Il bello, il brutto, il cretino di Gianni Grimaldi


A cura di Gordiano Lupi

Il bello, il brutto, il cretino è una vera e propria parodia dei film di Sergio Leone – sullo stile de I due rringos del Texas (1967) di Marino Girolami – che ricalca quasi pedissequamente la trama de Il buono, il brutto e il cattivo (1966), stravolgendola in farsa. Franco e Ciccio sono due imbroglioni che sbarcano il lunario nei panni rispettivamente di bounty killer e ricercato, ma tra loro c’è un accordo per dividere i soldi della taglia. Franco consegna Ciccio allo sceriffo di turno, quindi lo libera sparando alla corda nel momento dell’impiccagione. Gianni Grimaldi imita Sergio Leone anche nello stile delle sovraimpressioni in giallo quando presenta i tre personaggi. Franco è Il Brutto, Ciccio è Il Cretino, mentre Mimmo Palmara è Il Bello, nei panni di un finto ufficiale sudista, che contende ai due imbroglioni un tesoro nascosto in un cimitero. Brigitt Petry è una ballerina di saloon che irretisce Franco, lo deruba dei soldi della taglia e dalla vincita al poker e infine si presenta come quarto incomodo che soffia il tesoro sepolto dalle mani dei tre sprovveduti.
Il film di Sergio Leone è saccheggiato in lungo e in largo a livello di trama, vediamo persino la guerra tra nordisti e sudisti, l’ufficiale ubriacone, il nordista che in punto di morte rivela il luogo del tesoro e la scena al cimitero con le tombe scavate dai vari personaggi. La sola parte al rodeo è una trovata comica originale, quando Franco punta Ciccio come equivalente del denaro da scommettere.
Gianni Grimaldi conosce la tecnica e le convenzioni del genere western e costruisce una pellicola che fissa i canoni del futuro western comico di Enzo Barboni, interpretato da Bud Spencer e Terence Hill. Franco Franchi è un Clint Eastwood molto sopra le righe, risata sguaiata, soliti versacci, sigaro in bocca, atteggiamenti da guappo. “La mia Colt non perdona”, dice. Ciccio ribatte: “La pistola è come la donna. Se la sai tenere ti è fedele”. Molte battute e situazioni da avanspettacolo, come la lite sulla divisione del bottino, oppure la consegna di Ciccio allo sceriffo che, tra i due finti litiganti, rimedia un sacco di schiaffoni. Una delle parti migliori della pellicola vede Franco Franchi impegnato al tavolo da poker, mentre estrae un uovo fresco e alcuni assi dalla manica. La gag è ripresa da Totò, ma è scritta in chiave ancor più farsesca, con Franco che si beve l’uovo, vince la partita e porta in camera la ballerina. Non manca il tipico verso con il braccio destro e il segno di giubilo che piace molto ai ragazzi. “Tanto l’ovetto l’ho bevuto”, dice. E rivolto alla ragazza (Petry): “Facciamo quattro chiacchiere alla francese!”. Petry: “Come sarebbe?”. Franco: “Tête-à-tête”. Molto divertente la parte onirica durante la quale Franco si vede come un killer invincibile che incute timore nel saloon, quindi incontra Ciccio vestito di nero e ingaggia un duello alla Sergio Leone. Grimaldi imita la tecnica del regista western inquadrando gli occhi dei due contendenti in primissimo piano. Quando dal sogno si passa alla realtà, Franco non fa paura a nessuno, anzi ne busca da tutti, perde a poker e resta in mutande. Divertente l’incontro con Ciccio, che non è morto impiccato grazie a un provvidenziale collare di Santa Rosalia: “Ciccio, tutta ciccia sei!”, grida. Ciccio per vendicarsi porta Franco nel deserto, beve acqua fino a scoppiare, quindi orina alla grande mentre Franco cita i Promessi Sposi: “Quel ramo del lago di Como…”. La fame è un altro tema caro ai due attori siciliani, che non può mancare. Pure in questo film abbiamo una tavola imbandita al campo sudista, dove un energumeno dovrebbe torturarli per estorcere una confessione ma finisce inchiodato alla porta da uno sprovveduto compagno. “Cadavere defunto, iè. Si deve mangiare. Tradizione sicula”, dice Franco. Le sequenze finali al cimitero ricordano il film di Sergio Leone mentre i nostri eroi citano titoli a tutto spiano: “Ci fai morire per un pugno di dollari e per qualche dollaro in più?”. Altre battute precedenti sono degne di nota. “Caino, Abele, sempre figli di Eva siamo!”. E rivolti al Bello: “Amicida!”. Alla fine la coppia di imbroglioni diventa un terzetto: Il Bello si unisce al Brutto e al Cretino per truffare sceriffi. Il finale vede i nostri eroi liberati dal provvidenziale intervento del Bello mentre vengono impiccati.
Tra gli attori fanno la parte del leone Franco e Ciccio, in forma come sempre, ma si ritagliano un piccolo ruolo anche un modesto Mimmo Palmara, la bella Brigitt Petry e soprattutto Lotar Guntener, nei panni del capitano Imbriachella, che vorrebbe parodiare Aldo Giuffrè nella pellicola originale. Enzo Andronico non è accreditato nei titoli di testa ma recita una breve comparsata come prigioniero killer di moglie e suocera, immobilizzato su una sedia a rotelle.
La critica non è tenera, come sempre quando si tratta di Franco e Ciccio. Paolo Mereghetti concede una misera stella: “Moltissime avventure western che tentano di parodiare i personaggi e le atmosfere dei film di Sergio Leone”. Pino Farinotti conferma una stella e un giudizio negativo: “La trama altro non è che la parodia de Il buono, il brutto e il cattivo, bel western realizzato da Sergio Leone”. Manolo Morandini concede due stelle, ma è molto caustico: “Jean Grimaud – alias G. Grimaldi – alle prese con una parodia del western che più italiota non si può”. A nostro parere il film è tirato via e raffazzonato, molte sequenze presentano evidenti errori di fotografia, ma non si può giudicare una parodia trash con i parametri del cinema alto. I film di Franco e Ciccio sono un genere che attraversa i generi e nel campo della parodia western ci lasciano piccoli capolavori di comicità. Tra l’altro il loro western comico perfeziona precedenti pellicole interpretate da Raimondo Vianello e Walter Chiari e fissa le coordinate di un sottogenere. Il bello, il brutto, il cretino non è tra i migliori lavori di Gianni Grimaldi, regista che valorizza al meglio le doti dei due attori siciliani, ma resta un film piacevole, destinato al divertimento di un pubblico giovane e senza pretese intellettuali.

Per vedere il film completo (passato da IRIS TV): http://www.youtube.com/watch?v=sFEp9AJiVN8

Gordiano Lupi
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