21,15)… “Giovanna d’Arco, bruciata sul rogo, viene accompagnata da un gruppo di angeli in cielo. Ivi, assalita dai dubbi perché condannata come eretica e strega, incontra San Domenico il quale le mostra alcuni episodi della sua vita al fine di donarle la consapevolezza di aver salvato la Francia e la forza di affrontare il martirio”.
Completano la rassegna Giovanna d’Arco-Parte I: Le battaglie (sabato 12, ore 17) e Giovanna d’Arco-Parte II: Le prigioni (domenica 13, ore 18,45), di Jacques Rivette, con una grande e ieratica Sandrine Bonnaire: una parabola che va dai fasti di Orléans al fuoco annientatore di Rouen.
Giovanna d’Arco visse diciannove anni… materia immaginativa, ideali strenui, coraggio leonino… Canonizzata e istituzionalizzata sì, ma pure controcorrente ed eterogenea: anche un modello laico. Uno splendido ossimoro di giovane. E, con tutte le caratteristiche or ora citate, perfetta per la celluloide e le sue sognanti rappresentazioni.

Alberto Figliolia

Info: tel. 02.87242114; e-mail info@cinetecamilano.it; sito Internet www.cinetecamilano.it

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