Prima visione: Il filo nascosto


Recensione film “Il filo nascosto” per la regia di Paul Thomas Anderson

Delirio di potenza nell’alta moda
Come ogni artista concentrato fino all’ossessione sulla ricerca e la composizione dell’opera, solitario e misantropo per necessità, orgoglio e virtù, il sano d’alta moda inglese anni ’50 Woodcock crede di poter controllare anche l’amore scegliendo, sfruttando e poi ripudiando compagne complice la sorella manager dell’esclusiva casa di moda. Più giovane di 30 anni, Alma manda in pezziil sistema. Il come è un raffinato, avvincente viaggio in un monacale delirio di potenza maschile “corrotto”
dalla sensibilità e tenacia di una donna: vestendo le opere d’artista, tra sfilate e successi, ingegno e paranoia, apre un varco speciale, un modo di ribellarsi alla schiavitù della creazione e reinventarla nell’amore. Risuonando Hitchcock, Poe, James, Kubrick, ormai tra i cineasti più audaci e risolti di oggi Anderson “scrive” immagini, ovvero dettagli concreti di emozioni, suoni e tonalità luminose di un intero mondo soggettivo/oggettivo come pagine di grande romanzo. Day-Lewis lo impugna e lo forgia, inarrivabile.

Silvio Danese

Titolo originale: Phantom Thread
Nazione: U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 130′
Regia: Paul Thomas Anderson
Cast: Vicky Krieps, Daniel Day-Lewis, Lesley Manville, Joan Brown, Sue Clark, Harriet Leitch, Dinah Nicholson, Julie Duck

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