Cinema: Il GGG – Il Grande Gigante Gentile di Steven Spielberg


Recensione film “Il GGG – Il Grande Gigante Gentile” di Steven Spielberg

La nuova favola di mago Spielberg
Nel gigante, e dunque nell’orco potenziale, la gentilezza, ovvero sensibilità, civiltà, protezione, è esaltata dalla sorpresa, il contrario di quello che ci si aspetta, 1 apertura al bene di un mondo considerato del male. Portato al cinema già nel 1990 da Brian Cosgrove, il celebre libro di Roald Dahl secondo Spielberg accentua già nel disegno del live-action il contrasto tra la brutale fattezza di GGG (Rylance) e la tenerezza per la sua preda, la piccola Sophie, rapita per alleviare l’isolamento tra i mostruosi giganti cattivi, poi alleata nella ribellione finale, con l’aiuto della Regina d’Inghilterra. Fantasioso e stravagante collezionista di sogni da inoculare nelle notti umane (una delle migliori invenzioni visive è la sequenza del “lago di sotto-in-su”) GGG, più di Sophie, sembra il vero protagonista di una trasposizione segnata dalla sofferenza nella prigione della solitudine. E lui il bambino da salvare, e in questo tutto assume un’epica visionaria molto “spielberghiana”. Memorabili lo sciroppo con le bollicine al contrario e l’esilarante colazione dalla Regina d’Inghilterra. Si sente un po’ il brand Disney.

Silvio Danese

Titolo originale: The BFG
Nazione: U.S.A., Regno Unito, Canada
Anno: 2016
Genere: Avventura, Fantastico
Durata: 117′
Regia: Steven Spielberg
Cast: Rebecca Hall, Bill Hader, Mark Rylance, Jemaine Clement, Matt Frewer, Penelope Wilton, Ólafur Darri Ólafsson, Adam Godley, Ruby Barnhill, Haig Sutherland

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